Roma, 25 Ott 2022 – È durato poco più di un'ora il discorso programmatico della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nell'Aula della Camera, sul quale il governo chiede la fiducia del Parlamento. Più volte interrotta da oltre 70 applausi della maggioranza (alcuni anche bipartisan) e dalle standing ovation, che hanno coinvolto anche i ministri del suo governo, Meloni ha scherzato per ben due volte sul 'rischio' di sforare i tempi previsti: "Cosi' finiamo alle 15...", ha prima detto all'orecchio del vicepremier Matteo Salvini, seduto alla sua destra.
Concetto poi ribadito, ma anticipandolo di un'ora', direttamente al microfono e rivolgendosi all'Aula: "Finimo alle due così...", ha detto col sorriso sulle labbra. Un lungo applauso della maggioranza ha sottolineato la fine dell'intervento, infine dai banchi del centrodestra si sono levati i cori "Giorgia, Giorgia".
"L'Italia, - ha aggiunto la prima ministra - con tutte le sue ammaccature, rimane 'La nave più bella mondo', per riprendere la celebre espressione usata dalla portaerei americana Independence quando incrociò la nave scuola italiana Amerigo Vespucci. Una imbarcazione solida, alla quale nessuna meta è preclusa, se solo decide di riprendere il viaggio. Allora noi siamo qui per tentare di ricucire le vele strappate, fissare le assi dello scafo e superare le onde che si infrangono su di noi. Con la bussola delle nostre convinzioni a indicarci la rotta verso la meta prescelta, e con un equipaggio capace di svolgere al meglio i propri compiti". Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nel corso delle dichiarazioni programmatiche nell'Aula della Camera.
"Non possiamo accettare la guerra di aggressione e la violazione dell'integrità di una nazione sovrana, ma anche perché è il modo migliore di difendere il nostro interesse nazionale". Così sull'Ucraina la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nell'Aula della Camera nel corso delle dichiarazioni programmatiche per il voto di fiducia al nuovo Esecutivo.
"Permettetemi innanzitutto di ringraziare i vertici delle istituzioni comunitarie, il Presidente del Consiglio Charles Michel, la Presidente della Commissione Ursula Von der Leyen, la Presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola, il Presidente di turno del Consiglio Petr Fiala, e con loro i tanti capi di stato e di governo che in queste ore mi hanno augurato buon lavoro. Ovviamente non mi sfuggono la curiosità e l'interesse per la postura che il governo terrà verso le istituzioni europee. O ancora meglio, vorrei dire dentro le istituzioni europee".
Così Giorgia Meloni nel suo intervento in Aula per il discorso di fiducia al governo. "Perché è quello - afferma - il luogo in cui l'Italia farà sentire forte la sua voce, come si conviene a una grande nazione fondatrice. Non per frenare o sabotare l'integrazione europea, come ho sentito dire in queste settimane, ma per contribuire ad indirizzarla verso una maggiore efficacia nella risposta alle crisi e alle minacce esterne e verso un approccio più vicino ai cittadini e alle imprese", osserva.
La prima ministra, a conclusione del suo discorso programmatico del suo governo, il primo nella storia italiana guidato da una donna, è stato un momento in cui traspare tutta l'emozione e anche la commozione della neo premier, scoppia l'applauso quando Meloni parla di se stessa e della sua storia: “Sono la prima donna incaricata come presidente del Consiglio dei ministri nella storia d'Italia, provengo da un'area culturale che è stata spesso confinata ai margini della Repubblica, e non sono certo arrivata fin qui fra le braccia di un contesto familiare e di amicizie influenti. Rappresento ciò che gli inglesi chiamerebbero l'underdog. Lo sfavorito, per semplificare, che per affermarsi deve stravolgere tutti i pronostici. Intendo farlo ancora, stravolgere i pronostici”, assicura concludendo il discorso di poco più di un'ora. E dai banchi del centrodestra scatta il coro “Giorgia Giorgia” che risuona nell'emiciclo.
Reazioni al discorso della Meloni –
"Troverete una interlocuzione costruttiva e obiettiva: non avremo imbarazzo a sostenere e votare i provvedimenti che riterremo opportuni. Non faremo una opposizione pregiudiziale, a prescindere". Lo ha detto Andrea Costa, di Azione-Iv, nel dibattito alla Camera sulla fiducia al governo. "Ma chiediamo a voi la stessa onestà intellettuale, abbandonate proposte costituzionali e guardiamo insieme le emergenze del Paese".
'Ho sentito vari ministri ed ho sempre auspicato un grande impegno per il Mezzogiorno e per Napoli. Sono fiducioso che ci sarà attenzione perché il Sud è una parte troppo importante per il Paese per poter immaginare che la più grande città del Sud non abbia attenzione''. Lo ha affermato il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, a margine della seduta del Consiglio comunale.
Noi moderati, presidente Meloni, le saremo vicino con convinzione, dando il nostro contributo anche in termini di valori e idee, che ci contraddistinguono e che li ha dimostrato di apprezzare''. Lo ha detto il segretario dell’inconsistente Udc, Lorenzo Cesa, parlando alla Camera.
Del discorso da premier alla Camera di Giorgia Meloni, "non mi è piaciuto nulla". A dirlo, ospite di Un Giorno da Pecora, su Rai Radio1, è la deputata Pd Laura Boldrini. È stato polemico, vago e sull'immigrazione senza linea politica", spiega. "Non mi è piaciuto, non ho trovato motivi di ispirazione. Prosegue con la propaganda, non si è addentrata minimamente nelle questioni cruciali", aggiunge Boldrini.
"L'intervento alla Camera della presidente Consiglio, Giorgia Meloni, ha reso ancora più evidente la determinazione con cui il centrodestra intende affrontare questa responsabilità di governo, a partire dalle risposte necessarie ad affrontare le emergenze che investono le famiglie, le imprese e l'intero paese. Forza Italia, che rappresenta un tassello fondamentale di questa compagine di governo, è pronta a lavorare con gli alleati del centrodestra per tradurre in fatti il programma con il quale la coalizione si è presentata agli elettori". Così, in una nota, infermiera di Berlusconi, e anche da poco nominata presidente del gruppo Forza Italia al Senato, Licia Ronzulli.
"Giorgia Meloni ha scelto una chiave identitaria e autocelebrativa. Avrei volentieri ascoltato da parte della Presidente del Consiglio, invece, un discorso programmatico: cosa fare, come e quando. Pronti, ma non si sa per cosa". Lo scrive su Twitter il segretario di Più Europa Benedetto Della Vedova.
"Giorgia Meloni ha proposto un'Italia più ingiusta: condono ai furbi, occhiolino agli evasori, meno tasse ai ricchi. Non è un caso che, tra tante parole, manchi drammaticamente un riferimento al tema più urgente di questo nostro Paese: il livello insostenibile delle diseguaglianze. Sui giovani paternalismo. Abbiamo ascoltato, come in campagna elettorale, una rassegna e denuncia dei problemi, senza soluzioni. Un comizio di un capo della destra. Dai, tocca a noi, c'è molto da fare, uniti e proponendo un'altra Italia". Così su Facebook Nicola Zingaretti commenta il discorso programmatica della presidente del Consiglio.











Comments are closed.