Roma, 5 Nov 2022 - Il Consiglio dei ministri di ieri era stato "prioritariamente convocato per l'approvazione della Nadef, propedeutica alla definizione della legge di bilancio. Riusciamo per il 2022, grazie all'extragettito Iva di un terzo trimestre favorevole che prevede uno 0,5% di Pil in più, a liberare circa 9,5 miliardi già per la prossima settimana, che vorremo utilizzare sul caro energia". Così la premier Giorgia Meloni, nell'apertura della conferenza stampa al termine del Consiglio dei ministri.
"Faccio - ha aggiunto - appello al Parlamento che approvi il testo al più presto". "Per il 2023 immaginiamo un indebitamento al 4,5% che poi andrà a scendere fino al 3% nel 2025, così liberiamo 22 o 23 miliardi di euro che ugualmente destiniamo in via esclusiva al caro energia", spiega la premier. "Sono oltre 30 miliardi di euro fino a fine 2023 per far fronte alla crisi energetica".
Il Consiglio dei ministri ha approvato - si legge in un comunicato di Palazzo Chigi - la proposta per la Nadef (Nota di aggiornamento del documento di economia e finanza) da presentare alle Camere per chiedere l'autorizzazione allo scostamento di bilancio necessario per gli interventi contro il caro energia. La relazione fissa come obiettivi programmatici un deficit previsto al 4,5% nel 2023, al 3,7% nel 2013 e 3% nel 2025. Rispetto agli obiettivi di sostenibilità della finanza pubblica si conferma una discesa del rapporto debito Pil da circa il 150% del 2021 a poco più del 140 del 2025.
Meloni ha anche parlato di misure per migliorare l'autonomia energetica del Paese grazie a nuove estrazioni in mare. "Abbiamo approvato un'altra misura che riguarda il tema dell'energia, per liberare alcune estrazioni di gas italiano favorendo concessioni già in essere o nuove concessioni, chiedendo ai concessionari di mettere a disposizione in cambio, da subito sin da gennaio, gas tra 1 miliardo e 2 miliardi di metri cubi, da destinare alle aziende energivore a un prezzo calmierato".
Sempre riguardo al gas, secondo Meloni "il prezzo del gas sta scendendo", ma "non durerà molto se non ci saranno segnali seri e concreti" provenienti dall'Europa. "L'ultimo Consiglio europeo ha fatto registrare passi in avanti", e "il 24 novembre ci sarà un nuovo consiglio dei ministri dell'energia. Speriamo in determinazioni più concrete. Ieri abbiamo acceso molto i riflettori" sulla necessità di "risposte concrete", ha aggiunto la premier.
Sul capitolo guerra in Ucraina e delle armi ad essa destinate, Meloni ha rimarcato la necessità che l'Italia resti "nella sua dimensione occidentale" ed europea affermando che questa è "una condizione fondamentale" anche per chiedere comprensione "quando ce n'è necessità". "Lavoriamo per mantenere tutti gli impegni internazionali. Al di là delle sfumature" io "non prevedo problemi" nella maggioranza che ha sempre votato "seriamente a sostegno della causa ucraina".
Sul decreto legge sui rave, il governo - ha detto Meloni - è pronto ad accettare modifiche costruttive ma su un punto non c'è discussione: "Vogliamo impedire che non si rispettino le leggi dello Stato italiano. La storia di chi non vuole rispettare le leggi è finita". “E se qualcuno, sui rave, ha norme migliorative lo ascoltiamo” ma “no a polemiche pretestuose”.
Per l'anno prossimo la Nadef prevede una crescita del Pil dello 0,6% "inferiore rispetto a quella che poteva essere la previsione più ottimistica", ha detto il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti. Il deficit passerà dal 3,4% tendenziale al 4,5% programmatico. Prevista dal governo anche "una discesa del debito costante fino a 141,2% nel 2025", ha aggiunto. Per quanto riguarda il prezzo del gas per il ministro dell'Economia, rispetto all'attuale riduzione del prezzo, per i prossimi mesi non ci sono previsioni ottimistiche.
Il ministro dell'Ambiente Picchetto: c'è un potenziale di 15 miliardi di metri cubi di gas estraibili in 10 anni
La proposta di emendamento è del ministro dell'Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Picchetto: "Potenzialmente si stima una quantità di 15 miliardi di metri cubi sfruttabili nell'arco di 10 anni", ha detto il ministro.
L'emendamento sulle trivelle prevede "il rilascio di nuove concessioni tra le 9 e le 12 miglia, in deroga al decreto legislativo del 2006 che invece precludeva nuove attività in materia di idrocarburi nelle aree marine protette e nelle 12 miglia da dette aree e dalla costa". La deroga è prevista solo con riferimento "a siti con elevato potenziale minerario (riserva certa superiore a 500 milioni metri cubi) e a condizione che i titolari delle nuove concessioni aderiscano a sostegno dei clienti finali industriali a forte consumo di gas" a prezzo calmierato. Si può estrarre idrocarburi da pozzi - è scritto nella norma - "nel tratto di mare compreso tra il 45° parallelo e il parallelo passante per la foce del ramo di Goro del fiume Po, a una distanza dalle linee di costa superiore a 9 miglia".










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