Teheran, 16 Gen 2026 - Sergio Mattarella guarda a "quanto sta accadendo in questi giorni in Iran" mettendo all'attenzione la "efferata crudeltà dello sterminio dei manifestanti". È nel corso del suo incontro con i partecipanti del Seminario di Venezia per la stampa britannica, in occasione del 30esimo anniversario dell'evento, che il Presidente della Repubblica segnala anche come "occultare quanto avviene, le manifestazioni di piazza, la repressione, le uccisioni, è stata la prima preoccupazione di un regime, che, fin dall'inizio, ha tentato di bloccare l'accesso alle fonti di informazione, la diffusione delle notizie". "Si tratta soltanto - ha aggiunto il presidente Mattarella - dell'ultimo esempio dei tentativi di nascondere il dissenso, il malessere sociale, la verità, attraverso l'oscuramento dei fatti che i giornalisti sono invece chiamati a testimoniare in ogni circostanza, particolarmente in quelle più drammatiche, come i conflitti dai cui teatri si cerca di escluderli, censurandone il lavoro o addirittura proibendo loro l'accesso".
Nella sua lucida follia, ma in una mente fuori fase, che forse non ricorda cosa decide pochi minuiti prima, il presidente americano ha affermato: "Ieri ho salvato molte vite", in Iran. Lo ha detto Donald Trump in un'intervista telefonica a Nbc news sostenendo che il presunto stop del regime alle uccisioni di manifestanti e delle esecuzioni sia stato determinato dalla sua minaccia di attaccare il regime di Teheran.
"Secondo i media e le organizzazioni per i diritti umani, le forze di sicurezza iraniane avrebbero ucciso centinaia, o forse migliaia, di manifestanti tra l'8 e il 10 gennaio. Le Nazioni Unite non sono in grado di verificare queste cifre. E non possono verificare neppure le stime degli osservatori per i diritti umani sugli arresti di massa che superano i 18.000 detenuti a metà gennaio". Lo ha detto Martha Ama Akyaa Pobee, sottosegretaria generale Onu per l'Africa, i dipartimenti per gli affari politici e per le operazioni di pace, durante la riunione del Consiglio di sicurezza. "Chiediamo alle autorità di rispettare il diritto a un processo equo per tutti i detenuti - ha aggiunto -. Tutti devono essere trattati umanamente e avere la possibilità di ricevere visite dai familiari. In particolare, chiediamo all'Iran di interrompere qualsiasi esecuzione legata a casi di protesta". Inoltre, ha sottolineato che "tutti i decessi devono essere oggetto di indagini tempestive, indipendenti e trasparenti", e i "responsabili di eventuali violazioni devono essere chiamati a risponderne in conformità con le norme e gli standard internazionali".
La USS Abraham Lincoln e il suo gruppo d'attacco sono stati avvistati mentre lasciavano l'area indo-pacifica dirigendosi verso ovest, come mostrano le immagini diffuse da Copernicus, società specializzata nel monitoraggio satellitare del traffico marittimo. Secondo una fonte citata da NewsNation, il trasferimento dell'intero gruppo - che comprende jet da combattimento, cacciatorpediniere lanciamissili e almeno un sottomarino d'attacco - dovrebbe richiedere circa una settimana. Il Pentagono, interpellato da The Hill, non ha fornito al momento un commento ufficiale sullo spostamento delle forze navali.
Il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump "è un uomo d'azione, non di discorsi infiniti come vediamo alle Nazioni Unite". Lo ha detto l'ambasciatore Usa Michael Waltz nel suo intervento al Consiglio di sicurezza. "L'Iran - ha aggiunto - dice di essere pronto al dialogo ma le sue azioni dicono il contrario. Questo è un regime che governa con la repressione, la violenza e l'intimidazione e destabilizza il Medio Oriente da decenni. Adesso basta". "Tutte le opzioni - ha aggiunto - sono sul tavolo per fermare il massacro e nessuno lo sa meglio della leadership del regime iraniano".
La Cina in difesa dei criminali al potere in Iran, ha chiesto agli Stati Uniti di non interferire nella sovranità iraniana. "L'Iran è uno stato sovrano indipendente e gli affari dell'Iran devono essere decisi in modo indipendente dal popolo iraniano", ha dichiarato l'ambasciatore Fu Cong nel suo intervento. "La Cina - ha aggiunto - sostiene la salvaguardia della sovranità iraniana e l'integrità territoriale e chiede alla comunità internazionale di sostenere il governo e il popolo iraniano a superare questo momento difficile, garantendo la sicurezza nazionale e la stabilità sociale".
La Russia ha accusato gli Stati Uniti di "alimentare l'isteria" riguardo alla crisi iraniana. "Dalla fine di dicembre tutto il mondo sta osservando gli Stati Uniti alzare la tensione e alimentare l'isteria attorno all'Iran, dichiarando che l'aiuto è in arrivo", ha detto l'ambasciatore russo Vassilij Nebenzja nel suo intervento al Consiglio di sicurezza. "Ma soprattutto - ha aggiunto - Washington neanche ha provato a nascondere le vere ragioni della sua preoccupazione riguardo alla situazione politica e minaccia di colpire l'Iran. Il suo obiettivo è risolvere il problema a suo favore".
Il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, ha espresso la sua preoccupazione per le tensioni generate dalle proteste in Iran. "Dobbiamo salvaguardare la libertà di espressione e lo spazio civico. In questo senso, sono profondamente preoccupato per la violenta repressione in Iran", ha dichiarato Guterres all'Assemblea generale dell'Onu. Alla fine dello scorso dicembre in Iran sono scoppiate proteste di massa a causa del grave deterioramento delle condizioni economiche, con un'inflazione che si aggira attorno al 39 per cento annuo e la continua svalutazione della moneta locale, passata da 50mila rial per un dollaro nel mercato libero nel maggio 2018 a oltre 1,4 milioni alla fine del 2025.Dall'inizio delle proteste, il numero dei morti, secondo attivisti iraniani per i diritti umani in esilio, oscilla tra 2.600 e oltre 3.400, mentre il numero dei detenuti è compreso tra 10.000 e 18.400, insieme a migliaia di feriti.
Gli Stati membri dell'Unione europea hanno avuto oggi la prima discussione riguardo a nuove sanzioni a individui ed entità legati al regime iraniano. A quanto apprende l'AGI da fonti diplomatiche europee, allo stato attuale si prevedono circa nella lista che riguarda il regime di sanzioni per violazioni dei diritti umani e altre dieci proposte per quanto riguarda le sanzioni relative all'uso di droni (tra cui aziende ed enti governativi). Tra gli Stati membri si è riscontrato un "largo supporto". I lavori proseguiranno a livello tecnico la prossima settimana, con l'obiettivo di arrivare a una possibile approvazione al prossimo Consiglio Affari esteri del 29 gennaio.












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