Roma, 19 Apr 2023 - Elly Schlein attacca il governo su tutti i fronti, criticandolo per le politiche messe in campo su più versanti, dai migranti al Pnrr, dal lavoro alle ricorrenze civili ormai prossime, dal 25 aprile al Primo maggio, durante la sua prima conferenza stampa dal Nazareno, sede del partito.
“In questi giorni succederanno alcune cose. Ci sarà la discussione di una mozione sulla Resistenza al Senato. Si terrà la nostra direzione nazionale domani alle 15. Abbiamo convocato la segreteria a Riano, un modo per dare omaggio a un grande italiano, Giacomo Matteotti, ucciso dai fascisti e ritrovato a Riano nel 1924”, annuncia la segretaria del Partito democratico (Riano, Comune alle porte di Roma, è infatti noto perché lì fu ritrovato nel 1924 il corpo di Giacomo Matteotti, deputato socialista rapito e assassinato da sicari fascisti). Schlein anticipa anche che festeggerà la Festa della Liberazione a Milano, definendola “una celebrazione particolarmente importante e sentita”.
“Abbiamo avviato l'iter del disegno di legge sulla Memoria, a prima firma di Liliana Segre”, prosegue poi la segretaria dem, che aggiunge di aver sentito parole molto significative da parte di Sergio Mattarella.
Poi la leader del Pd aggiunge: “Ci chiediamo quale sia la visione di Paese di questa destra, perché gli elementi raccolti in questi primi sette mesi sono preoccupanti”. E li elenca, punto per punto. Sul Pnrr, “una sfida che riguarda l'intero Paese”, Elly Schlein ricorda che “non possiamo mancare questo appuntamento. Non possiamo rischiare con i ritardi di non ricevere risorse fondamentali per il nostro Paese. Noi viglieremo a fondo sulle percentuali da destinare alla transizione ecologica e la coesione territoriale. Soprattutto su quella parte che vuole destinare gli investimenti al sud. Siamo preoccupati perché tifiamo per l'Italia e vogliamo che si raggiungano questi obiettivi. Abbiamo già chiesto al ministro Fitto di venire a riferire in Aula, lo aspettiamo. Abbiamo l'impressione che si siano persi mesi”.
La segretaria del Pd prosegue: “Abbiamo chiesto al governo di chiarire qual è lo stato di attuazione del Piano e quali sono le modifiche su cui non c'è ancora chiarezza. Credo che dal Pnrr passi la credibilità del nostro Paese e la compattezza dell'Unione europea” ha scandito la segretaria dem, facendo presente che “non regge, dopo mesi di governo, puntare il dito sui governi precedenti. Siamo davanti ai campioni mondiali di scaricabarile e fare dell'Ue un capro espiatorio. Continueremo a insistere e a chiedere che intenzioni ha il governo” attacca ancora la leader del Nazareno.
Annunciando di essere pronta, come partito, a “sederci intorno a un tavolo. Sul PNRR abbiamo un atteggiamento di stimolo e collaborazione”, Schlein anticipa che “vigileremo sul 40% del Pnrr da destinare al Sud e sulla parte che riguarda l'occupazione femminile. Gli enti locali riscontrano grandi difficoltà perché non hanno risorse sufficienti. Siamo preoccupati perchè tifiamo per l'Italia e vogliamo che si raggiungano questi obiettivi”.
“Faccio fatica a chiamare il decreto in discussione al Senato ‘decreto Cutro’, per la tragedia che è avvenuta. Questo decreto cerca di portare l'Ungheria in Italia. Cerca di smantellare l'unico modello di accoglienza che è in grado di garantire sicurezza sociale” incalza la segretaria del Partito democratico, aggiungendo: “Continueremo a batterci contro l'abolizione della protezione speciale. Spero che Meloni si sia accorta di aver detto una bugia. Perché la protezione esiste in 18 Paesi e l'Italia non è l'unico. Continueremo a spingere sull'accoglienza diffusa. Anche in sede europea, la destra pone le domande in modo sbagliato e contraddittorio. Mentre si discutono pacchetti al Parlamento europeo, pare che i gruppi dei conservatori e quelli di Salvini stiano mettendo in discussione quei pur timidissimi sostegni all'Italia” attacca ancora Schlein.
In generale, la leader dem liquida l’atteggiamento della maggioranza come confuso e disumano: “Sono abbastanza bravi da soli a spaccarsi tra di loro. Quando emergono degli elementi di differenza nella maggioranza si instaura una competizione al ribasso sulle risposte più disumane. Mi sembrano che corrano tutti verso posizioni più estreme e più ideologiche”.











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