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Respinta la mozione 640 (Ganau e più) di sfiducia al Presidente della Regione, in base all’articolo 118 del regolamento del Consiglio regionale. Il Consiglio si riunirà martedì prossimo, 4 aprile, alle 16.

Cagliari, 29 Mar 2023 - La seduta di ieri sera, del consiglio reginale della Sardegna è stata aperta dal presidente Michele Pais. All’ordine del giorno del Consiglio il dibattito sull’autonomia differenziata, con particolare riferimento alla mozione n.640 (Ganau e più), di sfiducia nei confronti del presidente della Regione.

Prendendo la parola sull’ordine dei lavori Desirè Manca, del M5S, ha annunciato la presentazione di una mozione di sfiducia nei confronti dell’assessore della Sanità Carlo Doria per le dichiarazioni rilasciate ed i comportamenti tenuti nei confronti delle forze di opposizione in Consiglio regionale.

Il presidente ha poi comunicato che occorre completare la composizione dell’ufficio di presidenza del Consiglio con l’elezione dei nuovi rappresentanti dei gruppi dei Progressisti e del Movimento 5 Stelle. Si è quindi proceduto allo scrutinio che si è concluso con l’elezione dei consiglieri Gianfranco Satta (Progressisti) con 22 voti e Michele Ciusa (M5S) con 24: 18 gli astenuti.

Il Consiglio è poi passato alla discussione della mozione n.640, illustrata dal primo firmatario Gianfranco Ganau.

Nella sua relazione, il capogruppo del Pd, a nome di tutta la minoranza, ha parlato di “un atto estremo” che però è ampiamente giustificato per l’esclusione del Consiglio regionale da decisioni di valore strategico per la Sardegna, una esclusione peraltro iniziata con il Pnrr, i trasporti e l’energia, e proseguita il 2 marzo, con il parere favorevole espresso dall’assessore Doria sul disegno di legge sull’autonomia differenziata. A parte il tentativo dello stesso Doria di derubricare lo stesso voto, ha aggiunto Ganau, contano le questioni di merito: a fronte di quel parere, mancava ogni riferimento all’insularità, non è vero che c’era invarianza dei trasferimenti perché la Sardegna è fortemente squilibrata sul piano delle infrastrutture ed i costi dell’insularità sono di 9 miliardi l’anno (una intera finanziaria regionale, 5000 euro per ogni sardo).

Aprendo la discussione Maria Laura Orru (Alleanza Europa Verde) ha ribadito le dure critiche all’operato della Giunta, perché la Sardegna sta perdendo tanto in termini strategici ed in settori di grande importanza, dando verso un “vicolo cieco”. La Orrù si è poi soffermata, in modo specifico sulla sanità, al centro di una emergenza gravissima senza provvedimenti capaci di invertire la rotta, ma solo rattoppata da alcune strutture fisiche di prossimità, sull’energia con la sfida mancata della transizione ecologica, attraverso scelte parziali che hanno portato all’individuazione di alcune zone non idonee per gli impianti senza dire quali erano quelle idonee lasciando sole le comunità locali.

Domenico Gallus (Psd’Az), ha affermato che l’argomento in discussione necessiterebbe di “alte riflessioni” piuttosto che la solita strumentalizzazione della minoranza, anche perché non è mai svilito il ruolo del Consiglio anche perché il disegno di legge sull’autonomia differenziata non lo prevede. Nel testo, peraltro, secondo Gallus non c’è alcun depotenziamento dell’autonomia speciale, ma anzi va colta l’occasione per ridiscutere e finalmente avviare un grande processo di riforma, puntando molto sul riconoscimento dell’insularità, già formalizzato. I fatti sono questi, ha riepilogato il consigliere sardista, ed è proprio rispetto a questi fatti che la minoranza mostra di avere la memoria corta, dimenticando che il centro sinistra hanno accettato tutto in cambio di una miseria. Dopo Gallus ha preso la parola Michele Ciusa (Cinque stelle) che ha detto: “La legislatura è già finita, altro che un anno. Tra poco decreteremo chiusa questa stagione politica, tra le peggiori di sempre, con il voto di fiducia. Presidente, la stanno scaricando tutti e oggi chi ha manifestato queste insofferenze può porre fine a queste sofferenze con coerenza, sfiduciando il presidente.

A seguire per i Progressisti Gianfranco Satta ha preso la parola parlando di “una giornata importante per la nostra democrazia. Questa assemblea è il cuore della Sardegna ed è nostro dovere consentire a ogni voce di contribuire al dibattito.

Per il gruppo Pd ha preso la parola anche Salvatore Corrias, secondo cui “lo Statuto rischia di essere calpestato a seguito dell’approvazione da parte del Consiglio dei ministri del disegno di legge sull’autonomia differenziata”. Per Corrias “il Parlamento dei sardi non è stato sentito ed è costretto per questo a muovere la sfiducia verso il presidente della Sardegna. In questo regionalismo delle disuguaglianze che si profilano si parla di risorse finanziarie delle Regioni: come si fa a votarlo?

Li Gioi (Cinque stelle) ha esordito citando un tratto “delle dichiarazioni del presidente sardo dopo la notizia della nostra mozione di sfiducia. Oggi è un punto di non ritorno e segna il suo sprezzante modo di gestire il potere. Lei si definisce paladino di una resistenza culturale con una sfrontatezza unica, tutta sua, quella di chi è nato con il pelo sullo stomaco”.

Sempre dai banchi dell’opposizione l’on. Roberto Deriu (Pd), che ha esordito citando Amintore Fanfani: “Non può togliere la fiducia chi non l’hai data, come noi. Noi oggi proponiamo la sfiducia perché riteniamo che i sardi non abbiamo più fiducia in voi e siamo avviliti nel dover ricorrere a un mezzo del genere. Siamo consapevoli della sproporzione dei numeri in quest’Aula e non siamo stati divisi nel momento più duro quello della pandemia Covid durante la quale abbiamo delegato in bianco la gestione del soccorso sanitario e approvato a occhi chiusi manovre finanziarie”.

 Per il Pd ha preso la parola anche l’on. Rossella Pinna, che ha detto: “Non è un’occasione lieta votare la sfiducia, sappiamo che non abbiamo la possibilità di portare a casa il risultato”. L’oratrice ha citato alcuni passaggi delle dichiarazioni programmatiche del capo della Giunta e un passaggio di una lettera di Michelangelo Pira a Titino Melis e ha chiuso così: “Voterò sì alla sfiducia e sono convinta che per i sardi non siete né santi né eroi”.

La maggioranza ha preso la parola con Tedde (Forza Italia): “In quest’Aula è entrato in scena un copione dei fratelli Vanzina e non dovrebbe accadere. Mi ero preparato sulla mozione di sfiducia che parla di procedimenti amministrativi, di atteggiamento incauto, sul quale siamo d’accordo anche noi, rispetto al disegno di legge dell’autonomia differenziata. E invece oggi voi parlate d’altro”.

Di nuovo l’opposizione, con Massimo Zedda (Progressisti): “Abbiamo presentato una richiesta di discussione a fronte di un testo che avrebbe potuto determinare una serie di problematiche. Abbiamo chiesto un confronto in Aula su questo, che mai è avvenuto. Non c’è stato ma nemmeno Calderoli riuscirà a superare con la sua riforma i limiti imposti, per fortuna, dalla Costituzione e dall’Unione europea. Cade la vostra pia illusione che con una legge ordinaria il giorno dopo si potrà fare tutto quel che si vuole”.

Dai banchi dell’Alleanza Rosso -  Verdi Daniele Cocco ha ricordato “agli amici della maggioranza” di aver “definito iniquo il disegno di legge sull’autonomia differenziata” e ha aggiunto: “Vorremmo risposte sulla Sanità che non funziona, vorremmo parlare dei sardi che non riescono a mettere insieme il pranzo con la cena. Ma questa legislatura mai iniziata è meglio che finisca oggi”.

A favore della mozione di sfiducia si è espressa anche la consigliera del Movimento Cinque Stelle Desirè Manca: «Finalmente Solinas si presenta in Aula dopo una lunga assenza – ha esordito la rappresentante del M5S – in questi anni ha avuto il coraggio di presentare la riforma della rete ospedaliera durante la pandemia, ha aumentato il numero dei componenti del suo staff, è riuscito a sistemare le persone che conosce come l’ultimo nominato: l’assessore alla Sanità».

La consigliera di Forza Italia ed ex assessore al Lavoro Alessandra Zedda, in apertura del suo intervento, ha replicato al consigliere Li Gioi: «Forza Italia, contrariamente a quanto sostiene il collega, esiste e non ha cambiato nome – ha detto Zedda – facciamo parte di questa maggioranza in modo costruttivo e quando serve non rinunciamo a dire la nostra». Zedda ha poi rivolto l’attenzione al tema dell’autonomia differenziata: «Avremmo gradito un maggiore coinvolgimento da parte del presidente della Regione – ha detto l’esponente di Fi – lo abbiamo detto e lo ribadiamo. Non ci accontentiamo dell’inserimento del principio di insularità nel disegno di legge del ministro Calderoli.

Critico l’intervento di Giuseppe Meloni (Pd) che, rivolto alla collega Alessandra Zedda ha detto: «Meglio tardi che mai, almeno una voce della maggioranza esce fuori dal coro – ha detto Meloni – capiamo che sia imbarazzante anche per voi continuare a difendere questa Giunta e questo presidente della Regione. Certe questioni, però, andavano affrontate prima, anche quando la collega Zedda faceva parte della Giunta».

A favore della mozione si è pronunciato il consigliere Antonio Piu (Alleanza Europa Verde-Sinistra-Possibile-Art1: «Perché la Sardegna dovrebbe essere ancora considerata una Regione a Statuto Speciale? Quando passerà il Dl sull’autonomia differenziata saremo parificati a tutte le altre Regioni – ha affermato Piu – questa riforma non è stata minimamente discussa. Non c’è stato nessun tavolo di confronto tra le forze politiche. Mi aspetto che oggi il Governatore spieghi perché convenga oggi alla Sardegna dire sì all’autonomia differenziata».

Per Piero Comandini (Pd): «Si è persa l’ennesima occasione per fare una discussione serena e collegiale alla quale le opposizioni avrebbero potuto partecipare e dare un contributo. L’autonomia è un tema che ci unisce: il regionalismo differenziato lo abbiamo fatto noi con la modifica dell’articolo 116 della Costituzione. Allora c’era una forza politica come la Lega che ne fece un cavallo di battaglia presentando un referendum che prevedeva l’indipendenza della Padania.

Il capogruppo dei Progressisti Francesco Agus ha annunciato un sostegno convinto alla mozione: «Non ho mai avuto fiducia nel presidente, sin dal momento in cui si presentò in Aula con mezza Giunta – ha detto Agus – per non parlare del seguito: finanziaria presentata in notevole ritardo, mancanza di un piano di sviluppo etc. La cosa che non ho mai capito, però, è che un presidente che ha fatto il consigliere regionale mostri disprezzo nei confronti del Consiglio. Un disprezzo fine a se stesso che non ha senso: quest’Aula è il luogo dove il presidente ha il consenso più elevato.

Per Michele Cossa, in rappresentanza dei Riformatori, la discussione va riportata nella sua giusta dimensione: «Il Dl Calderoli è un provvedimento di procedura, non c’è una riga di merito. Il succo sta tutto nel comma 3 dell’articolo 116 della Costituzione introdotto oltre vent’anni fa. Se il delitto è stato perpetrato, non lo si è fatto ora ma nel 2001. Il dibattito sull’autonomia differenziata va fatto ma non riguarda il Dl Calderoli che sta dando attuazione a una riforma dello Stato». Secondo Cossa, in ogni caso, il tema dell’autonomia differenziata merita attenzione: «Ha fatto bene la Regione a dare parere favorevole? Probabilmente no perché nel Dl ci sono tanti elementi di debolezza e tante cose da dire. Ma stiamo parlando di un fatto talmente grave da giustificare una mozione di fiducia? Secondo me no, ascoltando l’opposizione ne sono ancora più convinto”.

Giudizio negativo sull’azione della Giunta da parte del capogruppo del M5S Alessandro Solinas: «Questa Giunta ha curato il proprio orticello e non l’interesse della Sardegna – ha detto Solinas – si è preoccupata solo di creare posti di potere, di riformare la sanità avviandola verso la privatizzazione che creerà un vuoto di risorse umane ed economiche. Non vi siete preoccupati di trasporti, la vostra produzione legislativa è scadente come dimostrano le tante impugnazioni. Voi l’autonomia la temete altrimenti non la svendereste per un pugno di mosche solo per soddisfare il sogno secessionista di un partito moribondo».

In difesa del presidente è intervenuto il capogruppo dell’Udc Gianfilippo Sechi: «L’iter della legge è lungo, prevede ulteriori passaggi nella Conferenza Stato-Regioni – ha detto Sechi – ci sono novità sostanziali per la Sardegna con l’inserimento del principio di insularità. Già questo dimostra quanto sia ancora possibile incidere sul testo. La Regione ha già avuto modo di vedere accolta le sue richieste. Non c’è motivo per questo di discutere una mozione di fiducia. Capisco che le elezioni si avvicinano.

Angelo Cocciu (capogruppo FI) ha evidenziato che le critiche al presidente e alla Giunta arrivano da chi è stato battuto in maniera netta nelle elezioni del 2019. Ha ricordato che il piano casa è stato bocciato dai 5 stelle e ha esortato l’opposizione ad andare a guardare gli atti di chi ha scelto le sorti del piano casa della Sardegna. Sul tema dell’agricoltura, in particolare sul prezzo del latte, ha evidenziato le differenze di prezzo di oggi rispetto alla scorsa legislatura.

Fausto Piga (capogruppo di FdI), annunciando anche lui il voto contrario, ha sottolineato che la mozione dell’opposizione è da rispettare, perché è un atto politico. Ma ha aggiunto che se l’intento dell’opposizione era quello di mettere in difficoltà la maggioranza sul tema dell’autonomia differenziata non c’è riuscita. Per Piga il divario tra nord e sud esiste già, e se oggi la Sardegna ha problemi nel settore dei trasporti, energia e infrastrutture non è colpa dell’autonomia differenziata.

Michele Ennas (capogruppo della Lega) ha giudicato la mozione pretestuosa, sia nella forma sia nella sostanza. Per l’esponente della maggioranza si sta ancora parlando del parere espresso in sede di Conferenza Stato-Regioni, che è stato con i fatti ampiamente superato. Ennas ha sottolineato il ruolo fondamentale del Consiglio regionale e del presidente del Consiglio regionale nell’inserimento del principio di insularità nel testo del DDL. Una richiesta che ha trovato pieno accoglimento da parte del Governo.

Giovanni Satta (vice capogruppo Psd’Az) ha affermato di aver sentito solo molta retorica e ha sottolineato che il voto favorevole della Sardegna alla Conferenza Stato-Regioni è stato un voto politico. Le uniche regioni che hanno votato contro erano governate dal centrosinistra. Satta ha sottolineato che è un iter ancora all’inizio. Sul Piano casa, ha aggiunto poi, “sia quello che volete voi sia quello che vogliamo noi non si può realizzare perché c’è il Ppr e perché il Governo non ci consente il confronto sul Ppr”. Sulla sanità ha ricordato l’accordo che ha trasferito le spese in capo alla Sardegna. E sui rapporti tra Presidente della Regione e Consiglio e, in particolare, “sull’umiliazione del Consiglio” ha aggiunto: “Non me ne vogliano il presidente Solinas, Ugo Cappellacci e Francesco Pigliaru”, ma, “purtroppo è frutto della legge elettorale che consente al Presidente di fare alcune cose senza il coinvolgimento del Consiglio”.

Eugenio Lai (capogruppo Alleanza Europa Verde – Sinistra – Possibile – Art.1) ha affermato a nome del Gruppo di Alleanza rossoverde “voterà la piena sfiducia a una delle peggiori Giunte che la regione Sardegna abbia mai avuto”. La mozione di sfiducia è la sommatoria di un giudizio generale complessivo negativo che hanno la minoranza e i cittadini “su lavoro che avete portato avanti in questi quattro anni”. E ha aggiunto che è inutile che la maggioranza continui ad accusare la precedente Giunta. Sull’autonomia differenziata, Lai ha aggiunto che il presidente Solinas e l’assessore Doria si sarebbero dovuti presentare in Aula e coinvolgere il Consiglio e le parti sociali. Per Lai c’è stata una delegittimazione del Consiglio regionale.

Il presidente Pais ha dato la parola al presidente della Regione Christian Solinas che ha sottolineato la portata strumentale del dibattito in Aula. Per Solinas “c’è il tentativo di usare il tema dell’autonomia differenziata come grimaldello per cercare di forzare la mano rispetto a processi, piuttosto fisiologici, di riposizionamento naturale di consiglieri regionali, di forze politiche e di assetti di governo”.  E ha aggiunto di uscire da questo dibattito con sentimenti contrastanti: “Da un lato rinfrancato sul fatto che questa formula di governo governerà per i prossimi 15 anni, perché si trova davanti un’opposizione senza verità e senza progetto”.

Solinas si è lamentato “del decadimento e del degrado del rispetto istituzionale che ho registrato oggi. Nemmeno nella stagioni più buie della storia autonomistica, gli scontri avvenuti in maniera aspra hanno mai investito le istituzione autonomistiche con una personalizzazione degli attacchi senza precedenti, che oramai fanno parte di una sintassi consolidata di alcune forze politiche”. Per il presidente della Regione non si possono affrontare temi seri con filastrocche, che citino tra l’altro persone al di fuori di quest’aula che hanno o hanno avuto ruoli istituzionali e ai quali è dovuto il rispetto. Il presidente ha ricordato, inoltre, che il parere reso in sede di Conferenza Stato-Regioni è di competenza del presidente della Regione.

Solinas ha ricordato di aver portato alla Sardegna risorse maggiori a vantaggio dei sardi: 1 miliardo e 600 milioni in investimenti per opere, 380 milioni in meno di accantonamenti all’anno e 100 milioni di anticipazioni rispetto ai maggiori costi dell’insularità. Risorse che hanno consentito di approvare le leggi omnibus che hanno coinvolto tutti i consiglieri. “E quindi se il presidente non era in quest’aula – ha detto – era a sottoscrivere gli accordi nell’interesse della Sardegna per aumentare le entrate di quest’Isola”.

Sull’ordine dei lavori è intervenuto Daniele Cocco (Alleanza Europa Verde – Sinistra – Possibile – Art.1) per esprime solidarietà al sindaco di Bultei, Daniele Acca, vittima di minacce e intimidazioni. Cocco ha chiesto chiarezza sulle assunzioni di Forestas. Il presidente Pais ha espresso la solidarietà di tutto il Consiglio regionale al sindaco di Bultei, auspicando se si metta fine a questi gravi atti intimidatori contro gli amministratori locali.

Gianfranco Ganau (Pd) ha specificato di non essere contro l’autonomia differenziata, ma contro questo provvedimento e ha ribadito che sia fondamentale definire i lep e i costi standard, che sono differenti tra regioni, e introdurre un piano di perequazione. L’insularità, ha detto, non è la soluzione di tutti i mali e credo che sia a rischio la nostra specialità. Per Ganau il presidente Solinas non riconosce il ruolo del Consiglio. Credo che siamo di fronte al peggiore governo regionale dell’autonomia, ha concluso.

Giovanni Satta (Psd’Az) ha chiesto cinque minuti di sospensione.

Alla ripresa dei lavori è intervenuto per dichiarazione di voto Francesco Agus (Progressisti) che ha espresso voto favorevole ricordando che la spesa della regione è ferma e così anche le opere pubbliche. Contrario Stefano Tunis (Misto), che ha esortato l’Aula a non mettere sullo stesso piano l’autonomia differenziata e l’autonomia speciale della Sardegna perché stiamo parlando di leggi di rango diverso e ha affermato l’importanza di affidare il compito di lavorare per l’attuazione del principio di insularità alla delegazione parlamentare sarda. Favorevole alla mozione, Massimo Zedda che ha criticato il discorso del presidente Solinas e definendo molti passi dell’intervento “pocchezze”.  Favorevoli anche Giuseppe Meloni, Salvatore Corrias e Piero Comandini (Pd), che hanno sottolineato come il problema non sia nel contenuto del disegno di legge, ma il metodo utilizzato che ha svilito il Consiglio. Comandini ha sottolineato che la maggioranza non è riuscita a risolvere i problemi della Sardegna e che l’Isola ha la peggior maggioranza e il peggior presidente della storia della Sardegna. Favorevole anche Laura Caddeo (Alleanza Europa Verde – Sinistra – Possibile – Art.1), che ha parlato di “interruzione di un processo democratico”.

Voto contrario ha annunciato Michele Cossa (Riformatori): «Questa discussione ha deviato rispetto all’oggetto della mozione. Meglio avrebbe fatto l’opposizione a presentare una mozione di sfiducia sull’intero operato della Giunta. La discussione sull’autonomia differenziata è solo all’inizio, non c’è niente di deciso, il provvedimento deve essere ancora discusso ed esitato dal Parlamento».

Desirè Manca (M5S) ha ribadito il suo giudizio negativo sull’azione della Giunta: «Sentire il presidente Solinas dire che siamo la peggior opposizione della storia dell’autonomia è per noi un onore».

Il capogruppo della Lega Michele Ennas ha ribadito il voto contrario alla mozione di sfiducia: «L’autonomia differenziata non è nulla di catastrofico – ha detto Ennas – si sta cercando di strumentalizzare l’argomento».

Roberto Li Gioi (M5S), chiamato in causa a più riprese per il contenuto del suo intervento, ha replicato: «Difendo con fierezza ciò che ho detto e confermo il mio voto favorevole alla mozione di sfiducia» per il

Il capogruppo dei Cinque Stelle Alessandro Solinas ha annunciato il voto a favore del suo gruppo: «La calma serafica del Presidente Solinas è stata oggi turbata dagli interventi della minoranza, ciò dimostra che è allergico al confronto non solo con le opposizioni ma con la sua stessa maggioranza».

Marco Tedde (Forza Italia) ha criticato l’azione della minoranza: «Non so se questa è la peggiore opposizione della storia autonomistica – ha detto Tedde – di sicuro oggi ha avuto uno scivolone: è riuscita a compattare la maggioranza. La verità è che la mozione proposta, se fossimo in un aula giudiziaria, sarebbe giudicata inammissibile».

Diverso il giudizio di Maria Laura Orrù (Alleanza Europa Verde – Sinistra-Possibile Art1): «Noi avremmo pure sbagliato ma voi non avete governato l’Isola – ha detto Orrù – il presidente Solinas oggi ha dimostrato di non avere una visione strategica».

Gianfranco Ganau ha concluso le dichiarazioni di voto annunciando quello a favore della mozione del Partito democratico: «Il presidente Solinas ha difeso il voto al disegno di legge sull’Autonomia differenziata anche quando non era stato ancora inserito il principio di insularità. Questo ci basta, abbiamo raggiunto il nostro obiettivo».

L’Aula è quindi passata alla votazione della mozione, per appello nominale, che è stata respinta con 36 voti contrari, 21 favore e uno contrari.

Per fatto personale è intervenuto il consigliere Franco Stara: «Il consigliere Li Gioi è andato in confusione ha parlato di taxi, di Italia Morta, di Azione e dell’ex senatore Cucca – ha detto Stara – dovrebbe sciacquarsi la bocca. Non è modo di condurre un dibattito, io non ho mai attaccato nessuno. Non si possono sentire questi discorsi in quest’Aula».

Il presidente Pais ha quindi dichiarato chiusa la seduta. Prossima riunione il 4 aprile alle 16. All’ordine del giorno il DL 375 “Ratifica dell’intesa tra le regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano per l’istituzionalizzazione della Conferenza delle regioni e delle province autonome”. Com

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