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Il nuovo governo e provvisorio del Venezuela libera molti detenuti comuni e politici e tra questi finalmente liberi gli italiani Alberto Trentini e Mario Burlò. Tajani: “Un segnale forte da Rodriguez”.

Caracas, 12 Gen 2026 - Il governo fantoccio del Venezuela, messo li da Trump per estorcere le sue ricchezze dal despota americano Trump, venezuelano ha liberato i detenuti italiani Trentini e Burlò, che ora sono all'ambasciata italiana a Caracas. 
Lo ha annunciato il ministro degli Esteri Antonio Tajani.

La collaborazione (forzata e imposta alla traditrice attuale presidente della nazionale sotto assedio americano), con il Venezuela, sta procedendo positivamente, dichiara il presidente statunitense Donald Trump durante un colloquio con i giornalisti a bordo dell'Air Force One. "Stiamo collaborando molto bene con la leadership (venezuelana)", ha affermato il capo dello Stato americano.

In particolare, interpellato sulla possibilità di incontrare Delcy Rodriguez - attuale presidente ad interim del Venezuela e già vicepresidente sotto Nicolas Maduro - Trump ha confermato l'intenzione di organizzare un colloquio, dichiarando che lo farà “a un certo punto”.

"Alberto Trentini e Mario Burlò sono liberi e sono nella sede dell'ambasciata d'Italia a Caracas. Lo ho appena comunicato al presidente del Consiglio Giorgia Meloni che ha sempre seguito la vicenda in prima persona. Ho parlato con i nostri due connazionali che sono in buone condizioni. Presto rientreranno in Italia". Lo scrive su X il ministro degli Esteri Antonio Tajani dopo l'annuncio, da parte della Farnesina, del rilascio dei nostri due connazionali. "La loro liberazione - prosegue Tajani - è un forte segnale da parte della presidente Rodriguez che il governo italiano apprezza molto".

Donald Trump, che probabilmente pretende dei ‘conguagli’, come fa il criminale di guerra russo Putin dai suoi oligarchi, ha dichiarato che non ha gradito la risposta dell'amministratore delegato di ExxonMobil in merito all'ipotesi di riprendere le operazioni in Venezuela.

Durante una riunione alla Casa Bianca con i principali vertici delle compagnie petrolifere, Darren Woods ha spiegato che al momento risulta impossibile investire nel Paese sudamericano. "Stanno facendo i furbi", ha aggiunto il presidente americano, commentando l'atteggiamento dei colossi energetici.

La crisi del chavismo in Venezuela apertasi con la clamorosa cattura del suo leader, Nicolás Maduro, da parte degli Usa, ha avuto profonde ripercussioni non solo tra le numerose celebrità locali della musica latina che vivono al di fuori del Paese, ma anche tra gli artisti di tutta la regione iberoamericana. "Sono con te mio Venezuela, come sempre, da sempre e per sempre", ha scritto su X all'indomani della caduta di Maduro lo spagnolo Miguel Bosé. "Che soffi il vento del cambiamento della restaurazione democratica che Edmundo (González Urrutia) e (Maria) Corina (Machado) devono guidare", ha aggiunto l'artista iberico dimostrando di conoscere a fondo la situazione e manifestando il desiderio che siano i leader dell'opposizione venezuelana a gestire la transizione.  Sulla stessa linea, e sempre dalla Spagna, anche il cantautore Alejandro Sanz afferma che "la voce del Venezuela è quella della sua gente", mentre dal Messico Gloria Trevi manda una preghiera per il Venezuela chiedendo che "accada quel che accada sia per il meglio della sua gente". Da Miami, il celebre cantante venezuelano di musica romantica Ricardo Montaner ha pregato affinché "se ne vadano i cattivi dal Venezuela e regni la pace" nel Paese; mentre il cantante e attore Carlos Baute ha osservato che "sebbene tutti i cambiamenti siano dolorosi" e che "verranno giorni difficili" per il Venezuela, "dopo la tormenta arriva sempre la quiete

Cuba è “pronta a difendere la patria fino all'ultima goccia di sangue” ha scritto su X il presidente cubano Diaz-Canel, aggiungendo che “Cuba è una nazione libera, indipendente e sovrana”. “Nessuno può dirci cosa dobbiamo fare” ha poi detto il presidente cubano Miguel Díaz-Canel rivolgendosi al presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Il presidente americano aveva invitato Cuba a “raggiungere un accordo prima che sia troppo tardi” in quanto ora non potrà più godere di “soldi e petrolio in arrivo dal Venezuela”.

Di fronte alle minacce Usa di un'intervento diretto contro Cuba, il governo di Miguel Díaz-Canel ha risposto con un'esercitazione militare in tutto il territorio dell'isola e affermando che “prepararsi alla difesa è uno sforzo necessario”. Questo infatti il titolo scelto oggi dall'organo ufficiale del Partito Comunista cubano e dell'esecutivo castrista, Granma, per presentare un esteso reportage sugli esercizi militari tenuti sabato in occasione della Giornata Nazionale della Difesa. “Essere sistematicamente ben preparati ed essere disposti a morire se necessario è il miglior segnale che puoi dare a un nemico che ricorre a ogni sorta di trucco nella speranza di sottometterti” afferma la testata. Il reportage descrive quindi in modo dettagliato le diverse esercitazioni organizzate nelle province di Santiago, Matanzas, Sierra Maestra, La Tunas, Cienfuegos e infine Camagüey, dove è stato simulato un attacco all'infrastruttura delle comunicazioni e il bombardamento di una fabbrica di rum.

La leader dell'opposizione venezuelana e Premio Nobel per la Pace Maria Corina Machado ha espresso “profondo rispetto per il valoroso popolo iraniano che sta protestando nelle strade di più di 100 città del Paese, nonostante la brutale repressione che subisce”. Su X Machado ha scritto che “gli iraniani stanno affrontando l'oppressione e per anni sono stati sotto un regime autoritario che si è infiltrato in America Latina per associarsi a sistemi criminali come il chavismo in Venezuela”. Ma “molto presto i popoli dell'Iran e del Venezuela saranno liberi” ha aggiunto esprimendo “tutta la mia solidarietà alle famiglie dei martiri”.

Donald Trump torna a minacciare Cuba. “Per molti anni Cuba - scrive su Thruth - ha vissuto grazie alle ingenti quantità di petrolio e denaro provenienti dal Venezuela. In cambio, Cuba ha fornito ‘servizi di sicurezza’ agli ultimi due dittatori venezuelani, ma ora non più! Il Venezuela ora ha gli Usa, l'esercito più potente del mondo (di gran lunga!), a proteggerlo, e noi lo proteggeremo. Non ci sarà più petrolio o denaro per Cuba - zero! Consiglio vivamente di raggiungere un accordo, prima che sia troppo tardi”.

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