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Guerra in Ucraina: Allarme antiaereo in diverse regioni anche stanotte. In fiamme un deposito di munizioni a Belgorod, in territorio russo: nessun civile ferito. Da oggi niente più gas di Mosca a Polonia e Bulgaria.

Kiev, 27 Apr 2022 - Le parole di due giorni fa di Sergei Lavrov sul rischio di una terza guerra mondiale risuonano ancora nelle cancellerie e ieri la visita del capo dell'agenzia atomica internazionale Rafael Grossi a Chernobyl (in occasione del trentaseiesimo anniversario della tragedia) è sembrata ricordare plasticamente il pericolo che si correrebbe nel caso di un conflitto tra potenze nucleari. A proposito dell'impianto visitato, Grossi ha detto che l'Aiea in collaborazione con l'Ucraina dedicherà un lavoro specifico per l'infrastruttura danneggiata nelle ultime settimane. Grossi ha poi incontrato a Kiev il presidente Volodymir Zelensky che ha accusato Mosca di "aver portato il mondo sull'orlo del disastro, trattando la zona di Chernobyl e l'impianto stesso come un normale campo di battaglia." 

A proposito di nucleare. La portavoce della Casa Bianca, Jen Psaki, ha esortato ad abbassare i toni su un possibile conflitto nucleare nel quadro della guerra tra Russia e Ucraina. "Alcuni membri del nostro personale di sicurezza nazionale sono stati chiari sul fatto che una guerra nucleare non si può vincere", ha detto Psaki in conferenza stampa, "il nostro obiettivo, ovviamente, è ancora chiedere una riduzione della retorica al riguardo". 

E il portavoce del dipartimento di Stato americano Ned Price ha bollato come "irresponsabili" le parole del ministro degli esteri russo Lavrov, sostenendo che fanno parte di un "modello di dichiarazioni bellicose" della Russia. Sono "un chiaro tentativo di distrarre dal suo fallimento in Ucraina". L'escalation nucleare è particolarmente irresponsabile, "è il culmine dell'irresponsabilità", ha concluso Price. 

Intanto il conflitto sul campo va avanti. Dalla mezzanotte sono risuonate le sirene dell'allarme antiaereo a Donetsk, Zaporiggia, Kryvyi Rih, Dnipro e, più volte, a Poltava dove già nella tarda serata sono state segnalate esplosioni.

Esplosioni ci sarebbero state anche in territorio russo, a Belgorod dove - a dirlo è il governatore regionale Vyacheslav Gladkov - è scoppiato un rogo in un deposito di munizioni vicino al villaggio di Staraya Nelidovka: nessun civile sarebbe rimasto ferito e nessun edificio residenziale sarebbe stato distrutto. Siamo nella Russia occidentale, molto vicino al confine con l'Ucraina: all'inizio di aprile Mosca aveva accusato Kiev di aver attaccato proprio a Belgorod un deposito di carburante utilizzato per scopi civili. 

La vice ministra della Difesa ucraina ha detto che le riserve di missili dell'esercito russo si sono dimezzate dall'inizio della guerra. Secondo Anna Malyar la forze di Mosca hanno lanciato finora contro l'Ucraina 1.300 missili. 

Da oggi Mosca chiude i rubinetti del gas a Polonia e Bulgaria, "colpevoli" di non voler pagare le forniture in rubli. I due paesi (che, lo ricordiamo, sono membri di Ue e Nato) si dicono pronti a ottenere il gas mancante da altre fonti.

Chiudiamo questo resoconto con il calcio. Eh sì, perché (ed era difficile immaginare un finale diverso) in questa stagione il titolo del campionato ucraino non verrà assegnato. La Lega calcio di Kiev ha infatti dichiarato concluso il torneo, fermo dall'inizio della guerra, ma ha deciso che non verrà proclamato un vincitore. Al comando della classifica c'era lo Shakhtar Donetsk allenato dall'italiano Roberto De Zerbi con due punti di vantaggio sulla Dinamo Kiev. I due club probabilmente disputeranno i turni di qualificazione alla Champions League nella prossima stagione.

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