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La Camera ha approvato la fiducia al governo Meloni con 235 sì. Oggi la votazione al Senato. La camicetta nera nel suo comizio alla Camera rinnega se stessa per farsi accogliere nel ‘salotto buono’ della politica mondiale.

Roma, 26 Ott 2022 - Nella notte telefonata di congratulazioni di Joe Biden alla neo prima ministra, Giorgia Meloni, anche detto soy giorgia. E i due, tra i vari temi trattati "hanno ribadito l'impegno a continuare a fornire assistenza all'Ucraina, chiedere conto alla Russia delle sue responsabilità per l'aggressione, affrontare le sfide poste dalla Cina e assicurare fonti di energia sostenibili e abbordabili".

Nel contesto, il suo ministro di punta afferma che "Per la prima volta abbiamo un presidente del Consiglio che disegna un orizzonte di 10 anni con un discorso serio, di alto livello. Ha fatto un atto di coraggio, serietà e lungimiranza, senza pensare se sarà rieletta, ma pensando a fare le cose giuste per il Paese anche se all'inizio forse non tutte saranno comprese".

Afferma il neo ministro della Difesa con un macroscopico conflitto d’interessa nel campo delle armi, Guido Crosetto, in merito al discorso programmatico del presidente del consiglio Giorgia Meloni, in un'intervista al Corriere della Sera.

Inoltre Crosetto si è soffermato sulle dotazioni militari da fornire all'Ucraina: "Meloni parlerà con gli altri presidenti della Ue e insieme si deciderà la linea dei prossimi mesi, come è stato quando a Palazzo Chigi c'era Draghi". Il leader dei Cinque Stelle, Giuseppe Conte, ha dichiarato che voterà contro l'invio di armi a Kiev.

"Sarà un problema, nel senso che su temi così importanti sarebbe meglio avere il Parlamento unito. Conte dovrà spiegare perché ha deciso di assumere una posizione diversa, visto che il M5s l'invio di armi l'ha votato".

Tra gli interventi nel dibattito sulla fiducia a Meloni, (che non ama usare il pronome personale Noi ma solo Io, quindi il vizietto la camicetta nera non lo ha perso anche se afferma di si)"Il fatto che un mese dopo il voto ci sia il governo è il segno più evidente di chi ha vinto le elezioni e di chi ha diritto di governare, noi facciamo gli auguri al nuovo governo".  Lo ha detto il segretario Pd, Enrico Letta, nelle dichiarazioni di voto alla Camera sulla fiducia al governo. "Ma lei non ci ha convinto e voteremo no alla fiducia. Saremo contrari al suo disegno presidenzialista". Sul tema dell'energia, ha affermato: "Non abbiamo capito cosa succederà alle bollette degli italiani, sul tema del disaccoppiamento e sul tetto del gas non abbiamo capito cosa succederà. Non abbiamo capito nulla di cosa sarà la legge di bilancio". Invece, "sul fisco abbiamo capito solo una parola: condoni, condoni e condoni. Non ci troverà". Ha poi chiesto che "il salario minimo faccia parte del cuore delle proposte per combattere la disuguaglianza, un'altra parola che non abbiano sentito nel suo discorso". 

Nel corso del suo intervento, ha anche annunciato che “il 28 ottobre, l'anniversario della marcia su Roma andremo sul monumento che ricorda Giacomo Matteotti. Voglio ricordare quanto accadde nel luglio del 1921 a Sarzana, dove si cercò di fare una anticipazione della marcia su Roma. Il capitano dei carabinieri e un sindaco fecero il proprio dovere ed evitarono quella marcia. In loro memoria e seguendo il loro esempio fate il vostro dovere come governo e noi faremo il nostro come opposizione". 

Dopo l’intervento dell’inutile segretario del Partito Democratico Letta, è intervento il presidente del M5S Conte ed ha affermato nel suo intervento che "Meloni ha detto che questo governo ha un mandato popolare, è vero. Ma l'intera coalizione di centrodestra è stata votata da un elettore su 4: non avete la maggioranza dei cittadini. Consiglierei a Meloni prudenza".  Così Giuseppe Conte, presidente M5S, nelle dichiarazioni di voto in aula a Montecitorio. “L'unica certezza del suo discorso, presidente Meloni - ha proseguito - ci ha restituito la continuità con il governo Draghi. La guida del ministero dell'Economia è stata data a chi per primo ha teorizzato il metodo Draghi e che auspicò una torsione costituzionale con Draghi al Quirinale incaricato di guidare il convoglio governativo da lì. Ma non è che l'agenda Draghi la vuole scrivere lei, presidente Meloni? Non è da escludere che troverà appoggi anche da qualche banco dell'opposizione". Ha poi affermato: "In un'ora e mezzo di discorso, la Meloni non ha mai accennato, in riferimento alla guerra, la nostra unica via d'uscita: la pace”. Ha infine reclamato: "Presidente Meloni, ci ha rassicurato che non ci saranno arretramenti sul diritto all'aborto, l'importante è dirlo a Roccella e Gasparri".

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