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L’era del governo di destra-destra con Salvini e Meloni riempie l’Italia di migranti. Allarme per gli sbarchi futuri: “Il sistema non reggerà”.

Cutro (Crotone), 12 Mar 2023 - Sono ripresi i contatti con il barcone che, da 24 ore, si trova bloccato al largo della Libia a causa del mare grosso. A bordo, 47 persone che la ong Alarm Phone dichiara “esauste”.

Poche ore prima del nuovo tweet l'organizzazione non governativa aveva dichiarato: "Abbiamo perso i contatti con le 47 persone più di 2 ore fa e siamo molto preoccupati! La cosiddetta guardia costiera libica ci ha detto che le autorità italiane avrebbero coordinato i soccorsi ma non danno alcuna informazione. Le persone devono essere salvate e portate in salvo in Europa ora!".

Ma è allarme anche per gli sbarchi futuri: con l'arrivo della primavera e le acque più facilmente navigabili, il timore è che il sistema di accoglienza non regga l'urto degli arrivi. 

Lo scenario che si prefigura, secondo fonti di Governo, è quello di una ondata di 900mila migranti provenienti in pochi mesi dalla Tunisia. 

Le parole dette ieri a Catania dal ministro delle politiche del Mare, Nello Musumeci, prefigurano una situazione potenzialmente ingestibile: "Non sapete quello che accadrà tra qualche mese, non avete idea. In questa terra di Sicilia sappiamo tutti quello che abbiamo dovuto fare con lo sbarco illegale dei migranti. O l'Europa si rende conto che siamo arrivati al punto zero o saremo costretti a piangere ancora altri morti perché nei Paesi di partenza non si dice che fine fanno i loro connazionali. La gente è convinta che pagando i mafiosi e salendo sulle zattere potrà  raggiungere l'Eldorado. E non è così". 

Allarme anche dagli analisti e dagli apparati di sicurezza italiani. Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, nei campi di detenzione in Libia, ma non solo, ci sono 685 mila migranti irregolari pronti a partire per sbarcare sulle coste italiane. 

Il dato viene sottolineato dai rapporti settimanali sull'immigrazione che vengono mandati al governo italiano. La stessa cifra circolerebbe nei tavoli interministeriali che sono chiamati a occuparsi di questo tema. "Per capire la dimensione dell'allarme - scrive il quotidiano - basta ricordare che in tutto il 2022 gli arrivi erano stati 'appena' 104mila. È vero che l'anno scorso, specie nei primi mesi, i flussi erano ancora frenati dalla pandemia. Ma resta il fatto che solo la cifra sui possibili arrivi dalla Libia è quasi sette volte superiore.    

La dimensione del fenomeno farebbe inoltre scattare l'allarme trafficanti: "È chiaro che la maggior parte di quelle persone finirebbe per mettere il proprio destino nelle mani delle organizzazioni dei trafficanti e quindi degli scafisti".

Date queste premesse, appare ancora più chiaro il pressing di Giorgia Meloni sull'Unione europea affinché affronti la questione migratoria con urgenza. Se non arrivano a breve i finanziamenti promessi (1,9 miliardi di dollari dal Fmi, 500 milioni di euro dalla Ue, e quelli di vari Paesi, fra cui 110 milioni dall'Italia), la situazione è destinata a esplodere e il timore dell'esecutivo è accompagnato dall'auspicio che l'Europa rinforzi il pattugliamento nel Mediterraneo (oltre alla rotta centrale e quella turca preoccupa anche quella libanese) e dia maggiore attenzione agli hotspot in Africa e Medio Oriente.    

Ecco perché è "ancora più improcrastinabile l'attuazione di quanto deciso al Consiglio europeo di febbraio" e vanno utilizzate "tutte le politiche e gli strumenti necessari da parte dell'Ue", come ha sottolineato Palazzo Chigi esprimendo "sentito apprezzamento" per le parole del presidente del Consiglio Ue, Charles Michel, nella lettera alla premier dopo la tragedia di Cutro. 

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