Davos, 20 Gen 2026 - L’edizione di quest'anno del World Economic Forum di Davos, località svizzera del Canton Grigioni, prende il via in un contesto mondiale senza precedenti, agitato dal ciclone Donald Trump, che vuole la Groenlandia e minaccia altri dazi ai Paesi Ue che hanno inviato militari sull'Isola artica. L'Unione europea cerca una risposta comune e mette sul tavolo l'ipotesi di misure contro le imprese americane, con la Francia che spinge per l’attivazione dello strumento anti-coercizione e l'Italia che frena. Sul palco del Forum le nuove fratture tra gli Stati Uniti e gli alleati Nato. In primo piano, anche l'Ucraina: forti dubbi su un bilaterale Zelensky-Trump, mentre in Svizzera arriva anche l'inviato di Putin.
L'Unione Europea considera gli Usa non semplici alleati ma "amici" ma la risposta ai dazi minacciati dal presidente Donald Trump sarà "inflessibile". Lo ha dichiarato la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, nel suo discorso al Forum di Davos. Von der Leyen ha affermato il "pieno impegno europeo per la sicurezza dell'Artico" e ha sottolineato che "i nostri membri settentrionali della Nato dispongono gia' di forze pronte per l'Artico". "La sicurezza artica può essere raggiunta solo insieme. Ecco perché i dazi aggiuntivi proposti sono un errore, soprattutto tra alleati di lunga data", ha proseguito Von der Leyen, "L'Ue e gli Stati Uniti hanno concordato un accordo commerciale lo scorso luglio. E in politica come negli affari, un accordo e' un accordo. E quando gli amici si stringono la mano, deve pur significare qualcosa". "Consideriamo il popolo degli Stati Uniti non solo nostri alleati, ma nostri amici. E farci precipitare in una pericolosa spirale discendente non farebbe che aiutare proprio gli avversari che entrambi siamo cosi' impegnati a tenere fuori dal nostro panorama strategico", ha concluso Von der Leyen, "quindi la nostra risposta sara' inflessibile, unita e proporzionata".
Shock geopolitici come lo scontro con gli Usa sulla Groenlandia devono essere "una opportunità" per "costruire una nuova Europa indipendente". Lo ha dichiarato il presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, nel suo discorso al Forum di Davos. "Potremo capitalizzare questa opportunità solo se riconosciamo che questo cambiamento è permanente. Certo, la nostalgia fa parte della storia umana. Ma la nostalgia non riporterà il vecchio ordine", ha affermato Von der Leyen, "e guadagnare tempo - e sperare che le cose tornino presto - non risolverà le dipendenze strutturali che abbiamo. Quindi il mio punto è: se questo cambiamento è permanente, allora anche l'Europa deve cambiare in modo permanente".
La presidente della Commissione Europea ha paragonato la congiuntura attuale a quando gli Usa, nel 1971, sganciarono il dollaro dall'oro. "In un istante, le fondamenta del sistema di Bretton Woodse l'intero ordine economico globale - istituito dopo la guerra - crollarono di fatto", ricorda Von der Leyen. "ma ebbe anche due effetti importanti. Creò inavvertitamente le condizioni per quella che sarebbe diventata un'economia veramente globale. E fornì una lezione importante all'Europa sulla necessità di rafforzare il suo potere economico e politico. Era un monito a ridurre la nostra dipendenza, in questo caso da una valuta estera". "Il mondo oggi non potrebbe essere più diverso. Ma credo che la lezione sia più o meno la stessa: che gli shock geopolitici possono - e devono - rappresentare un'opportunità per l'Europa", ha concluso la presidente dell'esecutivo comunitario.
È il momento di "smetterla di perdere tempo con idee folli" e "non è tempo di imperialismo o di colonialismo, bensì di collaborazione". Così il presidente francese, Emmanuel Macron, ha concluso il suo intervento al Forum di Davos, fitto di frecciate all'indirizzo del collega statunitense Donald Trump, che stamane ha condiviso su Truth Social un messaggio privato dell'omologo dell'Eliseo.
Gli europei sono rimasti soli a non difendere le proprie imprese: ma "nell'attuale situazione di mancanza di rispetto per le regole globali e per condizioni di parità, lo strumento anti-coercizione economica rappresenta uno strumento potente e l'Europa non dovrebbe esitare a usarlo". Lo ha detto il presidente francese Emmanuel Macron durante il suo special address al Forum economico mondiale.
"Sono estremamente felice di essere qui" in "un tempo di pace, stabilità e prevedibilità". Così il presidente francese, Emmanuel Macron, ha ironizzato all'inizio del suo intervento al forum di Davos, in Svizzera, accolto da alcune risate del pubblico.
"Stiamo raggiungendo una fase di instabilità e squilibrio sia per la sicurezza per l'economia", con "oltre 50 guerre anche se mi dicono che alcune sono risolte" e "un passaggio verso un mondo senza regole dove la legge internazionale è calpestata e le ambizioni imperiali tornano alla superficie".
"I nuovi dazi sono inaccettabili soprattutto se usati come leva contro la sovranità territoriale", ha aggiunto il presidente francese.
Macron ha parlato di un ruolo dell'Europa come cardine del multilateralismo, contro un mondo dove sembra prevalere la legge del più forte.
"Sia il 'piano di prosperità' (per la ricostruzione postbellica, ndr) che le garanzie di sicurezza sono documenti molto importanti. C'è solo l'ultimo miglio per completarli. Se i documenti saranno pronti, avremo un incontro e un viaggio" a Davos. "Se ci saranno pacchetti energetici o decisioni su difesa aerea aggiuntiva, andrò sicuramente". Lo ha detto Volodymyr Zelensky citato dai media ucraini, aggiungendo che "ora la sfida è in Ucraina" sebbene "stiano arrivando segnali dal team ucraino da Davos che hanno quasi completato il documento sulla ricostruzione. Vedremo. Per ora, sono al mio posto", ha affermato, spiegando che la situazione energetica in Ucraina "è la priorità ora".
“Siamo totalmente in linea sulla Siria. Possiamo fare grandi cose con l’Iran. Ma non capisco cosa stai facendo sulla Groenlandia”. Inizia così una serie di messaggi privati che il presidente francese Emmanuel Macron avrebbe inviato al presidente degli Stati Uniti Donald Trump. I messaggi sono stati resi pubblici dallo stesso inquilino della Casa Bianca sul social Truth. Nello stesso messaggio, Macron propone a Trump “un G7 a Parigi giovedì pomeriggio dopo (il forum di) Davos, invitando a margine ucraini, siriani, danesi e russi”.
Lo scambio di messaggi arriva in un momento di forte tensione tra Washington e Parigi: oltre al dossier Groenlandia, la decisione della Francia di non aderire al Board of Peace per Gaza ha portato Trump a minacciare l’applicazione di dazi al 200% sui vini francesi e champagne.












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