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Migranti, passerella a Cutro per lavarsi la coscienza dei componenti del Consiglio dei ministri. Approvato il decreto migranti che prevede pene fino a 30 anni per gli scafisti.

Cutro, 10 Mar 2023 – Via libera all'unanimità, dal Consiglio dei ministri riunito a Cutro, al decreto contenente la stretta sugli scafisti e nuove norme sul flussi migratori. E' saltata, secondo quanto si apprende da diverse fonti, la norma comparsa nelle prime bozze del decreto migranti che puntava a rafforzare la sorveglianza marittima, con un ruolo di primo piano della marina militare. La misura era stata proposta e discussa durante il preconsiglio ma, secondo quanto viene riferito, il Cdm ha deciso di cassare la norma.

"La segnalazione di Frontex dell'imbarcazione che si avvicinava alle coste italiane è delle 22.36 di sabato, il naufragio c'è stato quasi all'alba di domenica: è un caso molto particolare quello di Cutro e se qualcuno dice che c'è stata volontà delle istituzioni di girarsi dall'altra parte, questo è grave". Giorgia Meloni, in un lungo botta e risposta con i cronisti durante la conferenza stampa al termine del Consiglio dei Ministri, in passerella sul luogo del colpevole disastroso naufragio dove sono morte 72 persone e ancora alcuni migranti mancano all’appello, respinge con forza qualsiasi ricostruzione giornalistica che fa riferimento a mancanze del governo o alla volontà di non intervenire mentre accadeva il naufragio dell'imbarcazione piena di migranti.

La premier spiega tutti i passaggi di quella notte, a partire dalla segnalazione di Frontex, "avvenuta molte ore prima del disastro, mentre il barcone era in piena navigazione. Il disastro è avvenuto quindi all'alba, a pochi metri dalla costa, mentre gli scafisti stavano attendendo il momento opportuno per lo sbarco senza farsi scoprire dalle autorità. Il resto - spiega la premier - sono illazioni e ragionamenti che non accetto".

Ma nel frattempo la Unione Europea è tornata sulla strage dei migranti nelle acque calabresi del 26 febbraio e ha difeso con decisione l'operato della sua agenzia, Frontex.  

"Frontex ha fatto tutto ciò che poteva", ha detto l'8 marzo Ylva Johansson, la commissaria agli Affari Interni che assieme al vice presidente della Commissione europea, Margaritis Schinas, detiene la delega sulle migrazioni. 

E la commissaria svedese, membro del partito socialdemocratico, ha difeso con minor prudenza di tanti suoi colleghi anche l'operato delle Ong: "Fanno un ottimo lavoro nel salvataggio delle vite in mare, ma è anche importante che ci sia coordinamento". La parola d'ordine, nei corridoi di Bruxelles, in fondo è soprattutto una: "coordinamento". Di più, al momento, l'Ue non può fare.

"Un accordo sulla nuova legislazione ancora manca, passiamo da una crisi all'altra e al momento dobbiamo lavorare come pompieri", ha ammesso Schinas. Il punto di partenza resta l'Action Plan della Commissione in cui si dà maggior peso al Gruppo di Contatto per le attività di Search & Rescue. Attività che, nella strategia di Bruxelles, possono coinvolgere anche le Ong. 

Nel caso della strage di Cutro il rammarico di Johansson si è concentrato in un dettaglio: "Se l'aereo, noleggiato da Frontex, avesse avuto più carburante, avrebbe notato il peggioramento delle condizioni atmosferiche". Per il resto, secondo l'Ue, l'agenzia con sede a Varsavia ha ben poco da rimproverarsi. "Frontex era di supporto e sotto il comando italiano. Con la telecamera termica hanno notato che probabilmente molte persone erano sotto coperta e il girato è andato direttamente al centro di Roma", ha raccontato la commissaria, sottolineando "che l'aereo ha pattugliato la zona per tutto il tempo possibile". L'imbarcazione non aveva lanciato nessun allarme. E, ha spiegato ancora Johansson, "Frontex e le autorità italiane hanno pensato che non si trattasse di un'operazione Sar, ma su questo una risposta la dovrebbero dare le autorità italiane", è stato il suo resoconto.

"Nelle ore in cui si svolgerà il Consiglio dei ministri andrò ad omaggiare la tomba di un ragazzo che avrebbe compiuto domenica 24 anni e che riposerà per sempre nel cimitero di Crotone". Lo ha detto il sindaco di Crotone, Vincenzo Voce, in relazione al mancato invito al Cdm che si svolgerà a Cutro nel pomeriggio. 

Alla seduta che si terrà nella sala del Consiglio comunale di Cutro sono stati invitati il presidente della giunta regionale, Roberto Occhiuto, il presidente della Provincia, Sergio Ferrari, ed il sindaco di Cutro, Antonio Ceraso. "Il fatto di non essere stato invitato al Consiglio dei Ministri - ha aggiunto Voce - non mi ha sorpreso" lasciando intendere che la lettera con la quale nei giorni scorsi sollecitava la Meloni a venire in Calabria possa avere provocato il mancato invito.    

Riguardo all'omaggio alla tomba del ragazzo afgano morto nel naufragio il sindaco di Crotone ha poi detto che si tratta di "un gesto che sento doveroso e che questo ragazzo avrebbe meritato anche da altri. Forse Crotone non è nella agenda politica del Governo - ha sostenuto ancora Voce - ma sicuramente i crotonesi sono entrati nel cuore di tanti connazionali e anche fuori dall'Italia che ne hanno conosciuto la generosità, il senso di accoglienza, l'umanità".

Sul tema migratorio non sono però attese svolte significative a breve. Anzi, i ministri dell'Interno dei Paesi nordici torneranno a porre il tema del ripristino del sistema di Dublino, chiedendo che Paesi come l'Italia riammettano chi è sbarcato in uno Stato di primo approdo ed è scappato in Germania o Olanda. 

Infine un esposto è stato depositato alla Procura di Crotone sul naufragio di Cutro del 26 febbraio da oltre 40 associazioni e ong firmatarie della denuncia che chiedono di indagare per naufragio e omicidio colposo, rifiuto d'atti d'ufficio, omissione di soccorso dal codice della navigazione e dal codice penale militare. Ong e associazioni ritengono che vada acquisita tutta la documentazione intercorsa tra attori istituzionali, e non, rispetto all'avvistamento, alle ricerche e al soccorso dell’imbarcazione segnalata da Frontex la sera di quel sabato e su qualunque altra segnalazione di pericolo in mare fra il 24 ed il 26 febbraio. Inoltre chiedono che siano acquisite le telefonate in entrate e in uscita dai vari centri di comando coinvolti per ricostruire gli ordini impartiti (inclusi ministero dell'Interno, Guardia Costiera, Marina Militare e Guardia di Finanza) e i libri di bordo delle motovedette delle fiamme gialle intervenute nella notte della tragedia e poi rientrate per le pessime condizioni meteo-marine.

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