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Aggressione da parte dello stato terrorista russo all’Ucraina: Servizi segreti italiani sulla Russia: “Improbabile” ricorra al nucleare, cercherà di dividere l’occidente.

Cagliari, 28 Feb 2023 - L'attenzione dell'intelligence nazionale è elevata rispetto ai rischi di escalation collegati alla prosecuzione del conflitto in Ucraina, inclusa la minaccia dell'uso dell'arma nucleare da parte della Russia "valutata improbabile al momento". È quanto si legge nella Relazione sulla Politica dell'Informazione per la sicurezza presentata oggi.

"Mosca non smetterà di interferire nelle dinamiche politiche e nei processi decisionali interni ai Paesi Nato - si legge inoltre - ricorrendo ancor più che in passato a metodi coercitivi e manipolativi, quali attacchi cyber, disinformazione, ricatti e utilizzo di leve come quella migratoria ed energetica, quest'ultima destinata a perdere di rilevanza con l'impegno occidentale a trovare alternative alla dipendenza energetica dalla Russia. Dal 2022, la Russia è impegnata in una campagna ibrida contro l'Occidente a supporto di quella militare contro l'Ucraina. Mosca percepisce il sostegno transatlantico a Kiev come un fattore determinante per l'esito della guerra. Di conseguenza, nella seconda metà del 2022 ha puntato a dividere l'Occidente al suo interno, cercando di allontanare l'UE dagli USA e di destabilizzare i Paesi Nato". Fra i domini delle campagne ibride russe è stato cruciale quello cognitivo, ossia "quello della manipolazione delle percezioni". Le caratteristiche della macchina disinformativa russa che sono state osservate nell'azione di costante monitoraggio, si possono riassumere in "una grande pervasività e in una forte regia statale".

Il costante tentativo della Russia di manipolare l'opinione pubblica europea trova ulteriore dimostrazione negli eventi del settembre 2022, quando, a seguito di un'inchiesta della stampa tedesca, la società Meta ha bloccato una massiccia campagna di disinformazione russa in Germania, Francia, Regno Unito, Italia e Ucraina.  Secondo l'analisi dell'intelligence, infine, "i fallimenti strategici di Putin appaiono ascrivibili a deficit interpretativi dello scenario ucraino, alla sottovalutazione della portata, rapidità e coesione della risposta occidentale all'invasione in Ucraina e alla sottostima della tenacia del popolo e delle forze di Kiev" e che "il presidente Putin sia stato indotto ad agire dal suo convincimento che le forze armate russe fossero capaci di conseguire, in pochi giorni, la vittoria militare, evitando dunque il sovrapporsi di pacchetti sanzionatori da parte dei Paesi occidentali (come invece avvenuto)". Il dato di inizio 2023 indica che la Russia ha il controllo di circa il 20% del territorio ucraino (e più del 75% delle coste, incluse quelle del Mar d'Azov).

"È in discussione l'ordine mondiale, il conflitto russo-ucraino ha portato alla luce una sempre più stretta osmosi fra le dimensioni internazionale e interna della minaccia. È una realtà in rapido cambiamento, un cambiamento accelerato dall'invasione russa. La sfida è quella di giocare in anticipo facendo proiezioni sugli scenari futuri in quelle che sono le aree più rilevanti per la sicurezza nazionale: Balcani, Mediterraneo, Africa. Non vi sono più confini, la minaccia è globale. Il mondo dell'intelligence deve affrontare sfide planetarie". Così il Direttore Generale del Dipartimento delle Informazioni per la Sicurezza (DIS), Elisabetta Belloni alla presentazione della 'Relazione sulla politica dell’informazione per la sicurezza'.

"Un anno fa, nel quinto giorno della guerra su larga scala, abbiamo presentato la domanda di adesione dell'Ucraina all'Unione Europea. Abbiamo ottenuto la candidatura. Quest'anno è il momento di decidere l'avvio dei negoziati di adesione. È con l'Ucraina che il maestoso progetto di un'Europa pacifica, libera e unita sarà completato. Siamo insieme nella lotta, e quindi saremo insieme nella vittoria. Viva l'Europa. Viva la libertà": lo scrive oggi su Twitter il presidente ucraino Volodymyr Zelensky.

"La cosa importante adesso è sostenere l'Ucraina" anche se "nessuno può sapere quando finirà la guerra. Ma quando terminerà dobbiamo garantire che una situazione di questo tipo non si ripeta mai più. Quindi dovremo rafforzare le difese dell'Ucraina per impedire che la Russia non possa invaderla nuovamente". Lo ha dichiarato il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, nel punto stampa con la prima ministra finlandese, Sanna Marin.

"Bakhmut non è ancora circondata dalle truppe nemiche e se ci ritiriamo da ogni insediamento sotto tale minaccia, possiamo perdere molto": lo ha detto in un'intervista ai media ucraini il segretario del Comitato per la sicurezza nazionale, Roman Kostenko, sottolineando che la decisione finale su questa città sarà presa dalla leadership militare. "Ad essere onesti, non ricordo affatto che durante la guerra abbiamo preso decisioni politiche riguardo al campo di battaglia. Questa è una necessità militare e comprendiamo che, in primo luogo, Bakhmut è il nostro territorio e, in secondo luogo, Bakhmut non è ancora circondata - ha detto -. E se ci arrendiamo in ogni città solo quando l'accerchiamento è minacciato, possiamo perdere molto. Dobbiamo combattere fino alla fine e spremere tutto ciò che possiamo". Secondo Kostenko "i combattimenti continueranno... Sono sicuro che questa è una decisione militare e i nostri comandanti lo sanno. Parlo con molti militari di diversi livelli. L'opinione è divisa, ma è l'opinione militare. Qualcuno dice 'ritiriamoci in posizioni più vantaggiose' e qualcun altro, come alcuni dei nostri leader, dice 'al contrario, ora va bene, possiamo infliggere il massimo delle perdite al nemico in quest'area e avanzare ulteriormente'. Questa è una decisione militare", ha concluso.

Le scorte russe di missili sono scese a livelli estremamente bassi e questo spiega perché gli intervalli degli attacchi missilistici di Mosca sul territorio ucraino stanno diventando sempre più lunghi mentre diminuisce il numero di razzi utilizzati negli attacchi: lo ha detto in un'intervista a 'Voice of America' il capo della direzione principale dell'intelligence del ministero della Difesa ucraino, Kyrylo Budanov. "Siamo sopravvissuti a più di 20 attacchi missilistici. In linea di principio, è così che stanno già andando le statistiche. L'unica regolarità è che ogni volta il tempo tra un attacco missilistico e l'altro aumenta, mentre il numero di missili (usati) negli attacchi diminuisce", ha detto Budanov. La ragione di questa tendenza? "La diminuzione delle scorte di missili - ha risposto il capo dell'intelligence a questa domanda -. Non c'è altro. Sono già, in linea di principio, quasi a zero".

Infine, nei pressi della città assediata di Bakhmut, nell'Ucraina orientale, sono stati avvistati dei carri armati Leopard di fabbricazione tedesca, secondo quanto ha riferito un consigliere del capo della cosiddetta Repubblica popolare di Donetsk (DPR), Yan Gagin. Parlando all'emittente statale Russia 1, scrive il Guardian, Gagin ha detto che "ci sono affermazioni secondo cui i Leopard sono apparsi vicino ad Artemovsk (il nome russo di Bakhmut)". Tuttavia, ha aggiunto, "dato il tempo, il terreno fangoso ora renderà difficile il movimento dei veicoli pesanti come il Leopard" che rappresenteranno "lo stesso bersaglio corazzato di tutti gli altri".

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