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Al Teatro Massimo di Cagliari sbarca nell’Isola “Re Chicchinella”, uno spettacolo di Emma Dante (Leone d’Oro alla carriera alla Biennale Teatro di Venezia 2026).

Cagliari, 1 Feb 2026 - Un'antica favola per una moderna allegoria delle umane passioni e delle segrete fragilità: sbarca nell'Isola “Re Chicchinella”, uno spettacolo di Emma Dante (Leone d'Oro alla carriera alla Biennale Teatro di Venezia 2026) liberamente ispirato a una novella de “Lo cunto de li cunti ovvero lo trattenemiento de peccerelle”, la celebre raccolta di novelle in lingua napoletana scritta da Giambattista Basile, in cartellone da mercoledì 28 gennaio a domenica 1 febbraio al Teatro Massimo di Cagliari (tutti i giorni da mercoledì a venerdì alle 20.30, sabato alle 19.30 e domenica alle 19) e lunedì 2 febbraio alle 20.30 al Teatro Comunale di Sassari sotto le insegne della Stagione 2025-2026 de La Grande Prosa organizzata dal CeDAC / Circuito Multidisciplinare dello Spettacolo dal Vivo in Sardegna con il patrocinio e il sostegno del MiC / Ministero della Cultura, della Regione Autonoma della Sardegna, del Comune di Cagliari e del Comune di Sassari e con il contributo della Fondazione di Sardegna.

“Re Chicchinella” è una pièce immaginifica dove, come ne “La Papera” dell'originale secentesco, un semplice animale da cortile si rivela essere una gallina dalle uova d'oro che s'insinua e prende dimora nel corpo di un sovrano dopo che questi inavvertitamente l'ha usata per pulirsi e alimentandosi dei cibi che lui ingerisce, continua a produrre le preziose pepite con stupore e gaudio della corte e in particolare della regal famiglia. Una storia tragicomica in cui il protagonista patisce come una malattia il suo stato e, incompreso, sperimenta l'asprezza della solitudine e la freddezza degli affetti, insieme all'ipocrisia di coloro che lo circondano, prodigandosi in premure e gentilezze per fare in modo che la sorgente del prezioso metallo non s'inaridisca: tanto che quando lo sventurato re manifesta il proposito di non mangiare più, lasciandosi morire di fame, pur di liberarsi di quel fardello, tutti quanti, a partire dalla moglie, si preoccupano di risvegliare il suo appetito e indurlo a cambiare idea.

“Re Chicchinella” – con drammaturgia e regia di Emma Dante (che firma anche elementi scenici e costumi) e disegno luci di Cristian Zucaro, assistente ai costumi Sabrina Vicari, direttori di scena Emiliano Gisolfi / Marco Parlà, sarta Paola Catalini, elettricista e fonico Marco D’Amelio – è una coproduzione del Piccolo Teatro di Milano / Teatro d’Europa e Atto Unico / Compagnia Sud Costa Occidentale, con Teatro di Napoli / Teatro Nazionale, Teatro Stabile del Veneto / Teatro Nazionale, Carnezzeria, Célestins Théâtre de Lyon, Châteauvallon / Liberté Scène Nationale, Cité du Théâtre - Domaine d’O - Montpellier / Printemps des Comédiens. Sotto i riflettori Carmine Maringola (il Re), Annamaria Palomba (la Regina), Angelica Bifano (la Principessa), Davide Mazzella e Simone Mazzella (Paggi), Stéphanie Taillandier (Dama d’onore), Viola Carinci (Dama di corte - Infermiera), Davide Celona, Roberto Galbo, Enrico Lodovisi e Yannick Lomboto (Dame di corte), Samuel Salamone (Dama di corte - Dottore), Marta Zollet (Dama di corte - Infermiera) e Odette Lodovisi (Gallina).

Nel racconto fantastico di Giambattista Basile la papera, quasi uccisa per rabbia dalle vicine invidiose, viene gettata via e trovata per caso dal figlio di un re, alle cui terga resta attaccata tanto che per liberarlo dal tormento, falliti tutti i tentativi dei medici e dei sapienti della corte, viene emanato un bando per cui accorrono pure le padrone dell'animale, la cui vista sortisce il magico effetto e il principe finalmente “guarito” mantiene la sua promessa, sposando una delle sorelle e trovando pure all'altra un marito, e realizzando così l'atteso lieto fine. In “Re Chicchinella”, Emma Dante reinventa la favola pur conservando il senso tragicomico dell'originale, e costruisce intorno al sovrano una corte tradizionalmente ossequiosa e conforme alle regole, che tratta il “caso” secondo un naturale impulso di avidità: nell'animo dello sventurato, vittima di quell'inatteso colpo di fortuna, cresce così la malinconia, e la nuova peculiarità che ne fa una sorta di novello Re Mida, capace di mutare il cibo in oro ne acuisce la percezione del suo isolamento in seno alla folla.

Il tormento interiore del re culmina in una pulsione autodistruttiva, quel suo dono fatale viene avvertito da lui come una condizione patologica che, mentre l'ospite indesiderata, saldamente appigliata alle sue viscere metabolizza il suo cibo e soddisfa le aspettative della corte, consuma la sua anima e spinge a desiderare la fine: nella pièce l'aridità dei sentimenti e la cupidigia della regina circondata dalle sue dame mettono in risalto l'angoscia del protagonista, trasformato in soggetto d'interesse scientifico ma soprattutto in utile sorgente di denaro. Nella pièce la regista siciliana affronta temi fondamentali come l'amore e il dolore, il senso della vita e la paura della morte, attraverso il linguaggio metaforico della favola, dove elementi fantastici si sposano a un crudo realismo, su una colonna sonora che spazia dalla musica di Georg Friedrich Händel alla “Passacaglia” di Franco Battiato, contenuta nell'album “Apriti Sesamo”.

«“Re Chicchinella” racconta la storia di un sovrano malato, solo e senza più speranze, circondato da una famiglia anaffettiva e glaciale che ha un solo interesse, ricevere un uovo d’oro al giorno» – spiega Emma Dante –. «L’animale vive e si nutre dentro di lui, divorando lentamente le sue viscere, fino a quando il re non scopre che per il mondo lui e la gallina sono la stessa cosa. Dopo tredici giorni d’inedia, Re Carlo III d’Angiò, re di Sicilia e di Napoli, principe di Giugliano, conte d’Orleans, visconte d’Avignon e di Forcalquier, principe di Portici Bellavista, re d’Albania, principe di Valenzia e re titolare di Costantinopoli, entra nella sua nuova esistenza e, appollaiato sul trono, riceve il plauso di tutta la Corte».

Nella mise en scène raffinata e evocativa firmata dall'artista palermitana affiora il dramma del re, insieme al suo turbamento di fronte all'inesorabilità del suo destino e alla sua vulnerabilità, accentuata dalla “malattia”, mentre intorno a lui continuano a compiersi i riti di una corte, ormai estranea come sempre più distante gli appare la sua stessa famiglia, finché egli stesso decide di vivere fino in fondo la sua nuova condizione e accettare, dato che non può far nulla per arrestarlo, il corso inesorabile degli eventi.

Dopo il successo di “Misericordia”, un ritratto di famiglia in un inferno (da cui è stato tratto l'omonimo film, presentato alla XVIII Festa del Cinema di Roma, Grand Prix for Best Film al Tallin Festival nel 2023) il teatro di Emma Dante ritorna sui palchi dell'Isola con “Re Chicchinella”, una pièce originale dove i toni fiabeschi si intrecciano alla ferocia e all'amarezza, in un affresco di varia umanità tra vizi e (rare) virtù.

Oltre la Scena / incontri con gli artisti: Carmine Maringola e la compagnia di “Re Chicchinella” giovedì 29 gennaio alle 17.30 nel Foyer del Teatro Massimo di Cagliari incontrano il pubblico – conduce la giornalista Roberta Sanna – ingresso gratuito (fino a esaurimento posti). Com

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