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Centinaia di morti e migliaia di arresti, Teheran convoca gli ambasciatori europei.

Teheran, 13 Gen 2026 - Oggi, a 85 anni, Khamenei, il principale colpevole della mattanza di giovani e non iraniani avvenuta durante le manifestazioni, con cittadini disarmati, resta formalmente saldo al vertice dello Stato, ma la sua figura appare sempre più isolata e contestata, sia all’interno di una società giovane e impoverita, sia sul piano internazionale.

E ieri sui social è comparso un video che mostra decine di cadaveri in un obitorio alla periferia di Teheran. Persone che conoscono bene la struttura e il gruppo Human Rights Activists News Agency (Hrana) hanno riferito oggi che le immagini mostrano il Centro di medicina legale di Kahrizak. Nel filmato si vedono persone che camminano accanto a sacchi contenenti cadaveri disposti in una grande sala, nel tentativo di identificarli. Un altro video, ampiamente condiviso dagli attivisti, mostra delle persone riunite attorno a un monitor televisivo nell'obitorio, mentre guardano le immagini dei volti dei cadaveri. All'esterno si sentono persone che piangono di dolore. Le immagini sono compatibili con altre della struttura disponibili online.

Israele e Stati Uniti non stanno pianificando attualmente alcun attacco contro l'Iran: lo ha affermato l'ambasciatore statunitense presso lo Stato ebraico, Mike Huckabee, intervistato da Sky.

"Non credo che in questo momento gli Stati Uniti o Israele stiano pianificando di impegnarsinelle questioni iraniane. Non so cosa potrebbe succedere", ha spiegato: "Al momento non ho sentito nulla che indichi che l'America si stia preparando a un intervento militare". In precedenza il sito di Axios aveva riferito, citando fonti dell'Amministrazione Trump, che l'inviato speciale degli Stati Uniti Steve Witkoff aveva discusso con il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi delle proteste in corso a Teheran e di un possibile incontro nei prossimi giorni.

"Alcune proposte sono state discusse con Washington e sono attualmente allo studio da parte nostra". Lo ha detto il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, in un'intervista ad Al Jazeera Arabic. "Le idee e le minacce proposte da Washington contro il nostro Paese sono incompatibili", ha affermato. Araghchi ha detto che l'Iran è pronto a impegnarsi in colloqui sul nucleare con gli Stati Uniti, "a patto che ciò avvenga senza minacce o diktat". "Non crediamo che Washington sia pronta per negoziati equi e giusti, e quando lo sarà, prenderemo seriamente in considerazione la questione", ha aggiunto. "Se Washington vuole testare l'opzione militare già sperimentata in passato, siamo pronti", ha proseguito, riferendosi ai bombardamenti effettuati su tre siti nucleari in Iran durante l'estate. "Abbiamo una preparazione militare più ampia e più completa rispetto a quella che avevamo durante l'ultima guerra."Siamo preparati a tutte le opzioni e speriamo che Washington scelga l'opzione saggia", ha detto.

"Con effetto immediato, qualsiasi Paese che intrattenga rapporti commerciali con la Repubblica Islamica dell'Iran pagherà un dazio del 25% su tutte le transazioni commerciali con gli Stati Uniti d'America. Il presente decreto è definitivo e conclusivo. Grazie per l'attenzione!". Lo scrive sul suo profilo Truth il presidente americano, Donald Trump.

Il dipartimento di Stato americano e l'ambasciata virtuale di Teheran hanno emesso un avviso urgente ai cittadini statunitensi in Iran, invitandoli a partire immediatamente. La direttiva è stata motivata dall'intensificarsi delle proteste in tutto il Paese, dalle violenze e dal blocco di internet.

L'avviso è stato diffuso lunedì, mentre lo Stato iraniano entrava nella terza settimana di manifestazioni antigovernative. Secondo quanto riportato da gruppi per i diritti umani e organi di stampa, si registrano già centinaia di morti e migliaia di arresti.

Questo appello urgente a lasciare il territorio evidenzia i crescenti rischi in un contesto di gravi disordini civili. Attualmente gli Stati Uniti non dispongono di una propria ambasciata o di un consolato in Iran. L'ambasciata svizzera a Teheran fornisce esclusivamente servizi di emergenza, mentre l'assistenza consolare ordinaria non è disponibile. I cittadini statunitensi detenuti, in particolare quelli con doppia cittadinanza, ricevono raramente assistenza dall'esterno.

Il personale diplomatico non essenziale dell'ambasciata francese a Teheran ha lasciato il territorio iraniano a causa dei disordini in corso nel paese. A riferirlo sono state due fonti citate dall'Afp. I dipendenti hanno lasciato l'Iran in due gruppi, domenica e lunedì, hanno riferito le fonti, senza specificarne il numero esatto.

Il Parlamento europeo vieta l'accesso ai suoi locali a tutti i diplomatici e rappresentanti iraniani. Lo ha annunciato la presidente Roberta Metsola. "Non si può andare avanti come se nulla fosse accaduto. Mentre il coraggioso popolo iraniano continua a difendere i propri diritti e la propria libertà, oggi ho preso la decisione di vietare l'accesso a tutto il personale diplomatico e a qualsiasi altro rappresentante della Repubblica islamica dell'Iran da tutti i locali dell'Europarlamento", ha scritto su X. "Questa assemblea non contribuirà a legittimare un regime che si è sostenuto attraverso torture, repressione e omicidi", ha aggiunto. 

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