Cagliari, 21 Dic 2023 - Il presidente del consiglio regionale della Sardegna Pais durante la discussione ha dato la parola ai capigruppo.
Per i Progressisti, Francesco Agus, ha detto: “Siamo davanti alla scelta di inserire territori della nostra isola nelle aree idonee a ospitare scorie nucleari. E’ un segnale estremamente pesante che una centrale su quattro sia individuata in Sardegna ed è una bugia che i depositi potranno essere realizzati senza il nostro consenso”. Per Agus “se è vero che nessuno tra i Comuni sardi di candiderà a ospitare il deposito è anche vero che a quel punto peseranno altri ragionamenti ostili alla Sardegna, isola che ospita già il 65 per cento delle servitù militari della Sardegna. Altro che compensazioni”.
Dai banchi dei Riformatori sardi Michele Cossa si è chiesto: “Basterà la coesione? Basterà dire di no? E non serve nemmeno fare le vittime e agitare il tema dell’insularità. La Giunta regionale sta facendo tutto quello che serve e noi dobbiamo puntare sulla forza degli argomenti di chi vive in un territorio che ha un’economia fragile e deve puntare tutto sull’ambiente, sulla decarbonizzazione e sull’idrogeno verde. Noi possiamo diventare la Florida dell’Europa”.
Alessandro Solinas (Cinque stelle) ha detto: “Che futuro potrà avere un paese della Sardegna il giorno dopo che sarà installato un deposito di rifiuti nucleari? Il mandato che sta ricevendo oggi la Giunta richiede rispetto e un processo partecipato”.
Per Forza Italia Alessandra Zedda ha ribadito “l’utilità di incontrarci oggi per ribadire l’ennesimo no al deposito. Credo che la Giunta farà di tutto per evitare questa vera catastrofe”.
Fausto Piga per Fratelli d’Italia ha ricordato che “il 7 gennaio 2021 l’Aula aveva approvato un ordine del giorno per dire no. Il nostro pensiero da allora non è cambiato. A oggi nessuna scelta è stata fatta e a oggi siamo ancora in grado di difendere la Sardegna da questo rischio”.
Per la Lega Sardegna l’on. Ignazio Manca ha detto: “Perché per la Sardegna non si usa lo stesso trattamento per il Trentino? Non possiamo danneggiare le generazioni future dei sardi”.
A seguire l’on. Eugenio Lai, per il gruppo Rossoverde: “Basta con la retorica del no, che è ovviamente ribadito anche da noi. Il governo italiano è sempre più impegnato a considerare la Sardegna una colonia e vorrei sapere dal presidente della Sardegna quali posizioni in questi anni ha preso perché ci sia una vertenza della Sardegna con lo Stato”.
A nome del Pd il capogruppo Gianfranco Ganau ha ricordato “il no del referendum alle scorie nucleari e ribadiamo ancora una volta oggi il nostro no dando mandato alla regione per sventare in ogni modo questa scelta del governo italiano, visto che già sulla Sardegna grava il peso di 30 mila ettari di aree destinare a servitù militari e sottratte ai sardi, alla balneazione e al turismo”.
Per il Grande Centro Peru ha rivolto “un plauso sentito agli amministratori locali e sindaci, sempre in prima linea. E un no sentito alle scorie e a chi decide sulla nostra testa. Questa è l’occasione per dire, tutti assieme, che la Sardegna non è figlia di un dio minore e deve essere compensata”.
Per il gruppo Psd’Az Elena Fancello ha spiegato che “la Sardegna non può essere sfruttata come risorsa illimitata per i bisogni dello Stato italiano. Su 51 aree italiane idonee per le scorie 14 sono della Sardegna, che fortuna. Mentre l’Isola si spopola, qualcuno ha in testa di farne un villaggio vacanze sulle coste e una discarica all’interno”.
A conclusione, il presidente della Regione Cristian Solinas, ha esordito dicendo: “La nostra terra, davvero, non può essere considerata una risorsa illimitata e abbiamo già pagato prezzi altissimi in nome del concetto di solidarietà nazionale. Abbiamo già subito il disboscamento, le concessioni minerarie, il sangue della prima guerra mondiale, le servitù militari e quelle industriali. Ora anche quelle delle energie rinnovabili. Abbiamo costituito in questi anni un comitato tecnico che ha prodotto osservazioni contrarie alla costruzione di depositi di scorie nucleari in Sardegna: ci sono ragioni paesaggistiche, ambientale e morfologiche che impediscono la costruzione di un deposito così. Ma in questi siti c’è soprattutto l’identità del nostro popolo e il nostro modo di essere sardi. Per questo non ci sono compensazioni, il nostro riferimento è il no di Pratobello del 69 e lo ribadiamo oggi, sotto il profilo politico e giuridico, per impugnare ogni atto di questa procedura”.
Al termine il presidente della Regione sarda ha chiesto di condividere un documento politico con tutti gli enti locali sardi e i sindacati, prima dell’approvazione del Consiglio regionale.
Il presidente del Consiglio, Michele Pais, si è detto favorevole alla proposta e ha rivolto a tutti i sardi gli auguri per le feste natalizie e il nuovo anno. Com











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