Cagliari, 30 Gen 2026 - La seduta del Consiglio regionale della Sardegna è stata aperta dal presidente Piero Comandini che, dopo le formalità di rito, ha messo in discussione l’art.11 della Legge di Stabilità “Disposizioni in materia di Industria, competitività e innovazione”.
Il capogruppo del Movimento Cinque Stelle Michele Ciusa ha chiesto una pausa di sospensione di cinque minuti per un confronto con la maggioranza. Richiesta accolta dal presidente.
Alla ripresa dei lavori il presidente della Commissione Bilancio Alessandro Solinas e l’assessore al Bilancio Giuseppe Meloni hanno espresso il parere sugli emendamenti all’art 11.
Ha quindi preso la parola Paolo Truzzu (FdI) per il primo intervento in discussione generale: «Fa piacere vedere che in questo articolo ci sono un po’ di risorse per le imprese – ha detto il capogruppo di Fratelli d’Italia – i fondi stanziati possono garantire crescita e occupazione e allo stesso tempo sostenere il sistema delle entrate da cui dipende la qualità dei servizi. Mi auguro che su queste risorse programmate ci sia un ampio dibattito e un coinvolgimento del Consiglio e delle commissioni competenti per ragionare su ciò che è utile. L’obiettivo primario è attrarre investimenti dall’esterno».
L’Aula ha pertanto respinto, in rapida successione, tutti gli emendamenti soppressivi.
Via libera, invece all’emendamento orale dell’assessore all’Industria Emanuele Cani che introduce il comma 1-bis e autorizza per il 2026 la spesa di un milione di euro per i piani strategici dei consorzi provinciali della Sardegna.
Disco verde anche per l’emendamento n.1455 della Giunta regionale (400mila euro per l’implementazione degli strumenti digitali avanzati di tracciamento e monitoraggio applicativo e manutenzione delle infrastrutture digitali regionali.
L’Aula ha quindi respinto l’emendamento n. 1570. Respinti in blocco anche gli emendamenti aggiuntivi con una parte comune identica asi sensi dell’art.85 del Regolamento.
L’Aula è quindi passata all’esame dell’art.12 “Disposizioni in materia di turismo”.
Antonello Peru (Sardegna Venti/20) ha stigmatizzato lo spreco di carte per la stampa degli emendamenti: è È possibile che in un mondo digitale ed interconnesso si possono vedere ancora queste cataste di carta? È inconcepibile. Si capisce perché c’è disaffezione ed orticaria verso la politica. Quando arrivano gli studenti a seguire le nostre sedute vedono cataste di carta e si spaventano perché pensano che studiamo moltissimo». Peru ha poi sollecitato un intervento di riorganizzazione degli Uffici: «In questo consiglio manca un Ufficio Studi, lo strumento più importante per noi consiglieri, un organismo tecnico capace di dare pareri ai consiglieri regionali. Questo incide sulla qualità del nostro lavoro. Per questo ci impugnano molte leggi. Spero che venga ricostituito al più presto».
Considerazioni condivise dal presidente Comandini: «Più che sulla tecnologia dobbiamo lavorare su noi stessi. Accetto la sfida per ridare i tablet a tutti i consiglieri. Sulla riorganizzazione degli uffici, ricordo che in questa legislatura sono state assunte 60 persone, gli ultimi 12 referendari entreranno in servizio a febbraio. Proprio ieri si sono inoltre superate le criticità relative ai dipendenti dei gruppi»
Acquisiti i pareri di Commissione e Giunta sull’articolo 12, il presidente lo ha messo in discussione dando nuovamente la parola al consigliere Antonello Peru: «C’è bisogno di una pianificazione generale che consenta ai centri urbani di dialogare con le coste. I centri storici si svuotano, abbiamo una forte stagionalità concentrata sulle zone costiere e un patrimonio edilizio utilizzato in una sola parte dell’anno. Occorre invertire la rotta. Centri storici e coste non vanno letti in ambiti separati. Serve una scelta chiara: basta costruire, meglio utilizzare ciò che abbiamo riconvertendo i volumi esistenti senza ulteriore consumo del suolo. Per incentivare il turismo serve una revisione del piano paesaggistico regionale. Non significa rinnegare ciò che ci ha insegnato il Ppr sul rispetto dell’ambiente ma valorizzarlo».
Il presidente ha quindi messo in votazione gli emendamenti soppressivi che sono stati tutti respinti
Approvato invece l’emendamento della Giunta n.1456 che corregge un refuso sull’indicazione del numero della missione indicato nel comma 7.
Il Consiglio ha quindi approvato il testo dell’articolo 12
Si è poi passati all’esame dell’articolo 14 “Disposizioni in materia di contrattazione”.
Sul punto ha chiesto la parola il capogruppo di Fratelli d’Italia Paolo Truzzu: «Faccio un intervento che non avrei voluto fare e invece lo faccio con amarezza – ha detto truzzu - un consigliere comunale dipendente di un Ufficio di Gabinetto di un assessorato ha definito la presidente del Consiglio Giorgia Meloni “pescivendola”. Nessuno finora ha chiesto scusa. Quel consigliere, dipendente dell’amministrazione regionale, non solo ha offeso i pescivendoli, lavoratori che meritano rispetto, ma ha offeso una donna. Dispiace che nessuno abbia preso le distanze. Le posizioni politiche sono tutte legittime ma le offese personali sono intollerabili. Quando è capitato alla presidente Todde noi l’abbiamo difesa. Su questa vicenda invece c’è stato un silenzio totale. Siete tutti complici. Dovete vergognarvi, soprattutto quando andate a parlare nelle scuole di bullismo e violenza contro le donne».
Concetti ripresi da Fausto Piga (FdI): «Non voglio fare la morale a nessuno. Quando è successo all’assessore Desirè Manca e alla presidente Todde io ho preso posizione per difenderle. Sono sui social e capisco cosa succede in quel mondo. Credo di avere il record di persone “bannate”. Sforziamoci un po’ tutti, abbassiamo i toni. È giusto avere differenze ma non bisogna superare i limiti».
Sulla stessa linea Umberto Ticca (Riformatori): «E’ giusto prendere le distanze. Lo faccio a nome mio e del mio partito. Spero che ci sia il tempo perché qualcuno prenda le distanze su quanto successo».
Diversa la posizione di Giuseppe Fasolino (Riformatori): «Se avessero rivolto a me questo insulto non avrebbero sbagliato. Nella mia vita ho fatto il pescivendolo e non me ne vergogno. Dovremmo però avere la capacità di sdrammatizzare. Ogni tanto può capitare un intervento goliardico. L’obiettivo è mantenere un livello alto della politica. Diamogli il peso che merita. Sarebbe giusto che a scusarsi fosse l’autore del post».
Ha quindi preso la parola la presidente della Regione Alessandra Todde: « È giusto intervenire a nome della Giunta e della maggioranza. Le parole in politica sono importanti. Sono intervenuta pubblicamente quando c’è stato un attacco alla figlia della Meloni. Anche lei mi ha espresso solidarietà quando sono stata offesa. Ho apprezzato le scuse del capogruppo di Fratelli d’Italia. Ci sono stati scambi sopra le righe ma dentro le dinamiche normali. Civiltà e rispetto devono essere i principi guida. Stiamo parlando di politica alta. Personalizzare non è mai cosa intelligente. Le parole sono importanti, lo ricorderò alla mia maggioranza e in ogni discussione. Tutti noi, senza esclusione, dobbiamo essere attenti al linguaggio. Serve rispetto».
Anche il presidente Comandini ha espresso un giudizio netto sull’episodio: «È giusto stigmatizzare. Bisogna essere attenti all’uso del linguaggio e delle parole nei social. Siamo intervenuti in passato quando è capitato alla premier. Le istituzioni vanno difese, solo così si possono riavvicinare i cittadini alla politica».
Il capogruppo di FdI Paolo Truzzu ha ringraziato Todde e Comandini: «Si può sbagliare però bisogna avere la capacità di chiedere scusa».
Si è quindi passati alla votazione degli emendamenti soppressivi che sono stati bocciati.
Subito dopo l’Aula ha approvato il testo dell’art.14 e gli emendamenti aggiuntivi della Giunta n. 1472 che chiarisce l’ambito di utilizzo delle risorse destinate agli incentivi della legge regionale 31 del 1998) e 1465 che, al comma 6, dopo la parola “risorsa” inserisce la parola “aggiuntiva”.
Disco rosso dell’Aula all’emendamento n.20 (Talanas e più) che sollecitava uno stanziamento per la contrattazione separata del Corpo Forestale e per le progressioni economiche.
Ritirato invece l’emendamento n.707 (Schirru e più) sul piano assunzionale di Forestas: «Lo ritiriamo perché è inutile. La Regione è stata autorizzata ad assumere personale di categoria B per 32 milioni di euro per il prossimo triennio. Di questo devono però essere informati i dirigenti che continuano a parlare di limiti assunzionali»
Via libera con procedimento di voto elettronico agli emendamenti n. 1458 (incentivi per il triennio al personale impegnato nella redazione degli atti di pianificazione paesaggistica regionale).
Respinti gli emendamenti n. 1500 e 2346
Approvati gli emendamenti 1453 (modifiche alla Tabella L della legge regionale n.17 del 2023) e 1459 (modifiche alle tabelle N e O della legge n.12 del 2025).
Il presidente Comandini ha quindi sospeso la seduta per una conferenza dei capigruppo. Prima della sospensione è intervenuto il consigliere Paolo Truzzu sull’ordine dei lavori: «Ci dite che è necessario approvare la Manovra il prima possibile. La minoranza ha dato propria possibilità. Ieri abbiamo lavorato fino a tardi: Stamattina abbiamo ripreso presto. Perché adesso si convoca la capigruppo? Se non la volete approvare ditelo subito. Manca ancora l’art.5 sul lavoro. Il Consiglio non può dipendere dall’agenda di un assessore».
La seduta è stata quindi sospesa per una conferenza dei capigruppo.
Alla ripresa il presidente Comandini ha indicato all’Aula gli emendamenti all’articolo 5 e poi ha dichiarata aperta la discussione generale sull’articolo 5 e sugli emendamenti Il consigliere Truzzu, capogruppo di FdI, ha chiesto di aggiornare il Consiglio a martedì prossimo a causa dell’assenza dell’assessora Desirè Manca, “che pensa sia più importante girare il mondo e fare video che venire qui”. Il presidente Comandini ha spiegato che l’assessora al Lavoro "è assente per impegni istituzionali a Oristano e non in giro per il mondo e comunque è in arrivo. Aggiungo che la presenza della presidente e del vicepresidente assicura tutti gli strumenti regolamentari per poter proseguire in serenità”.
Piga (FdI) ha detto: “Non è possibile fare una finanziaria senza il numero legale né senza gli assessori. Attendete prima di mandare il comunicato stampa sull’approvazione della Finanziaria perché non è scontato”.
L’onorevole Truzzu parlando a nome di tutta l'opposizione ha ribadito: “Noi adesso ce ne andiamo e non accettiamo che nessuno ci metta i piedi in testa. Questa giornata segnerà anche i rapporti futuri”.
Il presidente Comandini ha sospeso i lavori e convocato una riunione dei capigruppo.
Alla ripresa, i consiglieri della minoranza hanno abbandonato l’Aula e il presidente Comandini ha messo in votazione gli emendamenti, tutti respinti tranne uno orale della Giunta al testo dell’articolo 5. L’ha illustrato il vicepresidente Meloni e prevede “due milioni di euro in favore delle imprese artigiane”.
Approvati anche l’articolo 16 (copertura finanziaria), l’articolo 17 (entrata in vigore) e respinti tutti i relativi emendamenti.
Aperta la votazione sulle tabelle del Dl 158, l’Aula ha approvato senza alcun intervento da parte dei consiglieri, se non quello del relatore di maggioranza e della Giunta per l’espressione del parere agli emendamenti, le tabelle A, B e C.
In particolare alla tabella A non è stato approvato l’emendamento 303, mentre ha avuto il via libera l’emendamento orale proposto dal vice presidente della Giunta, Giuseppe Meloni, che apporta variazioni alla lettera a) della medesima tabella, nella parte riguardante lavori pubblici, pubblica istruzione, igiene e sanità.
Approvato l’emendamento n.1 (Pizzutto e più) che nell’allegato 01 aggiunge tre righi relativi alla LR 24/295 articolo 15, comma 15, comma 25 e comma 26.
Approvato l’emendamento 6999 (Giunta) e l’aggiuntivo 2196 (Giunta) che introduce modifiche nella parte di competenza della pubblica istruzione riguardante le scuole civiche di musica.
La tabella B è stata approvata con quattro emendamenti proposti dalla Giunta (6996, 6997 1471 e 1470) ed un emendamento orale formulato dal vice presidente della Giunta, Giuseppe Meloni.
La tabella C ha registrato l’approvazione dell’Aula con tre emendamenti proposti dalla Giunta: 1462, 6995 e 1463.
Il Consiglio ha quindi approvato il disegno di legge 159 (Giunta) “Bilancio di previsione 2026-2028” che si compone di 3 articoli. L’articolo 1 (bilancio di previsione 2026-208) è stato approvato con 5 emendamenti (n. 1,4, 2, 3 e 5) e con le rassicurazioni del presidente Comandini al capogruppo Pd, Deriu, circa l’inserimento dell’intervento sul banco alimentare. Con successive e distinte votazioni hanno ottenuto il via libera dell’Aula gli articoli 2 (approvazione bilancio pluriennale e quadro generale riassuntivo del bilancio pluriennale) e l’articolo 3 (entrata in vigore).
Approvati i 14 allegati all’articolo 1; il mandato agli uffici per il coordinamento finale del testo; 17 ordini di giorno collegati, il Consiglio ha approvato con scrutinio elettronico il Dl. 158 (30 sì, su 30 votanti) e il Dl 159 (32 sì, su 32 votanti).
Dopo una breve sospensione dei lavori, il presidente Comandini, ha comunicato che l’assenza dei consiglieri di minoranza nella votazione della Manovra è dovuta a ragioni esclusivamente politiche ed ha annunciato la discussione della proposta di legge n. 177 (si compone di 4 articoli), in materia di scorrimento delle graduatorie, sottoscritta da tutti i capigruppo del Consiglio e iscritta all’ordine del giorno dei lavori dell’Aula con procedura d’urgenza. Il Consiglio, senza interventi da parte dei consiglieri né della Giunta, ha approvato con votazione a scrutinio elettronico: 32 favorevoli, su 32 votanti.
Il presidente ha quindi dichiarato conclusi i lavori ed ha annunciato la convocazione del Consiglio al domicilio. Com








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