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Ieri nel quartiere Prati di Roma trovati i cadaveri di tre donne uccise, due cinesi e una sudamericana: gli investigatori pensano si tratti di un serial killer.

Roma, 18 Nov 2022 - La zona Prati di Roma da anni non si trovava di fronte ad un fatto di sangue come il triplice omicidio di oggi.

Due corpi in Via Riboty, praticamente all’inizio di Piazzale Clodio, e l’altro a Via Durazzo a pochi metri dalla sede della RAI di Via Teulada e dall’edificio de La7. Tutto si è svolto nell'arco di pochissimo tempo.

Bisogna tornare indietro negli anni per trovare altri casi: quello del 2011, quando il 5 luglio fu freddato a colpi di pistola di prima mattina Flavio Simmi 33 anni, in via Grazioli Lante della Rovere distante qualche centinaio di metri dal luogo del duplice delitto di oggi.

L’altro caso che torna subito alla memoria è l’omicidio di Simonetta Cesaroni a Via Poma il 7 agosto 1990.

Un quadrante tranquillo, pieno di turisti, molti i B&B sorti soprattutto dopo l’elezione di Papa Bergoglio. Pieno di supermercati, negozi, bar. Un via vai di persone che solo nel primo anno di pandemia si è fermato. Ma forse proprio in quel momento si è messo in atto qualche cambiamento anche nella composizione degli abitanti del quartiere. 

Questa mattina, tra le 10 e le 12, invece si sono riaccesi i riflettori. La gente è sbigottita, quasi incredula di quanto sia successo.

L’allarme dato dal portiere del palazzo di Via Riboty. Trova la prima vittima sul pianerottolo, un altro corpo in casa. Si tratta di due donne cinesi. Le prime ricostruzioni parlano di due escort. Uccise con delle coltellate. Una di loro con molta probabilità è morta a causa di un colpo alla gola.

Sul luogo accorrono la Squadra Mobile di Roma e la Scientifica. Dell’arma, per ora, nessuna traccia. 

Sono in corso i rilievi e vengono ascoltati i testimoni.

Il palazzo è un luogo tranquillo dove ci sono famiglie ma anche uffici. È la zona per esempio con il maggior numero di società di produzione che lavorano con le tv. Al primo piano della palazzina ce ne è una.

Le due donne vivevano lì da tempo. Alcuni degli inquilini dicono di non sapere che lavoro facessero invece altri descrivono anche come funzionava l’apertura della porta, non tramite citofono. Il cliente telefonava e quindi gli veniva aperto. Questa mattina comunque il portone era aperto, il portiere era salito sul terrazzo: era in atto una consegna di alcuni elettrodomestici. Eppure nessuno ha sentito nulla.

A fianco alla palazzina c’è un grande supermercato molto frequentato a quell’ora. All’angolo del palazzo c’è anche una distributore di benzina.

“Sono arrivata in ritardo, verso le 10,50: un collega mi ha detto ”corri'. Ho capito dalla frase confusa e concitata che era successo qualcosa e quando sono arrivata sotto al palazzo non c'era stranamente nessuno. - racconta una testimone - Mi ha raccontato un mio dipendente, che era da solo in quel momento, in una stanza che però fa angolo con piazzale Clodio e che è a due camere di distanza dall'appartamento, dove è avvenuto l'omicidio, che sono stati fatti rimanere col portone chiuso. Il corpo di una delle due donne, infatti, è stato trovato sul pianerottolo dal portiere che scendeva dal quarto piano, dove stavano facendo un trasloco. Abbiamo sentito solo le sue urla, nessuno quelle delle donne".

Nel giro di poco arriva anche la notizia del ritrovamento di un terzo cadavere a meno di 1 km dal primo luogo. Si tratta di una donna di 65 anni ed era originaria della Colombia. Marta Castano è stata trovata priva di vita in un appartamento di via Durazzo. Ancora da identificare le due donne cinesi uccise in via Riboty perché sprovviste dei documenti.

"Era tranquillissima, la incontravo quando andava a fare la spesa". Una residente descrive così Marta Castano. La donna spiega di non essersi mai accorta che nel seminterrato dove Marta è stata trovata morta, si svolgesse qualcosa di strano "ma c'erano tanti piccoli segnali, c'era un giro di affitti strani, cartelli di massaggi vicino al lampione - dice - Avevano danneggiato anche il citofono".

Ma sono cose che escono fuori oggi a cui forse non si è dato risalto prima proprio per il ricambio di abitanti che c’è stato nell’ultimo periodo. 

Certo un quartiere, quello di Prati, della buona borghesia, con una disponibilità finanziaria che ha incontrato vari interessi.

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