Teheran, 29 Gen 2026 - Torna ad alzarsi la tensione tra Washington e Iran, dopo che Donald Trump ha avvertito la Repubblica Islamica che il tempo a sua disposizione per impedire un intervento militare americano sta per scadere. Trump ha colto il pretesto delle dichiarazioni del ministro degli Esteri iraniano sui negoziati per ricordare a Teheran che un gruppo d'attacco navale statunitense, che ha descritto come una "armata" guidata dalla portaerei USS Abraham Lincoln, è ora pronta a intervenire dall'Oceano Indiano. A dare fuoco alle polveri sono state le parole di Abbas Araghchi secondo il quale "condurre la diplomazia attraverso la minaccia militare non può essere efficace o utile".
"Se gli Usa vogliono che i negoziati prendano forma, devono certamente mettere da parte minacce, richieste eccessive e sollevare questioni illogiche", ha il ministro degli Esteri in tv, sottolineando di non aver avuto negli ultimi giorni "alcun contatto" con l'inviato statunitense in Medio Oriente Steve Witkoff e che "l'Iran non ha cercato negoziati". La replica di Trump è venuta via Truth. "Speriamo che l'Iran si sieda rapidamente al tavolo delle trattative e negozi un accordo giusto ed equo - NIENTE ARMI NUCLEARI - che sia vantaggioso per tutte le parti. Il tempo stringe, è davvero essenziale!" ha scritto il Presidente e, riferendosi agli attacchi americani contro obiettivi nucleari iraniani nel giugno scorso, ha ammonito che "il prossimo attacco sarà molto peggiore". Di replicare a Trump si è fatta carico la missione iraniana alle Nazioni Unite. "L'ultima volta che gli Stati Uniti si sono lanciati in guerre in Afghanistan e Iraq, hanno sperperato oltre 7.000 miliardi di dollari e perso più di 7.000 vite americane" si legge in un post su X, "L'Iran è pronto a un dialogo basato sul rispetto e sugli interessi reciproci, ma se venisse costretto, si difenderà e reagirà come mai prima d'ora".
Secondo gli analisti le opzioni a disposizione della Casa Bianca includono attacchi contro strutture militari o attacchi mirati contro la leadership dell'Ayatollah Ali Khamenei. Il capo di stato maggiore delle forze armate iraniane, Habibollah Sayyari, ha messo in guardia gli Stati Uniti da qualsiasi "errore di calcolo", affermando che "anche loro subirebbero danni" e nel frattempo sono ricomparsi a Teheran i cartelloni di propaganda tra cui uno che mostra l'Iran mentre colpisce una portaerei americana.
L'escalation militare americana nella regione ha visto anche l'arrivo di un E 11A statunitense, un velivolo che funge da ripetitore di comunicazioni, collegando aerei, navi, droni e forze di terra tramite radio e reti dati. Comunemente chiamato il 'Wi-Fi del cielo', vola ad altitudini molto elevate consentendo la condivisione di voce e dati in tempo reale dove la comunicazione diretta non è possibile.
Ma la diplomazia non si ferma: dopo la telefonata di ieri tra il presidente iraniano Masoud Pezeshkian e il principe saudita Mohammed bin Salman, l'Iran si è rivolto ad altri alleati degli Stati Uniti nella regione, apparentemente nel tentativo di ottenere sostegno.
Il Segretario del consiglio supremo per la sicurezza nazionale iraniano, Ali Larijani, ha parlato con il primo ministro del Qatar, lo sceicco Mohammed bin Abdulrahman Al Thani, che è anche ministro degli Esteri, hanno riferito entrambe le parti.
Lo sceicco Mohammed ha sottolineato il sostegno del Qatar a "tutti gli sforzi volti a ridurre l'escalation e raggiungere soluzioni pacifiche", ha dichiarato il ministero degli Esteri. Il ministro degli Esteri egiziano Badr Abdelatty ha parlato sia con Araghchi che con Witkoff e sottolineato la necessità di intensificare gli sforzi per "allentare le tensioni e lavorare per una de-escalation" e creare le "condizioni necessarie per riprendere il dialogo tra Stati Uniti e Iran".
Il Ministro degli Esteri turco Hakan Fidan ha detto ad Al-Jazeera che "è sbagliato attaccare l'Iran. È sbagliato ricominciare la guerra" e ha invitato Washington a riaprire i colloqui sullo stallo nucleare.
La portaerei Uss Abraham Lincoln (CVN-72) attualmente forse nel Golfo Persico. Centcom: "Il gruppo d'attacco della portaerei Abraham Lincoln si trova attualmente dispiegato in Medio oriente per promuovere la sicurezza e la stabilità regionale". Secondo il New York Times, la nave sarebbe pronta a condurre eventuali operazioni contro l'Iran entro uno o due giorni.
"Spero che non arriviamo alla fase dell'opzione militare con l'Iran". Lo ha dichiarato il segretario di Stato americano, Marco Rubio. "Dobbiamo essere in grado di rispondere e prevenire un attacco preventivo contro di noi e i nostri alleati in Medio Oriente", ha spiegato. Per il capo della diplomazia americana, "l'Iran ha la capacità di minacciare le nostre forze in Medio Oriente, ha migliaia di missili balistici nonostante il collasso della sua economia".
Il regime iraniano "è più debole che mai". Ne è sicuro il segretario di Stato americano, Marco Rubio, che nella sua audizione di oggi alla commissione Esteri del Senato sul Venezuela ha spaziato anche sul tema Iran.
"Quel regime è probabilmente più debole che mai e il problema centrale che affrontano a differenza delle proteste che avete visto in passato su altri argomenti è che non hanno modo di affrontare le lamentele principali dei manifestanti, ovvero che la loro economia è in collasso", ha detto il segretario di Stato Usa.
In Iran sono "certamente" stati uccisi "migliaia" di manifestanti anti regime, ha aggiunto senza fornire una stima accurata delle vittime della repressione.
Il regime iraniano "ha i giorni contati". A dirlo, un mese dopo l'inizio di un movimento di protesta brutalmente represso dagli ayatollah, è il cancelliere tedesco Friedrich Merz che si dice "convinto che un regime che può mantenere il potere solo ricorrendo alla violenza pura e al terrore contro il proprio popolo abbia i giorni contati". "Potrebbe essere questione di settimane", ha aggiunto parlando a in una conferenza stampa congiunta con il suo omologo rumeno, Ilie Bolojan a Berlino.
Gli Stati Uniti intendono schierare uno o più sistemi di difesa missilistica Thaad in Medio Oriente.
Lo afferma Cnn citando alcune fonti, secondo le quali gli Stati Uniti si starebbero preparando a una possibile guerra contro l'Iran ma nulla è ancora stato deciso.
La leader dell'opposizione venezuelana e premio Nobel per la pace María Corina Machado e l'attivista iraniana Masih Alinejad si sono incontrate a Washington per discutere la situazione nei loro Paesi concordando sulla necessità di un'azione internazionale più incisiva contro le dittature che opprimono la società civile.
"Oggi sono a Washington, D.C., la capitale del mondo libero", ha detto Alinejad nel corso del colloquio trasmesso da Iran International. "Sono qui con una delle donne più coraggiose alla guida del movimento di opposizione democratica in Venezuela, María Corina Machado".
Da parte sua, Machado ha sottolineato che la cooperazione tra governi autoritari sottoposti a sanzioni è costante da anni: "Maduro non era solo. Ali Khamenei è un suo alleato. Ali Khamenei e la Guardia Rivoluzionaria hanno invaso il Venezuela.
Le tirannie che affrontiamo cooperano da molti anni, scambiandosi risorse, agenti informatici, armi, senza dubbio".
Ha quindi sottolineato che entrambi i popoli stanno guidando "un movimento di cittadini per la libertà senza precedenti".












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