Oristano, 15 Gen 2026 - Il 2025 è stato un anno di intenso impegno per i militari dell’Arma dei Carabinieri di Oristano. Sono state complessivamente identificate 99.196 persone (circolazione stradale, locali pubblici, attività lavorative, ecc.), svolte 633 perquisizioni e 483 sequestri. Complessivamente sono stati eseguiti 143 arresti e denunciate 1061 persone all’Autorità Giudiziaria. Svolti 20.385 servizi di Pattuglia e Perlustrazione, 780 servizi di Ordine Pubblico con l’impiego di 1.500 militari, sia del Comando Provinciale che del 9° Battaglione Carabinieri “Sardegna” di Cagliari, in particolare durante le principali manifestazioni culturali ed identitarie della Provincia. L’attività repressiva, in aumento, registra inoltre già ulteriori 7 arresti dal 1° gennaio 2026 di altrettanti soggetti per Maltrattamenti in famiglia e Porto abusivo di armi.
Pertanto – fa sapere il comando provinciale dei Carabinieri di Oristano - gli obiettivi operativi perseguiti sono stati il frutto di un lavoro volto alla ricerca di modelli di prevenzione e di contrasto alle forme di illegalità sempre più aderenti alle esigenze dei cittadini (Incremento della formazione professionale dei militari su specifiche materie legate sia alla recrudescenza di alcuni particolari fenomeni criminali, ma anche sulle indagini tecnico-scientifiche, sulle nuove tecnologie e piattaforme di interazione col cittadino, come ad esempio il 112 NUE, anche per i non udenti, o l’intensificazione delle campagne di sensibilizzazione sui reati più dannosi per le persone vulnerabili, con l’effettuazione di incontri nelle sale comunali o Parrocchie dei piccoli centri).
Le sfide che hanno caratterizzato l’anno appena concluso hanno visto i Carabinieri rivestire un ruolo centrale nella lotta alla criminalità comune e in particolare a quella predatoria (Rapine (in particolare Cabras, Ulà Tirso) e truffe, in particolare ad anziani), in un Capoluogo e in 76 Comuni della Provincia in cui l’Arma procede per oltre l’88% dei delitti, tentati o commessi, e rappresenta, in tutti i Comuni periferici, l’unico Presidio di polizia. La recrudescenza di alcuni particolari fenomeni criminali ha determinato, anno durante, l’impiego di risorse indirizzate non solo all’azione di contrasto, ma anche alle attività di prevenzione nella consapevolezza che il supporto e il contributo delle vittime può realmente fare la differenza.
In materia di truffe agli anziani (c.d truffe del “finto Carabiniere/Avvocato”, che affliggono soprattutto le fasce vulnerabili della società come le persone anziane lasciando loro segni indelebili e rappresentano una insidia della modernità), oltre allo svolgimento di campagne informative e di sensibilizzazione, per riconoscere le truffe e gli schemi ricorrenti posti in essere per costringere le vittime a consegnare denaro/preziosi, il Comando Provinciale di Oristano, dopo un attento studio del modus operandi dei gruppi criminali, in trasferta, in Sardegna, ha pianificato e condotto uno specifico “Modello Operativo Rafforzato” caratterizzato sull’immediata attivazione simultanea di molteplici dispositivi investigativi per garantire rapidità di intervento ed arresto dei malviventi nel più breve tempo possibile prima che si allontanassero dall’Isola anche al fine di recuperare la refurtiva. In ciò il Comando Provinciale ha sempre attivato una circolarità informativa con le Centrali Operative degli altri Comandi dell’Arma di Cagliari, Nuoro e Sassari garantendo così sinergia sia Investigativa che Operativa quando è stato necessario rintracciare ed arrestare i truffatori.
La svolta investigativa risiede nella gravità del reato contestato: non più truffe, seppur aggravate, ma vere e proprie “Estorsioni”. Le indagini hanno infatti svelato un modus operandi spietato: fin dalla prima telefonata, le vittime non venivano solo ingannate, ma sottoposte a gravi minacce e pressioni psicologiche tali da costringerle, nel terrore, a consegnare tutto ciò che avevano in casa.
Sulla scorta di queste evidenze, i Carabinieri hanno lanciato le operazioni Shield-1, Shield-2, Shield-3, Shield-4, chiudendo il cerchio sugli autori dei reati. Una manovra a tenaglia che ha colpito su due fronti: da un lato bloccando i 'trasfertisti' direttamente sull'Isola — intercettati in B&B o ai porti di Cagliari e Olbia (SS) un attimo prima dell'imbarco con la refurtiva — dall'altro andando a colpirli direttamente nelle loro basi operative in Campania.
Grazie a una consolidata sinergia investigativa avviata già nell'estate 2024, i militari di Oristano, con il supporto dei colleghi di Mondragone (CE), Torre del Greco (NA) e Aversa (CE), hanno eseguito fermi e arresti anche oltre Tirreno, colpendo la rete criminale alla radice.
Questo dispositivo ha permesso di risolvere in tempi record i colpi messi a segno nel 2025 a Collinas (SU), Baratili San Pietro (OR), Uras (OR), Osilo (SS), Nureci (OR) e Samugheo (OR), riuscendo in diversi casi (come a Uras e Osilo) a recuperare la refurtiva e a restituire serenità alle vittime.". Tutto ciò per un totale di ben 11 persone arrestate complessivamente.
Tale approccio è ancor più determinante nei piccoli Centri, ove le Stazioni Carabinieri garantiscono Presidio di legalità ma anche “collante sociale”. L’interazione col cittadino rende efficace l’attuazione da parte dell’Arma di modelli di prevenzione e di contrasto alle forme di illegalità sempre più aderenti ai bisogni e alle esigenze di protezione e rassicurazione della popolazione. La diffusione capillare dei presidi dell’Arma nei Comuni permette non solo l’immediato intervento ma anche la rapida attivazione delle Compagnia Carabinieri quali articolazioni operative sovraordinate.
Sul fronte dell’Attività antidroga, nell’anno appena trascorso i Carabinieri del Provinciale di Oristano hanno effettuato delle importanti operazioni soprattutto nel contrasto alla coltivazione, produzione e spaccio di piantagioni illegali di cannabis indica. Il fenomeno, conosciuto già da diverso tempo e che già nel 2023 e 2024 si era manifestato in provincia sempre con operazioni antidroga che avevano consentito la scoperta di piantagioni illegali, ha avuto una particolare recrudescenza nel 2025 dove le Articolazioni Operative, Compagnie di Oristano, Ghilarza, Mogoro e Nucleo Investigativo, hanno proceduto, con le Operazioni Aristeo, Demetra, Sirio, Cassiopea-Four, Five-Eyes, in particolare al sequestro di 5 maxi piantagioni per un totale di oltre 20.000 piante, e all’arresto in flagranza di ben 25 persone trovate al loro interno intente alla coltivazione, sfalcio e lavorazione dello stupefacente. A ciò va aggiunta la restante parte dell’attività repressiva che ha portato ulteriori denunce a piede libero e arresti su Ordinanze di Custodia Cautelare emesse dall’Autorità Giudiziaria di persone legate allo spaccio della droga ed in particolare allo spaccio che ha origine dalle piantagioni illegali di cannabis.
Le piantagioni sono state individuate grazie a servizi di Osservazione Controllo e Pedinamento nonché a ricognizioni appiedate, infiltrazioni di Carabinieri ed in particolare degli assetti operativi dello Squadrone
Eliportato “Cacciatori Sardegna” fondamentale per completare le investigazioni del Comando Provinciale grazie alle loro capacità di movimento in terreni impervi, all’addestramento specialistico ed agli equipaggiamenti tecnologici in possesso tra cui risultano sempre più efficaci i droni per le attività di osservazione remota e le ricognizioni aeree che vengono inoltre svolte anche con Servizi di Aerocooperazione con l’11° Nucleo Elicotteri Carabinieri di Elmas (CA). Si è operato quindi con vere e proprie Task Force composte da tutte le capacità operative delle varie articolazioni dei Carabinieri dell’Isola.
Anche in questo settore criminale il “Modello Operativo Rafforzato” di contrasto attuato dai Carabinieri del Comando Provinciale di Oristano è stato concepito su dei “Blitz” scattati dopo una precedente attività ricognitiva e con l’intervento di un articolato dispositivo, precedentemente organizzato, di militari che, sfruttando l’effetto sorpresa, hanno fatto irruzione nelle piantagioni o nelle aree/capannoni utilizzati per le lavorazioni delle inflorescenze per fermare i soggetti intenti nell’opera di estirpazione e lavorazione delle piante di marijuana.
Il fenomeno rappresenta uno dei maggiori sistemi di sostentamento economico per la criminalità isolana che riesce a produrre marijuana in grandi quantità, di qualità eccellente Una delle “piste” investigative è volta a ritenere che una parte della droga venga utilizzata a soddisfare il “mercato” locale e parte invece possa essere oggetto di scambio con altra tipologia di stupefacente. Di interesse strategico, anche per future e ben più ampie investigazioni, è il coinvolgimento di soggetti locali (non solo della Provincia di Oristano ma anche delle altre dell’Isola) e, per la prima volta, anche di cittadini di origine colombiana che al momento è in corso di approfondimento.
Alla luce di tali dati appare verosimile l’inserimento di tutti i soggetti coinvolti nelle vicende penali in trattazione in un contesto di elevato spessore criminale, capace di operare su più Province dell’Isola, in grado di supportare economicamente l’iniziativa ma soprattutto di garantire la collocazione sul mercato degli ingenti quantitativi di stupefacente ricavabili da piantagioni di così grandi dimensioni; quantitativi che con elevata probabilità sono idonei a saturare il mercato locale.
Inoltre, per tutti gli altri fenomeni legati allo spaccio di stupefacenti, l’Arma, attraverso una costante attività di monitoraggio ed informativa, ha proceduto con ulteriori 13 arresti, 40 denunce all’Autorità Giudiziaria, 71 segnalazioni al Prefetto, per detenzione di stupefacente per uso personale, sequestrato oltre ½ Kg. di Cocaina, quantità varie di marijuana, pasticche di ecstasy e altre droghe.
Nei fatti più gravi di criminalità accaduti nel Capoluogo e in Provincia l’Arma è intervenuta sia con interventi immediati che con indagini, a volte articolate e complesse, come in ottobre, quando si è giunti a conclusione delle indagini relative alla rapina all’Ufficio postale di Ulà Tirso avvenuta nel giungo del 2024 con l’esecuzione di un’Ordinanza applicativa di misura cautelare emessa dal GIP del Tribunale di Oristano che ha disposto l’obbligo di dimora nel Comune di residenza nei confronti dell’indagato per il delitto; o come, sempre in ottobre, con un fermo di polizia giudiziaria eseguito in pochi giorni di distanza da un omicidio avvenuto a Terralba(OR). Ancora, nel corso dell’intero anno, ove numerosi sono stati gli arresti, sia in flagranza di reato che su Ordinanze dell’Autorità Giudiziaria, per la commissione di reati predatori, furti aggravati, aggressioni con lesioni in particolare a Cabras (OR) e Oristano che in alcuni casi hanno preceduto l’espulsione di cittadini stranieri per i reati commessi che per l’allarme sociale ingenerato.
A ciò si aggiungono gli interventi di soccorso alla popolazione cui giova in particolare ricordare il salvataggio di una Signora caduta all’interno del canale “Riu Tanui” di Cabras (OR); il tempestivo e coraggioso intervento dei militari della Sezione Radiomobile di Oristano, primi ad intervenire nell’immediatezza della richiesta di soccorso, è stato determinante nel salvataggio dell’anziana donna trattenuta in sicurezza fino all’arrivo della squadra dei vigili del fuoco e dei sanitari. L’intervento delle pattuglie dei Carabinieri, coordinato dalla Centrale Operativa del Comando Provinciale dell’Arma, è ancora una volta un segnale dell’importanza dei servizi di Pronto Intervento per il controllo del territorio e soprattutto in favore della sicurezza ed incolumità delle persone fragili a cui l’Arma dedica particolare vicinanza con il diuturno impegno nelle Comunità e la costante preziosa e silenziosa presenza.
A carattere generale, ribadiamo l’importanza dell’apporto dei cittadini nella segnalazione alle forze di polizia di eventi delittuosi in atto. La tempestività delle segnalazioni al Numero Unico di Emergenza e alle Centrali Operative è spesso risolutiva, consentendo un abbattimento dei tempi di intervento.
Auspichiamo che i Sindaci implementino la Videosorveglianza come ribadito anche in sede delle riunioni del Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica presiedute dal Prefetto Dr. Salvatore Angieri.
Il Comando Provinciale a novembre ha ricevuto 18 neo Carabinieri destinati nella provincia di Oristano, provenienti dalle Scuole Allievi dell’Arma. Queste nuove assegnazioni consentono di rinforzare le articolazioni dell’Arma più vicine al cittadino con giovani formati per assolvere quei compiti di prossimità alle popolazioni e di presidio del territorio che da sempre contraddistinguono la Stazione Carabinieri. Le assegnazioni sono il segnale tangibile dell’attenzione del Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri e del Comando Legione Sardegna verso tali Presidi, punto di riferimento per la collettività soprattutto nei piccoli centri caratterizzati da un forte identità locale, ricchi di tradizioni e fascino, storia e cultura Sarda.
Non possiamo, infine, non menzionare l’attenzione riposta, nell’attività istituzionale, alla tutela delle vittime vulnerabili. I numeri registrati in materia di codice rosso, purtroppo sono sempre alti, come dimostrato dagli arresti, dai deferimenti in s.l., dalle misure cautelari emesse dall’Autorità Giudiziaria, e dalla gestione di oltre n. 140 codici per braccialetti elettronici. L’Arma, che ad Oristano vede operativa da ormai oltre due anni la “Stanza tutta per se“, realizzata in collaborazione con Soroptimist-Italia, continuerà a costituire un presidio di legalità anche in questo settore, auspicando che ciò possa contribuire a determinare una drastica riduzione del fenomeno.











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