Roma 18 Dic 2022 - La norma contenuta in manovra che introduce la soglia di 60 euro sotto la quale i commercianti possono rifiutare i pagamenti con il Pos potrebbe saltare. Lo riferiscono fonti della maggioranza, in vista della presentazione di un nuovo pacchetto di emendamenti del governo in commissione Bilancio alla Camera.
Nelle ultime settimane il governo ha avuto sul tema un'interlocuzione con l'Ue e la Commissione, nel giudizio sulla manovra, ha indicato questa misura come non in linea con le raccomandazioni specifiche per l'Italia sulla lotta all'evasione fiscale. "Sapete benissimo che quello è un obiettivo del Pnrr e quindi lo stiamo trattando con la commissione". Così la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha risposto ai cronisti che le chiedevano dell'obbligo del Pos sotto i 60 euro.
"La manovra non ha mai una approvazione facile: stiamo facendo tutti il nostro lavoro, però penso che abbiamo fatto del nostro meglio, nelle condizioni e nei tempi che avevano, per dare al parlamento la possibilità di avere i tempi di valutarla. Ricordo che il governo che non nasceva nei mesi di ottobre ma a febbraio presentò la manovra il 20 novembre. Noi siamo stati molto disponibili anche a valutare nel merito le singole proposte che arrivavano. E se ne arrivano di buone nessun problema ad approfondirle. Se invece l'approccio è pregiudiziale il governo deve fare il governo e l'opposizione", ha aggiunto la premier.
"Non c'è da stupirsi se c'è incertezza, anche gli uffici sono in affanno. In questo momento il governo sta valutando tutte le opportunità possibili. In questo momento il ministro sta facendo tutte le valutazioni possibili su questo argomento, immagino che sarà molto chiaro e puntuale su questo tema", ha detto la sottosegretaria all'Economia, Sandra Savino, rispondendo in commissione Bilancio alle richieste di chiarimento delle opposizioni sulle indiscrezioni secondo cui il governo potrebbe eliminare dalla manovra la norma che introduce la soglia di 60 euro sotto la quale i commercianti possono rifiutare i pagamenti elettronici.
Intanto, nella maggioranza il pressing dei giorni scorsi di Forza Italia ha dato i suoi frutti. Secondo fonti di governo c'è l'accordo politico sull' aumento a 600 euro delle pensioni minime per gli over 75. La modifica alla manovra sarà introdotta attraverso un emendamento dell'esecutivo, in via di definizione.
Soddisfatto il commento di Silvio Berlusconi: "Vogliamo conseguire l'aumento di mille euro delle pensioni minime per tutti, perché non si può vivere serenamente e dignitosamente con meno. Siamo riusciti con una grande guerra a portarle a 600 euro" per gli over 75, ha detto il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi, a un evento elettorale per le regionali lombarde del 2023.
Il governo sta ancora valutando, invece, se inserire in manovra il taglio del Reddito di cittadinanza da 8 a 7 mesi nel 2023. Una misura, viene fatto notare, che libererebbe circa 200 milioni di euro. "Bisogna trovare nuove coperture. È una questione politica alla fine. C'è per esempio il tema dei 7 mesi del Reddito di cittadinanza su cui bisogna ancora decidere. Quello libera 200 milioni di euro", ha detto il ministro per i rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, conversando coi giornalisti a Montecitorio.
La proroga al 31 dicembre 2022 della Cilas per il Superbonus al 110% e la misura 'salva-sport' che consente alle società sportive di saldare in 60 rate i versamenti tributari con maggiorazione del 3%, entreranno fra gli emendamenti alla manovra che saranno presentati dai relatori, si apprende da fonti di maggioranza. E slitta di due mesi, dal 31 gennaio al 31 marzo 2023, lo stralcio delle cartelle fino a mille euro. Dei testi bollinati, ad arrivare prima è stato quello che contiene le misure relative agli enti locali. L'altro si riferisce invece agli emendamenti sul fisco.
Intanto, cambia la tabella di marcia. L' intenzione del governo è verificare la possibilità di intesa con l'opposizione su alcune proposte. Il ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti, illustrerà in serata alla commissione Bilancio della Camera gli emendamenti del governo. I tempi stringono, la maggioranza punta a concludere entro l'anno per evitare l'esercizio. La votazione del testo in Commissione è attesa domani in tarda serata, l'analisi nell'Aula di Montecitorio, a quanto filtra, potrebbe partire mercoledì con l'apposizione in giornata della fiducia, l'avvio del voto giovedì e l'ok finale mercoledì notte. In Senato si rischia di slittare tra il 28 e il 29 dicembre.
Nella manovra "non ci sono condoni. C'è tutto quello che c'era prima", ha detto il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti intervenendo alla festa per il decennale di Fratelli d'Italia. "A tutti quelli che si preoccupano anche in Parlamento e dicono che la manovra è blindata dico che l'esperienza del 2022 ci dice che ogni due mesi c'è da fare una manovra, ogni due mesi c'è un decreto che interviene sulla finanza pubblica e ahimè temo che sarà così anche nel 2023, perché il mondo in cui stiamo vivendo è in continua e perenne trasformazione". Poi ha aggiunto: “Le misure sono temporanee perché nessuno sa cosa accadrà tra tre mesi. Dobbiamo sempre muoverci cercando di fare il meglio alle condizioni date ed è quello che stiamo cercando di fare”.
E sul Pnrr: "Gli obiettivi previsti dal Pnrr per il 2022 li vogliamo raggiungere, e li raggiungeremo: il ministro Fitto è determinato e prenderemo la rata che ci spetta".
L' arrivo degli emendamenti delude però le opposizioni. Sono parziali, limitati ai temi del fisco e degli enti locali, e non sono nemmeno bollinati, attaccano dal Pd al Terzo polo, passando per M5s e Avs. "La maggioranza sta bloccando i lavori, non produce i pareri, il Governo è al palo. Così si rischia davvero l'esercizio provvisorio", insorgono dal Terzo Polo.
Il governo, dopo la forte richiesta del Pd e altri partiti, è tornato sui suoi passi sull'emendamento sugli enti locali e il Sud", ha annunciato la capogruppo dem alla Camera, Debora Serracchiani, dopo l'ufficio di presidenza della commissione Bilancio. Serracchiani ha spiegato che "il governo toglierà dal pacchetto di emendamenti presentati quelli su Investimenti Sud, sulle Zes e sulla modifica della quota premiale del servizio sanitario nazionale, che erano uguali a emendamenti del Pd e altri. Sono testi che diventeranno emendamenti parlamentari".
"Voglio mandare una rassicurazione ai cittadini: non c'è nessun rischio di arrivare all'esercizio provvisorio", ha detto il deputato di Forza Italia Roberto Pella, uno dei relatori della manovra. "Già abbiamo pagato dazio per quello che è successo a Francoforte. Per noi relatori - ha aggiunto - il provvedimento alla Camera deve essere chiuso per Natale, così da dare modo al Senato di esaminarlo nella settimana successiva".












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