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Secondo gli esperti d’armi la Russia sembra stia finendo le sue armi più sofisticate.

Cagliari, 12 Ott 2022 - Gli attacchi russi di lunedì scorso su tutta l’Ucraina, in cui sono morte almeno 19 persone in varie città, sono stati sicuramente terribili, ma non così letali come avrebbero potuto essere, secondo un'analisi pubblicata oggi dal New York Times, che avanza dubbi sullo stato dell'arsenale russo e sulla possibilità di adempiere ai piani militari del presidente russo Vladimir Putin. 

Il quotidiano della Grande mela cita Ian Storey, ricercatore presso l'Iseas-Yusof Ishak Institute di Singapore, che, oltre a fare presente che la capacità ucraina di intercettare i missili russi è rimasta alta per tutto il conflitto, avanza l'ipotesi che Mosca abbia missili teleguidati poco efficaci, o che stia rimanendo a corto di munizioni di precisione. Se così fosse, troverebbe almeno parziale conferma la previsione avanzata alcune settimane fa dal media indipendente russo The Insider, per il quale “entro la fine dell'anno” la Russa sarebbe rimasta "quasi priva di proiettili, artiglieria e veicoli corazzati”.

Gli attacchi a lunga distanza dell'artiglieria russa, rivolti in gran parte a obiettivi civili, si sarebbero avvalsi di missili obsoleti, senza guida remota e imprecisi, alcuni dei quali risalenti all'epoca sovietica, come se non fossero a disposizione armi più sofisticate: secondo le intelligence occidentali, Mosca le avrebbe già in gran parte utilizzate nelle prime settimane dell'invasione. Quelli che restano non verrebbero “sprecati” contro obiettivi civili ma tenuti da parte per affrontare la controffensiva ucraina sui fronti orientale e meridionale.

L'industria bellica russa da tempo fa affidamento su componenti elettronici di importazione. Per questo, le sanzioni avrebbero limitato la capacità del Cremlino di fabbricare nuove munizioni di precisione. Sembra quindi improbabile che Mosca possa mantenere la capacità offensiva mostrata ieri. Inoltre, ricorre in misura sempre maggiore alle forniture di droni militari dall'Iran e, secondo fonti di intelligence citate dal quotidiano, di munizioni e missili dalla Corea del Nord. Dovere ricorrere a Pyongyang, secondo Storey, è “un segno di disperazione”.

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