Cagliari, 20 Ott 2022 - Scatti fotografici fatti già prima che il tetto dell’aula magna dell’Università di Cagliari che rivelano spaccature e crepe nel pavimento e nei muri dell’ormai ex aula magna. Infatti dalle foto alla lavagna al professore che spiegava linguistica ai selfie dei ragazzi che seguivano le lezioni, scattate per altri motivi dagli studenti, che ora le postano sui social e denunciano quelli che ritengono fossero gli indizi di un possibile cedimento.
Un triste reportage di quelle che erano le condizioni in cui versava l’aula magna dell’ex facoltà di Geologia, che ospitava da qualche tempo i corsi di Lingue nel complesso di Magistero in via Trentino, frequentata ogni giorno da decine e decine di studenti.
Un crollo che poteva essere una strage: solo l’orario ha evitato che sotto le macerie potessero esserci morti e feriti.
Intanto, sarà un’inchiesta della Procura di Cagliari a fare chiarezza su quello che è accaduto poco prima delle 22 di martedì 18 ottobre.
Crollo colposo di edificio è l’ipotesi di reato su cui al momento si indaga.
Solo in un secondo momento, quando arriveranno gli esiti di tutte le verifiche in atto, il pm titolare dell’inchiesta, Giangiacomo Pilia, deciderà se aggravare le contestazioni, per ora a carico di ignoti, ipotizzando anche il reato di disastro colposo.
Nel frattempo, sono stati apposti i sigilli su tutto il polo umanistico tra via Is Mirrionis e via Trentino.
E ieri mattina, dopo il fatto, la paura ha lasciato il posto alla rabbia degli studenti, che prima hanno manifestato davanti alla sede del Rettorato, a Castello, poi hanno marciato in corteo sino a Magistero, nella parte più moderna del polo. Lì hanno occupato l’aula magna Capitini, chiedendo un incontro con il rettore.
“Non può essere considerato un fulmine a ciel sereno – riferisce Davide Piacenza dell’associazione Cercasi Dsu - da anni studiamo in edifici vecchi e maltenuti, è impensabile pensare di andare a lezione e rischiare la vita”.
Il tema centrale resta quello della manutenzione. L’ultima ordinaria, come ha detto il rettore Francesco Mola, era stata effettuata tre o quattro anni fa.
“Non c’è stata nessuna avvisaglia, nessuna crepa o un rumore che potesse far pensare a un simile cedimento. Per fortuna è accaduto in un orario in cui l’aula era vuota. Ora dobbiamo capire le cause”, ha detto Mola ai giornalisti questa mattina.
“Le responsabilità? Siamo tutti responsabili - ha concluso il rettore - noi lavoriamo per far crescere i nostri studenti, non certo per fargli cadere le pareti addosso”.











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