Teheran, 12 Gen 2026 - La ong statunitense Human Rights Activists News Agency (HRANA), nel suo ultimo comunicato ha dichiarato che il bilancio delle vittime in Iran ha raggiunto quota 544. Ma altre fonti parlano di oltre mille morti e migliaia di arrestati che rischiano la condanna alla pena capitale. Inoltre l'organizzazione ha affermato di aver ricevuto altre 579 segnalazioni di decessi, attualmente in fase di indagine.
Delle vittime confermate finora, 483 erano manifestanti, 47 erano membri dell'esercito o delle forze dell'ordine iraniane. In totale, tra i deceduti si contano anche otto minori. Il numero di persone arrestate dalle autorità dello Stato avrebbe raggiunto le 10.681 unità.
Ma è stato reto noto che "Dopo oltre 70 ore di blocco quasi totale di Internet, stiamo ricevendo notizie assolutamente terribili di sparatorie di massa contro i manifestanti da parte delle forze governative iraniane che hanno provocato la morte di almeno, sottolineiamo, almeno oltre duemila manifestanti". Lo denuncia su X la fondazione del premio Nobel per la pace Narges Mohammadi. "Le forze di sicurezza iraniane stanno usando la forza letale contro i manifestanti in tutto il Paese. È una repressione su vasta scala. Sono in corso arresti di massa, mentre le famiglie si radunano nei centri pieni di cadaveri alla ricerca dei resti dei loro cari".
Un video, la cui posizione è stata verificata oggi dall'Afp, mostra decine di cadaveri ammassati fuori da un obitorio a sud di Teheran, con gruppi per i diritti umani che affermano che sono vittime della repressione delle proteste da parte delle autorità iraniane.
Il filmato, geolocalizzato e proveniente dall'obitorio di Kahrizak, appena a sud della capitale iraniana, mostrava corpi avvolti in sacchi neri a terra all'esterno, con quelli che sembravano essere parenti in lutto alla ricerca dei propri cari.
Il video è apparso per la prima volta online ieri.
L'obitorio è formalmente noto come Centro di Diagnostica Forense e Laboratorio della Provincia di Teheran. I gruppi per i diritti umani hanno già attirato l'attenzione sul filmato di Kahrizak, con l'organizzazione norvegese Iran Human Rights (Ihr) che afferma che "mostra un gran numero di persone uccise durante le proteste nazionali in Iran". Il gruppo Hengaw, anch'esso con sede in Norvegia, ha dichiarato di aver verificato personalmente il filmato che mostra "decine di corpi insanguinati sia all'interno che all'esterno dell'obitorio di Kahrizak", il che dimostra un "crimine esteso e grave".
Gli attivisti hanno accusato le forze di sicurezza di aver usato fuoco vero per reprimere due settimane di proteste, sfruttando la chiusura di Internet, e hanno espresso il timore che centinaia di persone possano essere già state uccise.
Il presidente americano Donald Trump ha dichiarato domenica che i vertici iraniani hanno preso contatto per negoziare, in seguito alle sue minacce di un'operazione militare e mentre la Repubblica Islamica affronta massicce manifestazioni di protesta contro il governo.
"I leader iraniani hanno chiamato sabato", ha riferito Trump ai giornalisti a bordo dell'Air Force One, aggiungendo che è in corso di preparazione un incontro e che la volontà della controparte è quella di intavolare una trattativa. Tuttavia, il capo dello Stato americano ha avvertito che potrebbe essere necessario agire militarmente prima che tale colloquio abbia luogo.
"Quel signore che se ne sta seduto là con arroganza e orgoglio, giudicando tutto il mondo, sappia anche lui che di solito i despoti e gli arroganti della storia, come il Faraone, Nimrod, Reza Khan, Mohammad Reza e altri simili, sono stati rovesciati proprio quando erano all'apice della loro superbia. Anche questo farà la stessa fine e sarà rovesciato". Lo scrive su X la guida suprema dell'Iran, Ali Khamenei.
Il regime iraniano ha "perso la sua legittimità". Lo ha detto il ministro degli Esteri tedesco, Johann Wadephul, in un video pubblicato su Instagram. "La gente protesta contro questo regime - ha detto - Un regime che blocca internet, che limita il diritto alla comunicazione, ha sostanzialmente perso la sua legittimità. Hanno paura della loro popolazione".
Wadephul, che nel video si vede salire su un aereo, ha infine spiegato che avrebbe discusso dell'Iran con il segretario di Stato americano Marco Rubio a Washington.











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