Cagliari, 13 Feb 2026 – Il clima che cambia, crisi sanitarie globali e flussi migratori connessi agli scenari di guerra. Elementi che messi insieme hanno imposto a livello globale un cambio di rotta ai sistemi di protezione civile. Una situazione che non risparmia la Sardegna dove, in questi ultimi anni, la macchina organizzativa regionale si è dovuta adeguare alle nuove esigenze. Ora però serve un ulteriore passo per rendere rafforzare il sistema per renderlo capace di rispondere in modo più efficace alle nuove e crescenti esigenze di previsione, prevenzione e gestione delle emergenze. A questi obiettivi punta il nuovo Disegno di legge n.172 approvato dalla Giunta regionale a fine dicembre che detta una nuova disciplina del sistema regionale di protezione civile. Il provvedimento ha iniziato il suo iter ieri in Consiglio regionale dove, nel pomeriggio, si sono riunite in seduta congiunta la prima e la quarta commissione guidate da Salvatore Corrias e Roberto Li Gioi per le audizioni dell’assessora all’Ambiente Rosanna Laconi e del direttore generale della Protezione Civile Mauro Merella. «Con questo Disegno di Legge si pone ordine al sistema puntando a un quadro normativo univoco – ha detto Laconi – la legge di riferimento (n.3 del 1989) è vecchia di quasi 40 anni. Il mondo nel frattempo è cambiato e la protezione civile non si occupa solo di calamità naturale ma anche della tutela della salute dei cittadini». L’assessora ha poi proseguito indicando gli obiettivi strategici che hanno orientato la predisposizione del nuovo disegno di legge. Tra questi, il rafforzamento della prevenzione e previsione dei rischi, lo sviluppo di pratiche coerenti ed efficaci per la loro gestione e il potenziamento della conoscenza degli eventi calamitosi attraverso indagini, studi e sistemi informativi integrati.
Il testo, composto da 36 articoli recepisce le disposizioni del “Codice della protezione civile”, tenendo conto della peculiarità fisico-geografica e insulare della Sardegna. «Puntiamo a un sistema regionale integrato, multilivello e multirischio, capace di garantire continuità di azione tra prevenzione, gestione dell’emergenza e ripristino delle condizioni di normalità – ha detto il direttore generale della Protezione Civile Mauro Merella – l’elemento distintivo è rappresentato da una pianificazione per ambiti territoriali che metta insieme e renda protagonisti tutti gli attori che agiscono all’interno del sistema».
«Vogliamo una protezione civile di prossimità – ha aggiunto l’assessora Laconi – sempre più vicina ai sindaci e alle comunità. Le organizzazioni di volontariato avranno un ruolo cruciale. Per la prima volta si parla di un convenzionamento delle associazioni. Questo darà loro certezze e favorirà aggregazioni territoriali».
Tra le novità del disegno di legge anche la previsione di una scuola di protezione civile per l’arricchimento professionale degli operatori e la promozione di una cultura di protezione civile in tutto il territorio regionale.
Nel dibattito sono intervenuti i consiglieri Antonello Floris, Gianni Chessa, Diego Loi, Antonio Sau, Emanuele Matta, Paola Casula, Antonio Solinas, Salvatore Cau e Paolo Truzzu che hanno chiesto chiarimenti sul ruolo delle associazioni di volontariato e fornito alcuni suggerimenti per la creazione di una app regionale per il sistema di allerta meteo. L’esame del disegno di legge proseguirà nelle prossime settimane. In programma un ciclo di audizioni che coinvolgerà, in prima battuta i rappresentanti degli enti locali. Com










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