Cagliari, 29 Gen 2026 - La seduta pomeridiana del Consiglio regionale della Sardegna, è ripresa dalla discussione dell’emendamento 1502 all’art.2. Il presidente Comandini ha dato la parola al capogruppo di FdI Paolo Truzzu per l’illustrazione: «Manca in Aula l’assessore – ha detto Truzzu – per poterlo discutere è necessaria la sua presenza». Il presidente Comandini ha quindi sospeso la seduta per 10 minuti.
Alla ripresa dei lavori, Paolo Truzzu ha illustrato l’emendamento che, dopo il comma 16 quater, introduce il 16 quinquies. La disposizione autorizza la spesa di 3 milioni di euro per la costituzione di un fondo per i contenziosi di risarcimento a seguito della sentenza della Corte Costituzionale che ha cassato gli art. 6 e 14 della legge regionale n.8 del 2025 sulla riforma del sistema sanitario. «E’ un fondo ripara-danni, quelli causati dalla politica scellerata e illegittima della Giunta, il pasticcio dei commissariamenti delle Asl. Voglio essere chiaro: non stiamo creando uno scudo per la Giunta né in difesa degli ex direttori generali. Non eravamo contro le nuove nomine ma contro l’illegittimità di quelle nomine. Non avete rispettato la legge. Lo aveva rilevato anche il direttore generale della Regione Giovanni Deiana che, nella sua relazione, aveva segnalato la mancanza di presupposti per il commissariamento. Avete perseguito in una condotta dolosa».
Per Stefano Tunis, la vicenda delle nomine dei vertici Asl ha impegnato fin troppo il Consiglio causando lo scorso anno 4 mesi di esercizio provvisorio. «Vi siete scontrati con le difficoltà contro le quali si scontra chiunque vada a governare. Chi amministra avrebbe bisogno di un sistema amministrativo che condivida la visione che si vuole proporre”.
A sostegno dell’emendamento è intervenuto anche Corrado Meloni (FdI): «Il punto di non ritorno è ascrivibile alla responsabilità della presidente Todde. La mancanza di visione nelle politiche sanitarie si è vista ad inizio legislatura e si è accresciuta con le nomine dei vertici delle Asl. I costi non possono ora ricadere sui cittadini sardi. La propaganda non basta più».
Critico anche Stefano Schirru: «Mi dicono che i vecchi direttori generali hanno chiesto il reintegro. Vedremo come si concluderà la vicenda. È chiaro però che i nuovi direttori generali non possono lavorare con questa spada di Damocle».
Per il capogruppo dei Riformatori Umberto Ticca l’emendamento dà l’opportunità di parlare della vicenda dei direttori generali delle Asl e delle responsabilità politiche che l’hanno contrassegnata. Questa situazione di stallo non può andare avanti. Ci sono tante situazioni critiche. Alcune Asl sono ferme, si fa solo ordinaria amministrazione. Così non si può andare avanti. Serve una soluzione rapida. Lo stallo crea un danno al sistema sanitario. Sta a voi trovare una soluzione».
Secondo Antonello Peru (Sardegna Venti/20) il risultato raggiunto dalla Giunta è l’opposto di quello prefissato: «Oggi siete costretti a reintegrare qualche direttore generale e a trattare con qualche altro. Governare la Sanità è un esercizio complesso che non si può risolvere con le scorciatoie. I presidi sanitari sono obsoleti, questo crea squilibrio. Senza una pianificazione fondata sulla conoscenza dei territori, della rete e degli operatori sanitari non si può governare la Sanità».
Alessandro Sorgia (Misto) ha annunciato voto favorevole all’emendamento: «I tre milioni di euro per i risarcimenti sono una stima prudenziale. La presidente Todde era stata avvisata. Non ci ha dato retta. Se ci avesse ascoltato avrebbe evitato una figuraccia. Sulla Sanità ci saremmo aspettati riforme strutturali, questo non è avvenuto. C’è stato solo il triste teatrino della spartizione delle poltrone».
Gianni Chessa (Forza Italia) ha attaccato la presidente della Regione: «Lei è un muro di gomma oltre che arrogante. Farei pagare a lei l’arroganza di aver voluto sfidare l’istituzione. Sta facendo brutte figure, ha commissariato la Sanità da due anni. A tutto però c’è un limite, non si può continuare a sfidare la sorte. Cambi atteggiamento, riveda la sua posizione».
Annunciando il suo voto favorevole, Paolo Truzzu (Fdi) ha chiarito che l’emendamento è stato presentato per senso di responsabilità: «Arriveranno la sentenza e gli ex direttori dovranno essere risarciti. I danni ricadranno sui responsabili. La Giunta ha portato avanti consapevolmente un’azione illegittima. Non si può dire che non si sapesse, ci sono 4 sentenze della Corte Costituzionale. Anche i pareri legali si sono dimostrati sbagliati. Avete voluto portare avanti la vostra azione nonostante i pronunciamenti della Consulta. Rischiate di dover pagare di tasca vostra».
Messo in votazione, con procedimento elettronico, l’emendamento 1502 è stato respinto con 29 voti contrari e 20 a favore.
L’Aula è quindi passata all’esame dell’emendamento n.1503. Sul punto è intervenuto il consigliere Stefano Truzzu: «Potendo confrontarsi con un’opposizione che ha un atteggiamento diverso ci si può preparare ad affrontare un problema serio. Se il cambio di rotta arriva tardi rischia di essere inutile. Il tentativo di riconciliazione va fatto subito. Da adesso in poi sarà sempre più complicato proporre cambiamenti e realizzarli».
Per Fausto Piga (FdI) è vero che non esiste la perfezione, gli errori li fanno tutti ma quando si sbaglia sapendo di sbagliare allora non ci sono giustificazioni: «Gli emendamenti presentati vogliono stigmatizzare questo atteggiamento. Questo emendamento istituisce un fondo da un milione di euro per i pareri legali richiesti senza essere astati prima autorizzati con una delibera di Giunta. Come avete autorizzato questa spesa, perché non avete utilizzato gli avvocati dell’Ufficio Legale della Regione?».
Posizione condivisa da Antonello Peru (Sardegna Venti/20): «Anche l’atteggiamento nei confronti dei privati convenzionati è sbagliato. Devono essere visti come complementari e non antagonisti. Il settore va governato. La Sardegna ha la più bassa percentuale in Italia di convenzioni con i privati. La cosa scandalosa è l’abbattimento della mobilità passiva, i cosiddetti viaggi della speranza. Non siamo riusciti ad abbatterla e, allo stesso tempo, non incassiamo un euro dalla mobilità attiva. La Sardegna non può essere lasciata alla spontaneità del mercato».
Per Paolo Truzzu (FdI) si rischia ora un debito fuori bilancio e il pagamento dei danni: «L’ufficio legale della Regione poteva darvi indicazioni sui rischi. Non l’avete richiesto perché temevate un parere favorevole. Allora vi siete rivolti altrove ma per fare questo serviva una delibera autorizzativa. Questo non l’avete fatto. È un errore madornale che espone l’istituzione a una brutta figura».
Giuseppe Fasolino (Riformatori) ha voluto chiarire la questione della sanità in Gallura: «Il Mater Olbia nasce per compensare una carenza strutturale di una zona dell’Isola dove allora la sanità non esisteva. Il primo obiettivo era dare una risposta al territorio e, successivamente, attirare la mobilità sanitaria attiva. Questo non è successo. Perché ciò avvenga occorre trasformare quelle strutture in un valore aggiunto».
Messo in votazione, l’emendamento 1503 è stato respinto con 30 voti contrari e 21 a favore».
Il presidente Comandini ha quindi messo in discussione l’emendamento 1505 che stanzia 10 milioni di euro per l’attuazione della legge regionale sull’autismo.
Il consigliere Fausto Piga ha sollecitato un’azione forte della politica su questo fronte: «Occorre portare avanti gli obiettivi della legge. È arrivato il tempo di decidere, a forza di rinvii rischiamo di perdere un’occasione importante».
Stefano Schirru (Misto) ha ringraziato Piga: «Sono il primo firmatario della legge sull’autismo approvata all’unanimità nel 2022– ha detto Schirru – purtroppo ci si è fermati perché il reparto del Brotzu dedicato ai disturbi dello spettro autistico non funziona più dopo che il primario è andato in pensione. Oggi ci sono alcuni centri privati che però non sono convenzionati e, oltretutto, sono in overbooking. Anche per questo l’emendamento del collega Piga è importante».
Messo in votazione l’emendamento 1505 è stato respinto.
Antonello Floris (FdI) ha chiesto il sostegno per l’emendamento 1548, che riguarda il campo dell’alimentazione per i celiaci. La norma prevede un contributo di 30 mila euro per la formazione specifiche degli operatori del settore ma l’Aula ha votato contro.
Sull’emendamento 1549 (centri per minori con patologie dello spettro autistico), sempre il consigliere Floris ha chiesto il sostegno ma anche in questo caso l’Aula ha detto no.
Il consigliere Corrado Meloni (FdI) ha chiesto con l’emendamento 1561 tre milioni di euro da investire in tecnologie sanitarie avanzate per ridurre le liste d’attesa: emendamento respinto.
Respinto l’emendamento 2222 (aggiornamento del sistema di brachiterapia dell’Aou di Sassari) a firma Salaris (Riformatori). Sempre dai Riformatori il capogruppo Ticca ha sollecitato l’approvazione dello stanziamento di 3 milioni di euro “per attivare in Sardegna le farmacie dei servizi, come già previsto dall’ordine del giorno già approvato nei mesi scorsi a seguito delle audizioni in commissione Sanità. Se non sarà approvato spero almeno il principio venga ribadito e si proceda quanto prima a finanziarlo”.
Favorevole anche Talanas (FI) ma l’emendamento 2223 è stato respinto. Ritirato invece il 2225 (Ticca), destinato a finanziare con 800 mila euro la ristrutturazione del reparto di sanità penitenziaria del Santissima Trinità di Cagliari. Il capogruppo del Pd, Roberto Deriu, ha invitato al ritiro per finanziare in futuro le opere una volta che si conosceranno i costi reali dell’intervento.
Conclusa la discussione sull’articolo 2 e gli emendamenti il presidente Comandini ha convocato una riunione dei capigruppo di maggioranza prima mettere in discussione l’articolo 3.
Alla ripresa dei lavori il Presidente Comandini ha ricordato che all’ordine del giorno c’è l’esame dell’articolo 3 (Disposizioni in materia di istruzione, beni culturali, sport e ricerca). Dopo la lunga elencazione degli emendamenti presentati all’art 3, il presidente della Commissione Bilancio ha dato il parere sugli emendamenti.
Sulla discussione generale dell’articolo 3 è intervenuto per primo il consigliere Fausto Piga (FdI), che ha definito il dimensionamento scolastico “non un atto di arroganza del governo ma un atto dovuto. Certo, possiamo non essere d’accordo sulla decisione del governo ma voi avete il difetto che davanti alle sentenze invece di adeguarvi vi ostinate a fare qualcosa di diverso e contrario. Non avrei mai immaginato che si arrivasse al commissariamento ma è quello che evidentemente cercavate”.
Per Talanas (Forza Italia) “settori così importanti come sport e istruzione meritano ben più attenzione di quella prevista in questa manovra” mentre per Ticca (Riformatori) è più importante entrare nel merito e “aggiungere due milioni ai fondi per le scuole paritarie, appena tagliati. Scuole che spesso fanno un servizio pubblico che il Comune non può garantire. Accade a Cagliari, nella fascia zero – sei anni e accade anche in tanti altri Comuni”.
Dai banchi di Fratelli d’Italia il consigliere Corrado Meloni ha detto: “Occorre davvero investire su cultura e ricerca, sul sapere che è la chiave di volta nei luoghi che non hanno la fortuna di avere grandi materie prime”.
Al termine il vicepresidente Frau ha dichiarato conclusi i lavori del Consiglio, che riprenderanno domani alle 10. Com









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