Roma, 25 Mar 2022 - Da lunedì tutta l'Italia in zona bianca. Con l'ordinanza di oggi si va verso la fine dell'era delle regioni a colori. Questo alla luce dei dati della Cabina di Regia di oggi.
Intanto, i dati dicono che i nuovi casi, nelle ultime 24 ore, sono 75.616 con 146 decessi. Sono 503.973 i tamponi molecolari e antigenici per il coronavirus effettuati nelle ultime 24 ore, secondo i dati del ministero della Salute. Ieri erano stati545.302. Il tasso di positività è al 15%, stabile rispetto a ieri. Sono 447 i pazienti ricoverati in terapia intensiva, stabili nel saldo tra entrate e uscite. Gli ingressi giornalieri sono 49. I ricoverati nei reparti ordinari sono 8.994, (ieri 9.029) 35 in meno rispetto a ieri.
"Questa settimana tende ancora a salire l'incidenza di casi di Covid-19 nel nostro Paese. Il tasso di incidenza si fissa intorno a 848 casi per 100mila abitanti. Anche l'Rt mostra una tendenza alla crescita, siamo a 1,12, quindi al di sopra dell'unità". Lo ha affermato il direttore generale Prevenzione del ministero della Salute, Gianni Rezza, nel consueto video a commento dei dati del monitoraggio regionale della cabina di regia sul Covid-19.
"L'occupazione dei posti d’area medica e di terapia intensiva- ha aggiunto- è rispettivamente al 13,9% e al 4,5%. C'è quindi una tendenza ad un incremento, sia pure lieve, dell'occupazione nei posti d’area medica, mentre fortunatamente tende a scendere, a diminuire, la congestione dei posti di terapia intensiva".
"La campagna vaccinale- ha infine sottolineato Rezza- mostra dei tassi di copertura vaccinale molto elevati, però ricordiamo per chi non l'abbia ancora fatto che è importante completare il ciclo vaccinale con una dose di richiamo", ha concluso.
"I dati sulle persone che contraggono l'infezione o richiedono ricovero o purtroppo decedono rimangono sostanzialmente invariate e l'età media si colloca intorno ai 40 anni per chi contrae l'infezione, sopra i 70 anni per chi chiede l'ospedalizzazione, anche in terapia intensiva, e sopra gli 80 anni per chi, purtroppo, decede". Lo ha dichiarato il presidente dell'Istituto superiore di Sanità e portavoce del Comitato tecnico-scientifico, Silvio Brusaferro, nel consueto video a commento dei dati del monitoraggio regionale della cabina di regia sul Covid-19.
Se il livello di occupazione di posti letto da parte di pazienti Covid "scende in terapia intensiva", mentre "per quanto riguarda l'area medica è in lieve crescita". Questo "si traduce in una proiezione di fabbisogno di posti letto a 30 giorni significativamente differente tra le terapie intensive, dove" questo fabbisogno atteso risulta "limitato, e le aree mediche, in cui invece in alcune regioni è più elevato". Dunque i ricoveri ordinari sono attesi in crescita in particolare in alcune regioni. È il quadro tracciato dal presidente dell'Istituto superiore di sanità (Iss), Silvio Brusaferro, in un video in cui commenta i principali dati del monitoraggio settimanale Covid-19.
La curva dei contagi in questi giorni comincia leggermente a piegare e questo è probabilmente può essere un segnale positivo rispetto all'andamento" di questa fase. A dirlo è il presidente dell'Istituto superiore di sanità (Iss), Silvio Brusaferro, durante il suo intervento all'evento "Due anni in trincea. La pandemia e la società italiana" organizzato dalla fondazione Cesifin e dall'associazione Neodemos alla fondazione Stensen.
Alla luce dei dati della Cabina di Regia, la Sardegna passa in area bianca. Con questa ultima ordinanza da lunedì l'Italia sarà tutta bianca
"Alcuni numeri: 474 milioni di casi Covid in tutto il mondo ma soprattutto 11 miliardi di dosi di vaccino somministrate. E' una cosa straordinaria, non è mai successo nella storia dell'uomo che in tempi così brevi si riesca a pensare un vaccino, testarlo, produrlo e diffonderlo con la logistica e renderlo disponibile a miliardi di persone". In Italia, analizza Brusaferro, “abbiamo messo a disposizione e somministrato di media 700mila dosi al giorno, è uno sforzo importante, serve flessibilità”. Poi ci sono i progressi in ambito di analisi epidemiologica, aggiunge il presidente dell'Iss: "Per la prima volta nel nostro Paese riusciamo a mettere a regime un sistema di monitoraggio per un periodo molto lungo". Infine, chiarisce Brusaferro, c'è la produzione di mascherine per rispondere alla necessità pandemiche: "Quando siamo partiti nel 2020 avevamo una produzione risibile, pochissime aziende, con quantità produttive largamente insufficienti, in un tempo breve con gli incentivi governativi siamo riusciti ad avere 643 aziende che producevano mascherine certificate".
Brusaferro ha ricordato come il Covid-19 sia in realtà una "sindemia" dove all'aspetto strettamente biologico "si è sovrapposto quello sociale ed economico". "Occorrono - ha concluso - investimenti formidabili, soprattutto nelle persone e nelle nuove generazioni per una gestione efficace del progresso tecnologico".
"Un tema importante che ci ha insegnato la pandemia è la prevenzione che purtroppo ha un grande vizio: quando funziona non la vedi. E dopo un po’ che il problema non lo vedi tendi a dire 'perché investire risorse su quel problema che non ho più?'. Ma il problema in realtà ancora c'è e poi si manifesta, è un po' come il cane che si morde la coda. Questo è un po' successo nel corso degli ultimi anni".










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