Cagliari, 19 Ago 2024 - Una legge che tuteli e valorizzi la biodiversità delle specie vegetali autoctone della Sardegna: questa la rivoluzionaria proposta di legge presentata in Consiglio Regionale da diversi gruppi consiliari di maggioranza che vede come primi firmatari i Consiglieri del gruppo Alleanza Versi e Sinistra.
"L'opportunità di uno strumento normativo che tuteli e valorizzi la diversità della flora autoctona regionale deriva dalla considerazione generale che dalla biodiversità dipendono i processi fondamentali per il mantenimento degli equilibri naturali, dei servizi ecosistemici e su di essa si basa lo sviluppo sostenibile delle comunità locali e della società in generale" spiega Maria Laura Orrù, capogruppo di AVS.
L'iniziativa, promossa dagli atenei di Cagliari e Sassari e dalla Società Botanica Italiana Sezione Sarda (SBIss), nasce con l'intento di colmare un vuoto legislativo che si protrae da circa 50 anni, ovvero da quando la SBIss presentò la prima proposta di legge al Consiglio regionale.
"Obiettivo ultimo è che la Sardegna si doti di uno strumento legislativo che riconosca la fitodiversità autoctona come patrimonio fondamentale della Regione e che supporti la tutela, la salvaguardia e la valorizzazione in un'ottica di disponibilità e responsabilità collettiva" sottolineano gli estensori della proposta. “La proposta di legge – continuano – è stata sostenuta anche da Anci Sardegna nella scorsa legislatura, ma non riuscì a completare l’iter per la definizione in Consiglio regionale”. Oggi i tempi sono maturi – replicano i gruppi che sostengono la proposta – e lavoreremo perché possa essere calendarizzata al più presto in Commissione ambiente e condivisa dall’intero Consiglio per diventare strumento fondamentale per la nostra regione anche nella lotta al cambiamento climatico.
La PL chiede che la Giunta regionale, su proposta dell'Assessorato Regionale della Difesa dell'Ambiente, predisponga quattro elenchi: 1) specie vegetali autoctone a protezione totale; 2) specie vegetali autoctone soggette a limitazioni nella raccolta; 3) specie autoctone di interesse regionale; 4) habitat naturali e seminaturali d'interesse comunitario, nazionale e regionale. Secondo lo schema di legge gli elenchi andranno aggiornati almeno una volta ogni 5 anni.
"La legge che vogliamo far approvare è consentirebbe alla Regione Sardegna di mettersi al pari delle altre regioni d’Italia che già hanno approvato questo importante strumento normativo - spiega Maria Laura Orrù. La Sardegna, come ci hanno spiegato bene dall’Università di Cagliari e Sassari che ringrazio per il prezioso lavoro svolto, è uno scrigno di biodiversità da proteggere e valorizzare e da sempre un laboratorio privilegiato per la tutela e la salvaguardia dell'ambiente. A 50 anni di distanza dalla prima volta in cui se n'è parlato vogliamo diventare pionieri in questo specifico campo normativo, mettendo le basi per conservare e custodire a lungo le straordinarie meraviglie botaniche della nostra terra". Com











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