Torino, 2 Feb 2026 – Se molti ieri non si fossero accorti di cosa succederà se passasse la “schiforma” della giustizia, voluta dall’instabile ministro ex magistrato, (per questo due volte colpevole di aver creato una nefandezza giuridica): infatti la presidentessa del Consiglio dei Ministri ha dettato la linea che i Pm torinesi devono seguire accusando i violenti delle manifestazioni dell’altro ieri di tentato omicidio. Quindi il vero intento è, appunto, di mettere sotto controllo la pubblica accusa che dovrebbe operare agli ordini della politica scegliendo questa, i reati da perseguire e chi perseguire: sicuramente non i colletti bianchi e gli esponenti politici che quindi avrebbero il diritto di delinquere e non essere mai toccati dalla giustizia e pertanto perderebbe il significato che “La Giustizia è uguale per tutti”, quasi.
I profili social del partito fanno da cassa di risonanza, un post rivolto a Elly Schlein alza il tiro: "Violenti? Sono comunisti (pur sapendo che i veri comunisti in Italia non sono mai esistiti ma i criminali fascisti si ed ora la presidente del Governo vuole e cerca assieme tornare a ricreare Milizia volontaria per la sicurezza nazionale, totalmente assoggettata al regime fascista, da dove proviene la Meloni) che vi votano per la tutela delle occupazioni". Chissa perché non sono mai così solidali con l’Arma dei Carabinieri: sarà forse perché questa rimane fedele alla Repubblica e non agli eredi del fascismo?
Le violenze al corteo per il centro sociale sgomberato fanno salire la tensione tra maggioranza e opposizioni, con FdI che accusa la sinistra di "ambiguità" nei confronti dei "teppisti rossi". La segretaria del Pd condanna la guerriglia a Torino e aggiunge: "No a strumentalizzazioni".
"Le forze dell'ordine sono un patrimonio dello Stato, non una questione di parte". Lo ha detto la segretaria del Pd Elly Schlein commentando gli scontri di Torino durante il corteo pro Askatasuna. "Per questo siamo preoccupati dalle strumentalizzazioni di queste ore, per cui ho chiamato la presidente del Consiglio perché in questi momenti le istituzioni devono unire non dividere".
A volte alcuni gruppi trasformano cortei pacifici in guerriglia entrandoci incappucciati. Prima di Torino a fianco dei No-Tav, in difesa di Cospito ma anche l'assalto alla sede del quotidiano "La Stampa".
"Il ministro per i rapporti con il Parlamento Luca Ciriani ha informato i presidenti del Senato della Repubblica e della Camera dei deputati della volontà del governo di riferire in Parlamento sui gravissimi scontri avvenuti a Torino durante la manifestazione per il centro sociale Askatasuna nella giornata di martedì. Le informative del ministro Piantedosi si svolgeranno martedì alle ore 14 alla Camera e alle 16 in Senato". È quanto riferisce una nota dell'ufficio stampa del ministro per i rapporti con il Parlamento.
Dopo due giorni di ricovero è stato dimesso dall'ospedale delle Molinette Alessandro Calista, l'agente di polizia del reparto mobile di Padova aggredito ieri a Torino durante il corteo pro Askatasuna. La prognosi è di 20 giorni. È stato dimesso anche Francesco Roselli, il poliziotto che ha salvato Calista: per lui prognosi di 30 giorni. I due hanno diviso la stessa stanza dell'ospedale delle Molinette.
Con abiti scuri, maschere, caschi e passamontagna hanno attaccato, a più riprese, i contingenti delle forze dell'ordine lanciando pietre, bottiglie di vetro, razzi, bombe carta, creando barricate con cassonetti dati alle fiamme, incendiando una camionetta della polizia e aggredendo un agente.
Sono circa 1500 i violenti responsabili della guerriglia urbana di ieri sera a Torino durante la manifestazione contro lo sgombero dello storico centro sociale Askatasuna. Tra loro anarchici, autonomi, antagonisti, gruppi organizzati e cani sciolti. Specialisti della guerriglia arrivati nel capoluogo piemontese non solo da diverse città italiane ma anche da altri paesi europei, in particolare dalla Francia. Blocchi di violenti entrati in azione al calar del sole staccandosi dalla manifestazione principale e usando nomi in codice per comunicare come Blu, Ugo, Kiwi e Mango. Si sono mossi a piccoli gruppi con modalità sperimentate soprattutto in Val di Susa diventata, secondo gli inquirenti, una sorta di palestra per i cosiddetti 'incappucciati'. Durante gli attacchi hanno utilizzato anche puntatori laser per infastidire gli agenti, tubi di lancio artigianali e aste di cartelloni stradali. La tattica, ormai rodata in altre manifestazioni, è stata di cambiarsi gli abiti all'interno del corteo indossando giacche e pantaloni impermeabili neri.
La procura di Torino chiederà nelle prossime ore la convalida al gip dei tre arresti eseguiti dopo gli scontri e le violenze di ieri alla manifestazione per protestare contro lo sgombero del centro sociale Askatasuna. Tra gli arrestati per i quali i Pubblici Ministeri chiederanno la convalida anche il ventiduenne, proveniente dalla provincia di Grosseto, fermato in flagranza differita per l'aggressione al poliziotto Alessandro Calista. Il giovane è stato arrestato dalla Polizia per concorso in lesioni personali a un pubblico ufficiale in servizio di ordine pubblico in occasione di manifestazioni dopo essere stato individuato, grazie all'analisi di alcuni filmati, tra i componenti del gruppo responsabile della violenta aggressione all'agente del Reparto Mobile di Padova.
Intanto, sempre nelle prossime ore, i Pm della procura torinese, guidata da Giovanni Bombardieri, attendono un'informativa della Digos sulle violenze e sulle devastazioni di ieri sera.
La procura generale di Torino sosterrà, al fianco della procura ordinaria, l'accusa di associazione per delinquere al processo d'appello contro alcuni storici attivisti del centro sociale Askatasuna. La data di inizio della sessione non è ancora stata fissata. In primo grado, nel marzo del 2025, da questo capo di imputazione erano stati assolti tutti i sedici imputati. Il maxi-processo era stato originato da una lunga indagine della Digos di Torino che riguardava anche una serie iniziative contro i cantieri del Tav in Valle di Susa. I pubblici ministeri, in aula, per i 26 imputati avevano chiesto condanne per un totale di circa 88 anni di reclusione. I giudici ne avevano inflitte 18 (a pene comprese fra i quattro anni e i nove mesi di carcere) ma senza riconoscere l'associazione per delinquere.
"Una delegazione del Partito Democratico formata dalla vicepresidente del Senato, Anna Rossomando, dal deputato Mauro Laus, dalla capogruppo Pd in Regione Piemonte, Gianna Pentenero, dal consigliere regionale Daniele Valle e dal capogruppo al Comune di Torino, Claudio Cerrato, si è recata oggi pomeriggio all'ospedale Le Molinette, per portare la solidarietà del Pd agli agenti feriti ieri a Torino". Così in una nota il Partito democratico.
Nel corso della manifestazione nazionale di ieri, indetta in risposta allo sgombero della sede di "Askatasuna", a seguito degli attacchi alle forze dell'ordine, la Digos della Questura torinese ha arrestato in flagranza di reato un 31enne e un 35enne italiani, ritenuti responsabili dei reati di resistenza e violenza a pubblico ufficiale.
Arrestato, in flagranza differita, un 22enne, proveniente dalla provincia di Grosseto, per concorso in lesioni personali ad un pubblico ufficiale in servizio di ordine pubblico in occasione di manifestazioni: il giovane è stato infatti individuato, attraverso l'analisi di alcuni filmati, tra i componenti del gruppo responsabile della violenta aggressione a un operatore della Polizia di Stato del Reparto Mobile di Padova. Il ventiduenne è stato anche denunciato per violenza a Pubblico Ufficiale per i medesimi fatti, essendo stato ritratto in un'altra occasione mentre lanciava corpi contundenti contro le forze dell'ordine nonché per rapina in concorso, facendo parte del gruppo che oltre a cagionare lesioni al poliziotto, lo ha anche spossessato dello scudo, dell'U-bot e della maschera antigas.












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