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Insularità, entro il 2023 un nuovo modello di Continuità territoriale. Il presidente Cossa: “È essenziale per lo sviluppo economico e sociale della Sardegna. Vergognoso che lo Stato italiano investa così poco”.

Cagliari, 15 Dic 2022 – La nuova Continuità territoriale aerea sarà operativa dal 17 febbraio prossimo, dopo l’apertura delle buste il 27 dicembre, e resterà in vigore per 18 mesi. Entro la fine del 2023 si potrebbe arrivare alla presentazione del nuovo bando, che dovrà essere il risultato di un grande lavoro, senza colori politici, che coinvolgerà tutti gli attori in campo per arrivare al miglior modello di continuità territoriale di cui i sardi hanno diritto. Un diritto sancito dalla Costituzione italiana e oggi rafforzato dall’inserimento del principio di insularità in Costituzione e su cui è necessario tenere alta l’attenzione. Lo ha affermato l’assessore regionale dei Trasporti, Antonio Moro, che oggi è stato sentito in audizione dalla Commissione speciale per il riconoscimento dell’Insularità, presieduta da Michele Cossa, sul tema dell’accessibilità. “La Continuità territoriale è il nostro ponte sullo Stretto – ha affermato il presidente Cossa -  un diritto essenziale per lo sviluppo economico e sociale della Sardegna. Non stiamo chiedendo una regalia ma la possibilità di spostarci in Italia come possono fare i cittadini delle altre regioni. E’ vergognoso – ha continuato Cossa - che lo Stato destini risorse così scarse per la continuità territoriale mentre la Spagna investe mezzo miliardo di euro per le isole Canarie e Baleari”.

Bisogna partire da questo bando, ha spiegato l’assessore, renderlo operativo e mettere in sicurezza la Sardegna e, poi, iniziare subito a lavorare su un nuovo modello sardo che sfrutti le migliori esperienze delle altre isole del Mediterraneo. Un modello che sia la sintesi di un lavoro unitario che veda seduti allo stesso tavolo la Giunta, tutto il Consiglio regionale senza distinzione di schieramento, le Università, le associazioni di categoria e le società di gestione, e che sia cucito sulle esigenze della nostra Isola. Un modello Sardegna che poi la Regione, insieme al Governo, dovrà difendere a spada tratta a Bruxelles. Perché, ha sottolineato Moro, il Governo non può tirarsi fuori dalla partita sulla Continuità territoriale. L’assessore ha spiegato che il modello attuale è rigido e le situazioni di crisi che si sono verificate negli scorsi giorni sono dovute a una errata stima fatta da Bruxelles, che ha sottodimensionato le reali esigenze della Sardegna. Moro ha però evidenziato che, coinvolgendo i vettori e tenendo aperto un canale di comunicazione con l’Enac, si è riusciti a inserire da ieri sera 45 voli aggiuntivi per le festività natalizie, di cui 12 negli aeroporti del Nord Sardegna. Una ripartizione dovuta, ha spiegato Moro, ai dati sul superamento del 90 per cento della capienza che si è raggiunto prevalentemente a Cagliari, mentre negli altri due scali si sono registrati casi sporadici e in alcuni casi l’aeromobile ha superato di poco il 40 per cento dei posti occupati. Il limite di questo bando è che non è possibile programmare formalmente in anticipo l’inserimento di voli aggiuntivi, che possono essere richiesti nel caso di superamento del tasso di occupazione massimo. Secondo l’assessore, però, tenendo aperto il dialogo costruttivo con le compagnie aeree, situazioni di crisi come quelle di questo fine anno potranno essere scongiurate con interventi tempestivi. I commissari di maggioranza e opposizione hanno riconosciuto il merito dell’assessore di aver trovato una soluzione per la crisi dei voli del periodo natalizio e hanno espresso la disponibilità a lavorare per superare e migliorare l’attuale Continuità territoriale. 

La proposta di un nuovo modello di Continuità territoriale è stata presentata nel corso della seduta della Commissione speciale dai professori Roberto Devoto, già docente di "trasporti aerei" e di "trasporti merci e logistica" dell'Università degli studi di Cagliari e analista del trasporto aereo, e Gianfranco Fancello, docente di "progettazione dei trasporti" dell'Università degli studi di Cagliari e dell'avvocato Giovanni Dore, esperto in materia di diritto dell'Unione europea. Si tratta di un modello di continuità territoriale misto, che mette insieme le migliori esperienze della Corsica e delle Isole spagnole e consentirebbe di superare i problemi legati alla libera concorrenza e agli aiuti di Stato. Il modello proposto si basa sul fatto che la Sardegna presenta una curva di domanda cosiddetta «a campana», con mesi in cui c’è una richiesta bassa e un periodo centrale con un’elevata richiesta, e prevede la valorizzazione dei vantaggi dei modelli francese e spagnolo e, allo stesso, include le compagnie a basso costo all’interno del sistema, visto che rappresentano oltre due terzi dei voli nazionali. 

La proposta prevede un modello francese con l’assegnazione del collegamento agli hub a una compagnia e con voli, tariffe e orari bloccati dal 1 ottobre al 31 maggio, mentre dal 1 giugno al 30 settembre prevede il modello spagnolo con l’apertura al libero mercato, che quindi non avrebbe la necessità di autorizzazione da parte della Commissione europea. Nel periodo estivo, dunque, sarebbe previsto il rimborso del 50%-75% del biglietto per i residenti, si potrebbe fissare un top price per accedere al rimborso, oltre il quale la Regione non consentirebbe alcun rimborso, e un low price al di sotto del quale non si potrebbe accedere al rimborso. Un modello che, secondo gli esperti, potrebbe costare tra i 100 e 140 milioni di euro anni, contro gli 84,3 milioni della Corsica (248,5euro/residente), che però ha poco meno di un quarto della popolazione della Sardegna, e i 200 milioni delle Isole Baleari che conta su una popolazione di 1 milione e 107mila abitanti (180,6 euro/residente). Questo modello misto consentirebbe di aumentare la concorrenza tra i vettori nel periodo in cui c’è più richiesta, ampliando l’offerta anche ad altre tratte, e metterebbe in sicurezza la Sardegna nel periodo meno appetibile per i vettori. L’avvocato Dore ha anche aperto uno spiraglio sulla tariffa unica nel periodo della bassa stagione e ha evidenziato che anche la Commissione europea può sbagliare. Tutti gli esperti, poi, hanno espresso il proprio parere contrario alla creazione di una compagnia sarda, che, a parer loro, non riuscirebbe a stare sul mercato. Gli auditi hanno, inoltre, rilevato che dai dati in loro possesso, con la nuova continuità territoriale, operativa da febbraio, ci sarà un calo dei posti offerti che andrà dall’8% dell’Olbia-Fiumicino-Olbia fino al 30% del Cagliari-Linate-Cagliari, a conferma del sottodimensionamento delle esigenze della Sardegna da parte di Bruxelles. 

Nel corso della seduta sono intervenuti Massimo Zedda (Progressisti), Francesco Agus (capogruppo Progressisti), Giuseppe Meloni (Pd), Roberto Li Gioi (capogruppo M5S), Ignazio Manca (Lega), Annalisa Mele (capogruppo Riformatori) e Franco Mula (Psd’Az). Com

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