Teheran, 12 Gen 2026 – Dopo ver causato la morte di qualche migliaio di giovani iraniani, il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi sostiene che le proteste a livello nazionale "sono diventate violente e sanguinose per fornire una scusa" a Trump per intervenire. Lo scrive Al-Jazeera. Ha dichiarato a un incontro con diplomatici stranieri che la violenza è aumentata nel fine settimana, ma che "la situazione è ora sotto controllo totale".
Araghchi ha affermato che Internet verrà presto ripristinata in Iran, aggiungendo che il governo si sta coordinando con le autorità di sicurezza per compiere progressi in tal senso. La connettività, dice, verrà ripristinata anche per le ambasciate e i ministeri.

L'Alta rappresentante dell'Ue per la Politica estera, Kaja Kallas, si dice pronta a imporre nuove sanzioni contro il regime iraniano. "L'Ue ha già imposto sanzioni di ampia portata contro l'Iran - contro coloro che sono responsabili delle violazioni dei diritti umani, dell'espansione del programma nucleare e del sostegno di Teheran alla guerra della Russia in Ucraina", ha dichiarato Kallas in un'intervista a Die Welt. "E sono pronta a proporre ulteriori sanzioni in risposta alla brutale repressione dei manifestanti".
L'ex premier estone ha aggiunto che in Iran si stanno svolgendo le più grandi manifestazioni degli ultimi anni. "I cittadini lottano per un futuro autodeterminato e rischiano tutto pur di farsi ascoltare. Il regime ha una lunga storia di soffocamento delle proteste e stiamo assistendo a una reazione brutale delle forze di sicurezza", ha aggiunto, sottolineando che la violenza contro manifestanti pacifici è "inaccettabile".

Questo fermo immagine pubblicato oggi dall'agenzia AFP è tratto da un video apparso per la prima volta online il 10 gennaio 2026. Mostra il cortile del Centro di Diagnostica Forense e Laboratorio della Provincia di Teheran a Kahrizak, con decine di corpi in sacchi per cadaveri disposti per i familiari. I gruppi per i diritti umani affermano di essere stati vittime della brutale repressione delle proteste da parte delle autorità iraniane. Almeno 500 manifestanti sono stati uccisi nel più grande movimento iraniano contro la Repubblica Islamica in oltre tre anni, ha dichiarato un gruppo per i diritti umani l'11 gennaio 2026, mentre crescevano gli allarmi che le autorità stavano commettendo un "massacro" per sedare le manifestazioni. Le proteste, inizialmente scatenate dalla rabbia per l'aumento del costo della vita, sono ora diventate un movimento contro il sistema teocratico in vigore in Iran dalla rivoluzione del 1979 e durano già da due settimane.
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi si è messo in contatto nel fine settimana con l'inviato della Casa Bianca Steve Witkoff. Lo riferisce Axios citando due fonti informate. Scopo del contatto, tentare di disinnescare gli Stati Uniti, o almeno guadagnare più tempo prima che il presidente Donald Trump ordini qualsiasi azione per indebolire ulteriormente il regime. I due si sarebbero accordati per una riunione nei prossimi giorni. Non è chiaro se i due si siano sentiti al telefono o si siano scambiate email, ma è la prova che il canale diretto di comunicazione tra Washington e Teheran è ancora aperto, nonostante la situazione di stallo nei negoziati sul nucleare e gli scambi di minacce tra i due Paesi, sottolinea Axios. E del resto lo aveva riferito già in mattinata il portavoce dei Araghchi, Esmail Baqaei. "Messaggi vengono scambiati ogni volta che è necessario", ha detto. La comunicazione avviene con la mediazione della Svizzera, ha spiegato.
Un video che circola online mostra decine di cadaveri in un obitorio alla periferia di Teheran. Persone che conoscono bene la struttura e il gruppo Human Rights Activists News Agency (Hrana) hanno riferito oggi che le immagini mostrano il Centro di medicina legale di Kahrizak. Nel filmato si vedono persone che camminano accanto a sacchi contenenti cadaveri disposti in una grande sala, nel tentativo di identificarli. Un altro video, ampiamente condiviso dagli attivisti, mostra delle persone riunite attorno a un monitor televisivo nell'obitorio, mentre guardano le immagini dei volti dei cadaveri. All'esterno si sentono persone che piangono di dolore. Le immagini sono compatibili con altre della struttura disponibili online.
Dall'inizio della rivolta si sono intensificati voli di aerei privati da Teheran verso la Russia, che offre alla dirigenza iraniana sostegno tecnico-militare e allo stesso tempo prepara l'evacuazione dell'ayatollah Ali Khamenei, il criminale iraniano che cerca di scappare con il tesoro iraniano, dei familiari e assistenti.
Lo scrive il 'Moscow Times', secondo cui sono iniziati anche i trasporti di riserve auree a Mosca, come avvenuto con la caduta di Bashar al-Assad in Siria, volando sopra il Caucaso ed evitando gli spazi aerei controllati dalla Nato.
Sulla possibilità che gli Stati Uniti intervengano direttamente in Iran, "la nostra risposta e la nostra politica sono sempre state molto chiare. Il cambio di regime non fa parte delle politiche dell'Unione europea". Lo ha dichiarato il portavoce della Commissione europea per gli Affari esteri, Anouar El Anouni, nel briefing quotidiano con la stampa. "Quando si tratta di sostegno alla società civile, il nostro sostegno alla società civile iraniana non è iniziato oggi. E siamo determinati a continuare a utilizzare tutti gli strumenti a nostra disposizione nella nostra cassetta degli attrezzi per sostenere le aspirazioni del popolo iraniano a una vita migliore, alla libertà e alla dignità", ha aggiunto. "Sta al popolo iraniano decidere chi lo rappresenta", ha concluso il portavoce.
Dopo aver mandato al macello gli iraniani il criminale Trump, ormai le sue politiche non di discostano molto dalle azioni del criminale di guerra Putin, che si dichiarano entrambi grandi amici, il pazzo presidente americano afferma che l'esercito americano sta valutando "opzioni molto forti" per un intervento in Iran, dove nelle ultime ore si è intensificata la repressione violenta contro i manifestanti. Lo ha detto Donald Trump parlando con i giornalisti a bordo dell'Air Force One, confermando le indiscrezioni secondo cui al presidente sono state presentate diverse opzioni di piani di intervento. "Esaminiamo la questione molto seriamente - ha affermato -Stiamo valutando alcune opzioni molto concrete. Prenderemo una decisione".
"Quel signore che se ne sta seduto là con arroganza e orgoglio, giudicando tutto il mondo, sappia anche lui che di solito i despoti e gli arroganti della storia, come il Faraone, Nimrod, Reza Khan, Mohammad Reza e altri simili, sono stati rovesciati proprio quando erano all'apice della loro superbia. Anche questo farà la stessa fine e sarà rovesciato". Lo scrive su X la guida suprema dell'Iran, Ali Khamenei.












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