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Consiglio Sardegna – Prosecuzione dibattito sulle dichiarazioni programmatiche della presidente della Regione.

Cagliari, 15 Magg 2024 - Il Consiglio regionale ha ripreso nella seduta antimeridiana il dibattito sulle dichiarazioni programmatiche della presidente Todde. Il primo a intervenire è stato l’on. Giuseppe Frau (Uniti) che ha elogiato “l’amore per la Sardegna nelle dichiarazioni programmatiche della presidente” e ha aggiunto: “Abbiamo interi territori senza assistenza sanitaria, liste d’attesa da abbattere, gli operatori socio sanitari che dormono in una tenda e chi si ammala e rinuncia alle cure. Non sarà facile in poco tempo ribaltare questa situazione e serviranno azioni immediate, in Consiglio e nella commissione Sanità”. Sulla notizia dei bilanci 2022 delle sanità sarda non presentati, Frau ha detto: “E’ un segno di una gestione inadeguata che mette a rischio il bilancio della Regione, dobbiamo intervenire subito”.

Per il Pd ha preso la parola la consigliera Carla Fundoni (Pd), neopresidente della commissione Sanità e ha detto rivolta alla presidente Todde: “Nei suoi dieci assi programmatici la sfida è partita dalla Sanità, abbiamo il dovere di lottare perché resti pubblica e perché tutti i sardi si possano curare”.

 Il consigliere Emanuele Cera (FdI) ha parlato della “funzione di controllo che questa assemblea legislativa dovrebbe avere” e ha richiamato la questione agricola: “La revisione delle agenzie agricole non serve se prima non cambia la mentalità di funzionari e dirigenti degli enti strumentali e dell’assessorato”.

Dai banchi di Cinque stelle il consigliere Emanuele Matta ha detto: “Serve una mobilitazione collettiva per superare con visione chiara e coraggio le tante sfide che ci attendono per far crescere la Sardegna”.

Valter Piscedda per il Pd ha ringraziato la presidente Todde “per dichiarazioni programmatiche che considero di alto profilo, frutto di consultazioni e di ascolto reale”. L’oratore si è rivolto all’opposizione affermando che “servirebbe soltanto a mettere benzina sul fuoco, e non è mio intento, farvi presente quanto siete responsabili della situazione che dobbiamo affrontare. Tra tutti, il problema più sentito è quello della Sanità: lo dicevo cinque anni fa e lo dico oggi, è meglio il commissariamento rispetto alla Sanità che abbiamo in Sardegna”.

Apprezzamento per la linea tracciata dalla presidente Todde per i prossimi cinque anni è stata espressa da Giuseppino Canu (Sinistra futura): “Sono sicuro che sarà una grande Presidente”. Il consigliere di maggioranza si è soffermato soprattutto sulla crisi che vive il sistema sanitario regionale e ha criticato i comportamenti di alcuni dirigenti e direttori generali, che negli ultimi cinque anni hanno mortificato i lavoratori della sanità portandoli a decidere di andare in pensione. Tanti i casi citati da Canu: dalla situazione della collega oncologa di Nuoro, alla situazione in cui versa il Microcitemico. Il consigliere si è poi soffermato sull’importanza della sanità territoriale, che va ripensata e aiutata, anche creando micro team, perché ormai i giovani non vogliono più svolgere questa professione per il carico enorme di lavoro e la troppa burocrazia.

“Saremo propositivi e collaborativi, ma senza fare sconti”. Lo ha affermato Alberto Urpi (sardegna al centro 20Venti) evidenziando che questa è una legislatura che sarà segnata da grandi trasformazioni e opportunità, ma può essere anche ricordato come il quinquennio delle mancate occasioni. È il quinquennio, ha continuato, in cui si affronteranno i temi legati al Pnrr, alla sanità territoriale, all’energia e autonomia energetica per la Sardegna, senza dimenticare il lavoro”.

Giuseppe Marco Dessena (Alleanza Verdi e Sinistra) ha evidenziato l’importanza di avere per la prima volta una presidente della Regione donna e ha confermato di aver apprezzato molto le sue dichiarazioni programmatiche e la sua volontà di essere presenta in Aula e di lavorare con collegialità. Dessena ha rivolto anche parole di apprezzamento nei confronti del presidente del Consiglio regionale, Piero Comandini. 

Dessena è stato molto critico sulla situazione in cui versa la sanità e ha detto di condividere la delibera adottata sulle nuove infrastrutture. Favorevole anche a una legge sull’istruzione e sulla formazione professionale “per scrivere l’idea della scuola che vogliamo”, ma anche alla tutela dei lavoratori, spesso ostaggi con paghe troppo basse, e alla valorizzazione della “ricchezza incredibile” rappresentata dai beni culturali materiali e immateriali della Sardegna.

Giuseppe Fasolino (Riformatori sardi) ha voluto riconoscere all’attuale maggioranza che, nella scorsa legislatura, ha sempre trovato interventi di minoranza e non di opposizione, evidenziando che su temi fondamentali per la Sardegna il Consiglio è stato capace di unirsi e “da qui bisogna ripartire”. Il consigliere ha anche espresso parole di apprezzamento sia per il nuovo clima che si respira in Consiglio sia per la guida dell’Aula da parte del presidente Comandini. Fasolino ha evidenziato che in questi cinque anni ci saranno grandi opportunità da cogliere e ha esortato la Presidente e la Giunta, come propose lui nella scorsa legislatura, a smettere di accettare la compensazione dei gap della Sardegna con risorse economiche ma chiedere che il Governo si prenda le responsabilità per fare le opere che mancano come viene fatto nelle altre regioni di Italia.

Per Camilla Soru (Pd) sono tanti i temi importanti per la Sardegna: sanità, transizione energetica, spopolamento, tutela del patrimonio paesaggistico, ma anche “la gioia di vedere una donna sedere dove siede lei Presidente, ma anche la rabbia di vederne così poche dove siedo io”. La consigliera e presidente della Seconda commissione, ha deciso di focalizzare il suo intervento sui temi di cui si occuperà la commissione da lei presieduta, “che secondo me è la più bella”, ha detto. “Mi piace pensare che con i suoi temi, istruzione, cultura, spettacolo, lavoro, formazione professionale, identità linguistiche racchiuda in sé tutta la potenza e la dignità dell’essere umano”. Sono i temi, ha continuato, che parlano del nostro futuro “perché il sapere e la conoscenza ne sono le basi”.

Per Soru ci vuole più attenzione anche alla formazione professionale, che ad oggi non ha una legge dedicata, con un’analisi del fabbisogno della Sardegna. Ricerca e attrattività devono essere le parole chiave per rendere la nostra terra interessante per imprese e lavoratori. Serve poi un focus specifico sulla riduzione del gender gap: rimuovere le barriere che oggi limitano le donne, porre in essere azioni a favore della conciliazione famiglia-lavoro, combattere ogni tipo di violenza e discriminazione. Fondamentale per Soru anche promuovere la valorizzazione della nostra cultura, della lingua sarda, dell’arte, dello spettacolo, e non disperdere il grande lavoro fatto dalla Film Commission. Bisogna, ha concluso Soru, puntare sulle intelligenze, che sono meravigliose e democratiche, e sono distribuite ovunque, anche in Sardegna. "Il più grande motore di sviluppo è la conoscenza".

«Non mi sento all’opposizione ma un consigliere regionale eletto che può dare un contributo», così l’assessore del Turismo della passata legislatura, Gianni Chessa (Misto), ha aperto il suo intervento nel quale ha evidenziato “un generale spirito positivo emerso nel corso del dibattito”. L’esponente della minoranza ha invitato la maggioranza ad essere “accorta” nel parlare di “disastri” rivolgendosi alla passata amministrazione “che ha governato con due anni in meno di tempo a disposizione per effetto della pandemia mondiale”.

Il consigliere Chessa ha quindi ricordato il Covid con riferimento anche al tema ricorrente della sanità, questione irrisolta («nonostante i professori che nel passato sono stati chiamati a governarla») ma che deve essere affrontato con coraggio, con una programmazione di lungo periodo e con un cambio deciso di mentalità («bisogna scardinare il sistema dei baroni e non è obbligatorio portare gente da fuori per risolvere i problemi»). Non sono mancati i riferimenti ad alcune polemiche politiche di attualità, ad incominciare da quella sui nuovi ospedali: «Un’analisi onesta costi-benefici dirà che non è conveniente fare manutenzione e ammodernare le strutture esistenti».

Il consigliere Alessandro Sorgia (Capo gruppo Misto-Lega) ha criticato metodo e modalità delle nomine nello staff della presidente e denunciato maggiori esborsi per collaboratori e segretario generale “rispetto a quelli sostenuti nella precedente legislatura”.

Il consigliere del Pd, Antonio Spano ha definito, il riconoscere le problematiche su sanità, mobilità, valorizzazione, conoscenza e cultura, governo del territorio “come valutazioni condivise” ed ha puntato il dito “sulle responsabilità del centrodestra” riguardo quello che, a giudizio dell’esponente della maggioranza, è stato etichettato come “un arretramento in tutti i settori”. «Le dichiarazioni programmatiche – ha affermato l’esponente della maggioranza - sono ambiziose ed è giusto che lo siano». Spano ha quindi evidenziato lo “spirito di rinnovamento” emerso sia nella campagna elettorale con l’elezione della prima donna alla presidenza che nell’avvio del governo: «E’ solo l’inizio, perché dovremo essere capace di esprimere un nuovo modo di governare e un nuovo rapporto tra Giunta e Consiglio».

Il consigliere Luca Pizzuto (Sinistra Futura) ha svolto in apertura una serie di considerazioni di carattere generale e non ha mancato di riferirsi “alle troppe guerre in corso nel mondo” e ad evidenziarne “problemi e difficoltà” con “una crisi sociale permanente che fa crescere il costo della vita”.

«Dobbiamo avere la forza di costruire un nuovo governo», ha affermato l’esponente della maggioranza, citando in positivo l’esempio del congresso del popolo sardo del 1950 “dove è stata costruita l’idea della autonomia e del piano di rinascita”.

Il consigliere della sinistra ha parlato della necessità di costruire “una nuova identità di sardi nel mondo” ed ha, seppur indirettamente, replicato ai temi polemici emersi nel corso del dibattito. Un libro dei sogni? «La politica serve a trasformare i sogni in realtà». L’assessore Bartolazzi? «Faccia un gol e porti 45 milioni di euro sul Reis».

Nel finale uno sguardo al “suo” Sulcis («servono nuove forme di industrializzazione») ed il ringraziamento al consigliere Gianni Chessa («grazie per aver cancellato il simbolo del sardo-leghsmo»).

Dopo Pizzuto ha preso la parola Franco Mula (Alleanza Sardegna), che ha esordito dicendo: “Sono alla terza legislatura e ho sentito ogni volta dichiarazioni programmatiche piene di buoni intenti. Non consento a nessuno dell'attuale maggioranza di affermare che noi abbiamo fatto spartizione di risorse nella passata legislatura”. Sui problemi del Nuorese e del centro Sardegna ha detto: “Dobbiamo affrontare e risolvere con una legge il problema degli usi civici”.

Per i Progressisti Francesco Agus ha sottolineato che “oggi si può ragionare sui grandi temi senza l’ansia dell’urgenza” e ha evidenziato la necessità per la sanità di “sforzarci per inventare un sistema sardo, impiegando criteri che non sono quelli nazionali ma adattati allo spopolamento della Sardegna e alla distribuzione dei suoi abitanti”.

Ha preso la parola Sandro Porcu (Orizzonte comune) e ha detto: “Deve aprirsi per forza la stagione delle riforme e in particolare quella degli enti locali”. Ha parlato poi dell’ospedale San Marcellino di Muravera, “costretto a dirottare i pazienti verso gli ospedali di Cagliari, che però non sono stati sufficientemente potenziati”.  Un accenno anche al progetto di legge 1, che punta all’istituzione della macro regione europea perché ”l’insularità da limite diventi punto di forza”.

La mattinata è stata conclusa dall’intervento dell’on. Antonello Peru (Sardegna al centro). Per il consigliere “senza investimenti sulle infrastrutture, sull’energia e sui trasporti, i sardi sono condannati al sottosviluppo. Non serve ricercare la colpa per demolire l’avversario, se è vero che state lavorando sulle macerie è anche vero che le macerie arrivano da lontano. Presidente Todde, faccia sollevare l’asticella”. 

I lavori del Consiglio proseguiranno con il medesimo ordine del giorno a partire dalle 15.30. Com

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