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Il Ppe dopo le parole pro Putin e contro Zelensky di Berlusconi lo allontanano. Ma l’ex cavaliere rilancia: “Subito tavolo per la pace”.

Bruxelles, 18 Feb 2023 - Le parole di Silvio Berlusconi contro il Zelensky, pronunciate domenica sera fuori dal seggio elettorale (“Se fossi stato presidente del Consiglio, non sarei andato in Ucraina ad incontrarlo”), continuano a suscitare reazioni con un lungo strascico polemico: “A seguito delle osservazioni di Silvio Berlusconi sull'Ucraina, abbiamo deciso di annullare le nostre giornate di studio a Napoli. Il supporto per l'Ucraina non è facoltativo” comunica su Twitter il capogruppo dei Popolari Europei, Manfred Weber. “Antonio Tajani e Forza Italia hanno il nostro sostegno e proseguiamo la collaborazione con il governo italiano sui temi dell'Ue” aggiunge poi Weber, quasi a voler “aggiustare il tiro” e a precisare, comunque, che l’alleanza politica tra Forza Italia e il principale raggruppamento dei partiti conservatori, a livello europeo, resta salda.

Ma è di questi minuti, su Facebook, una specie di risposta indiretta a distanza del diretto interessato: Silvio Berlusconi scrive infatti su Facebook che “con il mondo sull'orlo di una guerra nucleare tra Russia e i Paesi della Nato, vengo criticato perché sto chiedendo che insieme ai sostegni per l'Ucraina, da sempre condivisi e votati da Forza Italia, si apra immediatamente un tavolo per arrivare alla pace. Questo è un dovere per un partito come il Ppe. Ritengo che il tema non sia più rinviabile e chiedo che venga messo subito all'ordine del giorno nelle riunioni del Ppe”.

La riunione dei Popolari a Napoli, gli Study days, era fissata per giugno e, stando a fonti interne al PPE, era prevista, oltre a quella di Berlusconi, la partecipazione della presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, e della presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola, entrambe appartenenti al Ppe. Dopo le parole dell'ex premier sull'Ucraina, tuttavia, una nutrita pattuglia di eurodeputati popolari, principalmente dell'est Europa, ha fatto sapere a Weber di non gradire l'incontro con Berlusconi, spiegano le stesse fonti interne.

Al tweet del capogruppo dei Popolari europei fa eco il ministro degli Esteri, e vicepresidente del Consiglio, Antonio Tajani, che scrive: “Berlusconi è Forza Italia. Forza Italia è Berlusconi. Non condivido la decisione di rinviare la riunione di Napoli. Anche perché Berlusconi e FI hanno sempre votato come il Ppe sull'Ucraina, come dimostrano gli atti”.

“Dentro Forza Italia esiste una sola linea e respingiamo - come abbiamo sempre fatto - ogni maldestro tentativo di dividerci. Ci auguriamo, innanzitutto come italiani, il chiarimento del malinteso e un ravvedimento di Manfred Weber, al quale chiediamo di non intervenire più. Il tema non è unicamente l'annullamento degli Study days, facendo un torto non solo a un partito ma all'Italia, ma anche la volontà di entrare nella vita interna di un partito, imponendo o escludendo i leader dello stesso. Questo è inaccettabile. Gli Study days sono una scusa” rispondono a tono i capigruppo parlamentari di FI del Senato e della Camera, Licia Ronzulli e Alessandro Cattaneo.

“Le parole di Manfred Weber sorprendono e le respingiamo con energia e determinazione” continuano i due esponenti azzurri. E aggiungono: “Forza Italia non ha mai lasciato alcun margine di ambiguità sulla crisi ucraina e il presidente Silvio Berlusconi ha chiarito a più riprese, e ancora pochi giorni fa a seguito proprio di una dichiarazione del PPE, che non ha mai inteso venir meno all'impegno preso nel sostenere l'Ucraina, quindi non deviando in alcun modo dalla linea del partito”.

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