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Maltempo – Ciclone “Harry”, dichiarazione del Deputato sassarese Silvio Lai (PD): “Subito stato di emergenza e risorse straordinarie per Sardegna e le altre regioni colpite. Servono ristori e ripristino infrastrutture”.


Roma, 21 Gen 2026 - «Le notizie e i sopralluoghi dei sindaci confermano una situazione che non può essere affrontata con i soli strumenti ordinari: evacuazioni precauzionali, esondazioni, strade interrotte, mareggiate eccezionali e danni diffusi lungo i versanti più esposti dell’isola. Per questo chiedo al Governo di attivare immediatamente la procedura per la deliberazione dello stato di emergenza di rilievo nazionale e lo stanziamento delle prime risorse per gli interventi urgenti».
Lo dichiara Silvio Lai, deputato e segretario regionale del Partito Democratico della Sardegna, dopo le ore più difficili del passaggio del ciclone “Harry”.
«La protezione civile in Sardegna, con i sindaci delle aree coinvolte, ha gestito in maniera esemplare l’emergenza che non è ancora conclusa. In queste ore – prosegue Lai – si registrano centinaia di evacuati in diversi comuni e una pressione straordinaria sui sistemi di soccorso e protezione civile. La cronaca parla di oltre 150 interventi dei vigili del fuoco in poche ore e di condizioni meteo-marine con mareggiate estreme lungo le coste esposte, con conseguenze su abitazioni, attività economiche, viabilità, opere di difesa costiera e servizi essenziali».  
«Chiedo alla Presidenza del Consiglio e al Dipartimento nazionale della Protezione civile di avviare senza ritardi l’istruttoria prevista dal Codice della Protezione civile per la dichiarazione dello stato di emergenza e l’attivazione delle misure straordinarie, a partire dagli interventi di somma urgenza e dai primi ristori».  
In particolare, Lai indica come priorità: ricognizione immediata dei danni (pubblici e privati) con supporto tecnico nazionale; ripristino urgente di viabilità, ponti, reti idriche e impianti critici (incluse opere di pompaggio/sollevamento dove compromesse); misure di sostegno per famiglie evacuate e imprese colpite (commercio, turismo, agricoltura e allevamento nelle aree esposte); coordinamento con i Comuni per eventuali sospensioni/agevolazioni su scadenze e oneri nelle aree formalmente delimitate dal provvedimento emergenziale.
«Non parliamo di un’iniziativa nuova: la dichiarazione dello stato di emergenza per eventi meteorologici eccezionali in Sardegna ha precedenti chiari e consolidati. Nel 2013, dopo gli eventi alluvionali, il Consiglio dei ministri deliberò lo stato di emergenza per la Regione Autonoma della Sardegna. È lo stesso perimetro istituzionale che oggi va attivato, con la stessa rapidità».  
«Siamo ancora nella fase dell’emergenza e non è serio “sparare cifre” senza una perizia. Ma, per esperienza e per ciò che già emerge, i danni riguardano abitazioni e attività produttive nelle zone allagate, infrastrutture stradali e opere idrauliche, tratti costieri colpiti da mareggiate e servizi essenziali. È realistico attendersi un impatto nell’ordine di decine di milioni di euro, con il rischio di crescere se i ripristini infrastrutturali risultassero estesi. Proprio per questo serve lo strumento straordinario nazionale: per accelerare procedure e coperture».  
«Nelle prossime ore depositerò anche un’interrogazione urgente per conoscere: tempi e modalità di istruttoria per lo stato di emergenza, prime risorse disponibili, criteri per la delimitazione dei Comuni coinvolti e misure previste per famiglie e imprese. La Sardegna, come la Sicilia e la Calabria, non può essere lasciata sola: serve una risposta nazionale rapida, concreta, verificabile». Com

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