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Presidente Comandini ‘2026 sarà anno della riforma della legge statutaria e delle norme di attuazione dello statuto’.

Cagliari, 3 Gen 2026 - “Il 2026 sarà l’anno della Legge Statutaria e delle norme di attuazione dello Statuto speciale della Sardegna, è un impegno importante ma non più rinviabile”. Così il presidente del Consiglio regionale, Piero Comandini, ha aperto la conferenza stampa di bilancio dell’attività 2025 e di illustrazione dei principali obiettivi di quest’anno. “Da settembre, con l’istituzione della Commissione speciale sulla legge statutaria – ha detto il Presidente incontrando i giornalisti affiancato dai vice presidenti Giuseppe Frau e Aldo Salaris -, abbiamo iniziato un percorso intenso e condiviso, consapevoli che molti problemi di governance, tra Consiglio e Giunta, nei rapporti con lo Stato, di organizzazione della macchina regionale, sono legati anche ad una Autonomia regionale incompiuta o datata. Sono soddisfatto del lavoro fatto finora dalla Commissione, nel 2025 ci sono state 13 sedute e ben 43 audizioni. Da ogni audizione abbiamo avuto importanti contributi: ora dobbiamo accelerare e procedere ad una prima stesura della proposta di modifica dello Statuto”.

Il presidente Comandini ha sottolineato ancora una volta quanto sia stato importante approvare la manovra entro gennaio ed aver evitato un secondo mese di esercizio provvisorio: “pur con poca possibilità di manovra, la Finanziaria appena approvata con 100 milioni per il Fondo unico ha dato una prima doverosa risposta ai Comuni, con i 10 milioni di euro, la prima risposta alle comunità colpite dai danni causati dal ciclone Harry. Resta il rammarico – ha detto ancora - per come si sono chiusi i lavori, dopo giornate di confronto anche duro ma sempre leale con le opposizioni. Siamo sicuri che già dalla prossima seduta (domani, la Statutaria) e su temi che riguardano tutti i Sardi, come l’arrivo dei detenuti in regime di 41 bis nelle nostre carceri, ritroveremo l’unità e lo spirito di collaborazione che contraddistingue questa legislatura. Su un punto siamo stati netti: le leggi finanziarie omnibus non ci sono più, abbiamo cambiato rotta rispetto a quanto avvenuto per anni, puntando su leggi che siano realmente di settore”.

Un lungo passaggio dell’incontro con la stampa è stato dedicato al rapporto Stato-Regione. “Il commissariamento della Sardegna sul dimensionamento scolastico – ha citato Comandini - è solo l’ultimo esempio di un rapporto tra Regione e Stato che deve essere riequilibrato. Troppe leggi sono state impugnate, anche se bisogna precisare che solo tre volte la Corte Costituzionale si è pronunciata sull’incostituzionalità (ad esempio la LR 26 del 18 settembre 2025 sull’assistenza sanitaria regionale sul suicidio medicalmente assistito, ‘cosiddetto fine vita’), - e non siamo neanche a metà legislatura - per non ritenere che ci sia un atteggiamento pregiudiziale e centralista da parte del Governo. La protesta di parte deve, però, lasciare il posto alla rivendicazione politica autonomista di una Regione forte e rafforzata dalle prerogative del suo Statuto, della sua Carta costituzionale. Su questo campo dobbiamo saperci contrapporre in ogni sede alle bocciature dei governi. Pensiamo – ha aggiunto il presidente Comandini - al tema delle rinnovabili: a livello nazionale sulla transizione energetica non ci sono idee chiare. Nel tempo ci sono stati tre diversi Dpcm, contraddittori tra loro e l’ultimo dei quali, se applicato, davvero aprirebbe la strada in Sardegna ad impianti anche sul mare”. Anche a fronte di tutto ciò, “entro quest'anno dobbiamo essere impegnati a costruire una legge statutaria che appartenga a tutti, che non sia soltanto del Consiglio regionale o delle forze di maggioranza, ma che sia di tutte le forze politiche. La legge statutaria dovrà semplificare la vita democratica, dovrà agevolare i Sardi e la Sardegna, ma soprattutto riaccendere il senso civico, riaccendere la partecipazione non solo al voto, ma all'attività politica e amministrativa. Quando un cittadino non esercita più il suo diritto a votare, a partecipare alla costruzione delle politiche che riguardano il proprio Stato, la propria Regione, il proprio Comune, è una sconfitta per tutti e per la democrazia. Altro obiettivo che ci siamo prefissati è quello di riscrivere e adeguare il Regolamento interno del Consiglio, fermo a 25 anni fa, alle nuove esigenze dell’organizzazione”.

Il Consiglio regionale ha prodotto 36 leggi nel suo primo vero anno di attività: siamo stati impegnati in leggi di bilancio, interventi urgenti in settori nevralgici, come la sanità e l’agricoltura, abbiamo ripreso il tema energetico e delle aree idonee. “I numeri dell’attività nelle Commissioni sono sostanzialmente in linea col passato: 230 riunioni totali, quasi 500 audizioni. Come Assemblea, ritengo che possiamo e dobbiamo utilizzare di più e meglio la funzione legislativa, a partire dalle Commissioni, vero luogo dove si costruisce l’attività legislativa. Per troppe legislature – secondo il presidente - il Consiglio regionale ha avuto un ruolo quasi solo di ratifica di proposte della Giunta di turno, legando la sua attività o inattività a quanto trasferito dall’Esecutivo. Invertiamo la rotta, recuperiamo il nostro ruolo di legislatori, sempre nell’ottica della massima condivisione di obiettivi e lealtà con chi governa, ma soprattutto nell’interesse generale della Sardegna”.

Le visite delle scuole e i rapporti con gli studenti rappresentano per il presidente Comandini una prassi da rafforzare e incentivare. “Abbiamo accolto 2411 studenti provenienti da oltre 50 scuole di tutta la Sardegna. Incontrare i giovani, aprire il palazzo alle visite delle scuole, far conoscere funzionamento, attività e compiti dell’Assemblea è stato ed è un obiettivo di legislatura, importante quanto fare le riforme. La nostra attività deve essere chiara, trasparente, raccontata utilizzando tutti i canali che abbiamo a disposizione. Abbiamo un sito aggiornato e moderno, grazie all’ufficio stampa del Consiglio siamo sui social, partecipiamo e sosteniamo iniziative di valore educativo e sociale”.

“Al 31 dicembre 2025 il numero totale dei dipendenti del Consiglio regionale è pari a 134 unità che, con l’incremento dei 12 Referendari di prossima assunzione (da questo mese), porta ad un aumento, dall’inizio della legislatura, di 60 unità (al netto dei pensionamenti). Inoltre, con l’approvazione del PIAO (Piano Integrato di Attività e Organizzazione) sono stati approvati i nuovi concorsi per l’assunzione di ulteriori 17 unità”. 

Nella XVII legislatura sono state impugnate 11 leggi regionali, 8 del 2025 e 3 del 2024; la Corte costituzionale si è pronunciata 5 volte, mentre le altre 6 sono ancora sub judice; nelle 5 pronunce la Corte ha dichiarato 3 volte l’incostituzionalità delle disposizioni impugnate (o di parte di esse) con risultati di notevole impatto sulle leggi regionali di interesse; in particolare si tratta della legge n.80 del 2025 in materia di organizzazione sanitaria, della legge n. 20 del 2024 in materia di aree idonee e della legge n. 5 del 2024 con cui era stata introdotta la moratoria provvisoria in materia di realizzazione di impianti di produzione di rinnovabili. Sono state, invece, dichiarate legittime e il ricorso statale è stato respinto in merito alle disposizioni di cui alla legge n. 2 del 2025, e alla legge n. 12 del 2024 entrambe relative alla possibilità di utilizzare per un certo lasso temporale il personale medico in quiescenza. Com

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