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Gender e Lgbtiq: il parlamento di Bruxelles condanna con una maggioranza assoluta l’Italia diventata come la Polonia e Ungheria che stanno riportando indietro le lancette del progresso di decenni.

Bruxelles, 20 Apr 2023 - Come siamo caduti in basso, dopo l’insediamento del governo della camicetta nera in Italia, sui diritti individuali. Posti al fianco delle nazioni europee dell’est ma per fortuna, per ora sono solo due, la Polonia e l’Ungheria ed ora anche l’Italia che fa loro compagnia nella retorica contro i diritti gender e Lgbtiq.

Lo ha denunciato il Parlamento europeo in una risoluzione sulla «Depenalizzazione universale dell’omosessualità, alla luce dei recenti sviluppi in Uganda» approvata giovedì dalla plenaria riunita a Strasburgo.

Infatti l’emendamento 19 presentato dai Verdi e dalla Sinistra, che è stato approvato, “esprime preoccupazione per gli attuali movimenti retorici anti-diritti, anti-gender e anti-Lgbtiq a livello globale, alimentati da alcuni leader politici e religiosi in tutto il mondo, anche nell’Ue” e “condanna fermamente la diffusione di tale retorica da parte di alcuni influenti leader politici e governi nell’Ue, come nel caso di Ungheria, Polonia e Italia”.

La risoluzione, presentata da popolari, socialisti, liberali, Verdi e Sinistra e stata adottata con 416 voti a favore, 62 contrari e 36 astenuti. L’emendamento è stato approvato con 282 voti a favore, 235 contrari e 10 astenuti.

Infatti, secondo la maggioranza assoluta del Parlamento europeo i movimenti che non riconoscono i diritti delle persone Lgbtiq “ostacolano drammaticamente gli sforzi per raggiungere la depenalizzazione universale dell’omosessualità e dell’identità transgender” perché “legittimano la retorica che afferma che le persone Lgbtiq sono un’ideologia piuttosto che esseri umani”.

Nella risoluzione gli eurodeputati denunciano il disegno di legge anti-Lgbtiq dell’Uganda, che propone la pena di morte, l’ergastolo o fino a 20 anni di carcere per i reati di “omosessualità” o la sua “promozione”, e chiedono la depenalizzazione universale dell’omosessualità e dell’identità transgender.

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