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Piantedosi duro a Montecitorio: “Basta ambiguità con chi assalta lo Stato”.

Roma, 4 Feb 2026 - Non è bastato l’appello all’unità sulla sicurezza lanciato nei giorni scorsi dalla premier Giorgia Meloni. L’informativa alla Camera del Ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, sui disordini avvenuti sabato scorso a Torino durante il corteo pro-Askatasuna, ha trasformato Montecitorio in un’arena di scontro politico durissimo tra governo e opposizioni.

Il titolare del Viminale ha usato parole nette per descrivere i fatti del capoluogo piemontese, parlando di una "vile aggressione" che non resterà impunita. “Era un attacco frontale allo stato, era stato presentato così fin dalla presentazione della manifestazione, qualche settimana prima”. Secondo Piantedosi, i disordini hanno mostrato il "vero volto" degli antagonisti legati ai centri sociali occupati abusivamente. Comunica la solidarietà del governo ai poliziotti feriti poi l’attacco si è poi spostato sul piano politico. 

Il Ministro ha puntato il dito contro chi, a suo dire, offrirebbe una prospettiva di impunità ai manifestanti violenti. "Chi sfila a fianco di questi delinquenti finisce per offrire loro copertura", ha dichiarato Piantedosi, criticando aspramente anche le "riflessioni sociologiche" volte a giustificare l'agibilità politica di realtà come Askatasuna in virtù di una presunta utilità sociale. "Queste persone dovrebbero tener conto che, così facendo, si offre complicità a questi gruppi organizzati", ha aggiunto, ricordando come il centro sociale abbia rivendicato le azioni illegali tramite un comunicato ufficiale.

La risposta delle minoranze non si è fatta attendere. Per il Partito Democratico, il Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi e Sinistra e Più Europa, le parole di Piantedosi rappresentano la fine del dialogo sulla sicurezza.

Matteo Mauri (PD) ha definito "ipocrita" il richiamo all'unità del governo, accusando il Ministro di criminalizzare i manifestanti pacifici: "Voi usate ogni occasione per strumentalizzare persone perbene, parlandone come se fossero tutti delinquenti". 

Durissima anche l’ex sindaca di Torino, Chiara Appendino (M5S), chiamata in causa per presunte "coperture" passate: "Io vivo ancora sotto scorta. Usate la violenza anarchica per nascondere il vostro fallimento sulla sicurezza. In quella piazza c'erano famiglie, bambini. Poi c'era la schifezza di quei violenti. Criminalizzare un intero gruppo di persone è pericoloso perché allontana le persone dallo stato e le avvicina ai violenti veri”. 

Dagli scranni di AVS, Angelo Bonelli ha accusato il Ministro di aver alzato il livello dello scontro nel Paese, rinfacciandogli la mancata gestione dei violenti: "Voi quei violenti li conoscete e gli avete consentito di agire. Parla di legalità? Aspettiamo ancora lo sgombero di CasaPound". Anche Riccardo Magi (+Europa) si è detto "terrorizzato" dall'uso politico delle norme speciali annunciate dal Viminale.

Oltre alla condanna ferma degli scontri, l'informativa del Ministro ha lasciato intravedere il perimetro d'azione legislativa che il Governo intende perseguire per blindare la sicurezza urbana. Al centro del pacchetto di misure, ci sarebbe l'inasprimento delle sanzioni per chiunque partecipi a manifestazioni non autorizzate o degenerate in violenza, con un focus particolare sulla responsabilità solidale e sulla limitazione dell'agibilità politica per le realtà che occupano immobili pubblici.

Mentre le opposizioni valutano la presentazione di un testo comune per il voto previsto domani, il Ministro Piantedosi, intercettato dai cronisti in Transatlantico, ha provato a smorzare i toni della polemica personale: "Ho fatto un racconto dei fatti, sono fatti. Non mi sarei permesso alcun attacco".

La partita si sposta ora a Palazzo Madama. Domani mattina, dopo l'informativa del ministro Musumeci sul maltempo al Sud, Piantedosi tornerà nell'emiciclo del Senato per nuove comunicazioni sui fatti di Torino. La maggioranza ha forzato la mano in capigruppo per garantire che la seduta si concluda con un voto, segnale di una tensione politica che non accenna a placarsi.

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