Cagliari, 23 Gen 2026 - Nessuno, tranne la Groenlandia e la Danimarca, è abilitato a concludere accordi che riguardino l'isola. Lo ha detto il premier groenlandese Jens Frederik Nielsen parlando ai giornalisti, aggiungendo che di fronte agli Stati Uniti Nuuk "sceglie la Danimarca e l'Europa". La Groenlandia vuole "continuare un dialogo pacifico" e difende il proprio diritto all'autodeterminazione, ha aggiunto.
"Stiamo lavorando per rafforzare le relazioni dell'Ue con la Groenlandia e, in questo contesto, la Commissione presenterà presto un consistente pacchetto di investimenti. Intendiamo anche approfondire la cooperazione con gli Stati Uniti e tutti i partner sull'importante tema della sicurezza artica". Lo ha detto la presidente della Commissione Ursula von der Leyen al termine del Consiglio europeo.
Il bazooka commerciale rimane sul tavolo, anche se al momento sembra tramontata l'ipotesi di un suo utilizzo di fronte alle minacce di Donald Trump. A meno di una settimana dall'annuncio dell'amministrazione Usa di possibili nuovi dazi contro i Paesi accorsi in aiuto della Groenlandia, i 27 leader Ue si riuniranno questa sera a Bruxelles in un Consiglio straordinario, convocato in poche ore, per definire una strategia comune di risposta alle mire espansionistiche di Washington. Ieri il Parlamento europeo, riunito a Strasburgo, ha votato il rinvio dell'approvazione dell'accordo commerciale raggiunto lo scorso luglio tra Unione europea e Stati Uniti. Nei giorni scorsi la Francia aveva invocato l'attivazione dello strumento anticoercizione (il cosiddetto "bazooka commerciale") per rispondere alle minacce del tycoon. Si tratta di un quadro giuridico introdotto nel 2023 per proteggere l'Ue da dazi punitivi, boicottaggi, restrizioni commerciali o minacce economiche. Uno strumento dal forte potere deterrente, che secondo un funzionario Ue "spesso serve soprattutto a essere brandito", perché la sua forza sta nella persuasione.
A disinnescare la miccia Groenlandia sarebbe stato un incontro tra Trump e il segretario generale della Nato, Mark Rutte, avvenuto ieri sera a Davos. “È stato un incontro molto positivo, ma c'è ancora molto lavoro da fare", ha dichiarato Rutte, spiegando che l'intesa sull'area punta innanzitutto a garantire che "Russia e Cina non ottengano mai una posizione di vantaggio, né economica né militare, in Groenlandia". Nonostante ciò, gli Stati membri restano cauti. A quanto si apprende, Rutte non parteciperà al vertice di stasera.
Sul tavolo del vertice di questa sera dovrebbe approdare anche il dossier Mercosur. Ieri il Parlamento europeo ha votato per il rinvio dell'accordo alla Corte di Giustizia per un parere legale. Tutti i deputati francesi (di tutte le estrazioni politiche) hanno votato compattamente per il rinvio mostrando una "posizione nazionale" sulla questione. In meno di una settimana, i sorrisi della firma in Paraguay si sono dissolti: la Commissione ha espresso "rammarico" per un voto che rischia di bloccare l'approvazione per altri 1824 mesi, dopo 25 anni di negoziati che sembravano oramai destinati alla conclusione. Secondo funzionari Ue, la discussione tra i leader potrebbe essere rapida, poiché il Consiglio ha già approvato l'applicazione temporanea di una parte dell'accordo.
La questione del Board of Peace proposto da Trump potrebbe emergere nel contesto delle relazioni transatlantiche durante il vertice informale di questa sera. Lo ha confermato un alto funzionario europeo, spiegando che ci si attende "un'analisi politica della situazione, o uno scambio politico al riguardo".
"La questione dell'applicazione provvisoria è stata sollevata da diversi leader stasera e c'è un chiaro interesse a garantire che i benefici di questo importante accordo si applichino il prima possibile. Non abbiamo ancora preso una decisione. Qual è la procedura? Una decisione sarà necessaria solo quando uno o più paesi del Mercosur avranno completato le loro procedure e saranno sostanzialmente pronti. Quindi, in breve, saremo pronti quando lo saranno loro". Lo ha affermato la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, nella conferenza stampa al termine del Consiglio europeo informale sulle relazioni transatlantiche.
"Desidero essere molto chiaro: il Regno di Danimarca e la Groenlandia hanno il pieno sostegno dell'Unione europea. Solo il Regno di Danimarca e la Groenlandia possono decidere su questioni che riguardano Danimarca e Groenlandia. Ciò riflette il nostro fermo impegno nei confronti dei principi del diritto internazionale, dell'integrità territoriale e della sovranità nazionale, essenziali per l'Europa e per la comunità internazionale nel suo complesso. Questi principi continueranno a guidare la nostra azione". È quanto afferma il presidente del Consiglio europeo António Costa nelle conclusioni orali a seguito della riunione informale dei membri del Consiglio europeo.
Nell'accordo raggiunto sulla Groenlandia ci sarebbe la creazione di una nuova e importante missione della Nato nell'Artico. Lo riporta il New York Times citando alcune fonti, secondo le quali la missione è stata soprannominata 'Artic Sentry' in riferimento alle missioni simili nel Mar Baltico e nell'Europa orientale. L'intesa prevedrebbe anche restrizioni dell'area a Paesi non membri della Nato, in particolare alla Russia e alla Cina, per l'estrazione di terre rare, e la revisione dell'accordo siglato fra Danimarca e Stati Uniti nel 1951. Allo studio c'è il modello Cipro, con basi militare "sovrane" come quelle della Gran Bretagna nell'isola ritenute territorio britannico.
"Il più rapidamente possibile" devono venir raggiunti due obiettivi: "L'Unione europea, la componente europea della Nato, deve essere in grado di difendersi autonomamente. Il secondo obiettivo è avere un'economia europea competitiva". Così il cancelliere tedesco Friedrich Merz, arrivando a Bruxelles per il Consiglio europeo. "Le due cose vanno di pari passo: capacità di difesa e competitività sono due facce della stessa medaglia. È su questo che stiamo lavorando".
"Sul versante europeo della Nato, dobbiamo fare di più per la nostra capacità di difesa - ha poi affermato-. Su questo punto ha ragione perfino il presidente americano quando ce lo ripete da tempo, del resto lo dicevano anche i suoi predecessori. Ora lo stiamo facendo. Abbiamo avuto un vertice Nato molto riuscito all'Aia, a giugno. Anche la Nato, nella sua componente europea, sta ora rafforzando la propria capacità di difesa. Stiamo tutti spendendo molto di più. Sappiamo che, purtroppo, dobbiamo farlo perché dobbiamo difenderci. Ma siamo sulla strada giusta".
"Ieri, dopo una situazione molto difficile tra gli Stati Uniti e l'Unione Europea, abbiamo allentato la tensione e ora dobbiamo andare avanti. Quello che dobbiamo fare è continuare a dare il nostro forte sostegno a Danimarca e Groenlandia. Abbiamo dimostrato che se siamo uniti, siamo forti. E penso che gli Stati Uniti e Trump ci rispettino se siamo forti e uniti". Lo ha detto il premier finlandese Petteri Orpo al suo arrivo al Consiglio europeo straordinario. "Ciò che è importante ora è negoziare - ha aggiunto - ma dobbiamo mettere sul tavolo tutti gli strumenti che abbiamo come Unione Europea e usarli, dobbiamo essere pronti a usarli se necessario". "Siamo pronti - ha spiegato - a lavorare per rafforzare la sicurezza dell'Artico. E voglio ricordarvi che l'area artica, dal punto di vista europeo, inizia dal confine russo-finlandese e prosegue fino alla Groenlandia".











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