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Letta-Calenda: Il leader di azione con il suo poco più del tre per cento, vuole imporre la sua volontà al primo partito italiano. E il Pd avverte: “Basta veti”. Bonino: spinge per l’intesa e dice: ogni voto lasciato alla destra è un voto ai putiniani.

Roma, 2 Ago 2022 - Questa mattina alla Camera il faccia a faccia tra Enrico Letta, Carlo Calenda e Benedetto Della Vedova, per discutere la possibilità di chiudere un accordo elettorale in vista del voto del 25 settembre. Un accordo che in realtà era stato già raggiunto e suggellato con tanto di stretta di mano. ''Erano stati definiti anche i collegi'', dicono dal Nazareno, ma che sarebbe stato rimesso in discussione da Calenda. Letta ''per senso di responsabilità di chi guida un partito che rappresenta un quarto degli italiani'', dicono i suoi, è disponibile a riprovarci, ma sia chiaro, si ribadisce, ''basta veti e basta sportellate''.

Un accordo ancora è possibile; bisogna 'raffreddare il cervello' e guardare avanti, anche per fermare questa destra putiniana. La pensa così Emma Bonino in un'intervista sul Corriere della sera a proposito dell'alleanza di +Europa e di Azione con il Pd. Un'alleanza è "ancora possibile - dice Bonino - perché hanno deciso di rivedersi. E poi le nostre richieste mi sembrano super ragionevoli. Letta per più di tre anni non ci ha filato, era preso da un'attrazione totalizzante per i cinque stelle. Non ha mai voluto avere rapporti con noi, ci ha dato per scontati". Ma "la vita è lunga e a me non piace guardarmi indietro. Guardo sempre avanti. E poi è inaccettabile dare un voto in più alla destra putiniana, meglio fare accordi. Bisogna capire l'importanza che queste elezioni hanno per il Paese e riflettere. Farsi una bella doccia fredda. Raffreddare il cervello. Compreso il mio. Dobbiamo pensare agli elettori".

E nel dibattito politico si inserisce la migliore sondaggista italiana Ghisleri: la destra non canti vittoria prima del tempo. E aggiunge: "Non bisogna basarsi solo sui dati usciti in queste settimane. Tutto si deciderà, come sempre, negli ultimi dieci giorni della campagna elettorale. Intanto abbiamo un bacino del 40% di indecisi che possono essere conquistati. Metà di questi quasi sicuramente non andrà a votare: dell'altra metà almeno il dieci si potrà fare allettare da qualche buona proposta, come spesso è avvenuto in passato". Lo dice Alessandra Ghisleri - sondaggista, direttrice di Euromedia Research - su la Repubblica. Col taglio dei parlamentari "non si possono sbagliare le scelte. Alla Camera i collegi uninominali saranno di 400 mila abitanti, al Senato di 800 mila. Un candidato autorevole, o più conosciuto, può imporsi su uno debole, a dispetto della capacità d'insediamento del suo partito. Anche questa è una variabile". I partiti che hanno mandato a casa Draghi rischiano di pagarla nelle urne? "C'è un mondo imprenditoriale, e di amministratori locali - osserva Ghisleri - che al momento è molto arrabbiato per quel che è accaduto e per quello che potrebbe accadere. E rimpiange la capacità che Draghi aveva di assumere scelte impopolari. Ora è difficile dire se questo malessere si manterrà fino al 25 settembre".

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