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Il despota russo Putin proto all’attacco dell’Ucraina anche se continua a negare: inviate 30 navi russe nel Mar Nero, oggi colloquio telefonico tra Biden e Putin.

Cagliari, 12 Feb 2022 - Soffiano venti di guerra e scatta l'allarme in tutto il mondo. Gli Stati Uniti hanno lanciato drammaticamente l'allarme sull'Ucraina, avvertendo che un'invasione russa potrebbe iniziare a breve, e hanno chiesto ai cittadini statunitensi di andarsene entro 48 ore. Un attacco da parte degli oltre 100.000 soldati russi, attualmente sistemati vicino all'Ucraina, "potrebbe verificarsi da un giorno all'altro", ha detto ai giornalisti Jake Sullivan, consigliere per la sicurezza nazionale della Casa Bianca a Washington.

Oggi il presidente russo, Vladimir Putin, e quello statunitense, Joe Biden, avranno un colloquio telefonico. La telefonata avviene sulla base di una prima proposta russa di una conversazione da tenersi nella giornata di lunedì, chiarisce in una nota la Casa Bianca, spiegando di aver successivamente avanzato la controproposta di un confronto sabato, accettata da Mosca.

Ieri c'è stato un colloquio invece tra i capi di stato maggiore dei due Paesi, Mark Milley e Valery Gerasimov. In una chiamata al ministro degli Esteri ucraino, Dmytro Kuleba, il segretario di Stato americano, Antony Blinken, ha assicurato che l'Ucraina ha il"sostegno deciso" degli Stati Uniti di fronte a una minaccia russa sempre più "acuta". La Cia teme un attacco russo per la prossima settimana. Blinken ha annunciato che oggi avrà un colloquio telefonico con il ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov e ha detto che ci sono segnali di un'escalation in Ucraina da parte di Mosca.   "Continuiamo a vedere segnali molto preoccupanti di un'escalation della Russia, come l'arrivo di nuove truppe al confine con l'Ucraina", ha detto parlando in conferenza stampa dalle Fiji.

Intanto un'esercitazione su larga scala, che coinvolge più di 30 navi della marina russa, è iniziata nel Mar Nero. Lo ha reso noto il servizio stampa della flotta del Mar Nero.  "Oltre 30 navi da guerra di varie classi della flotta del Mar Nero e di altre flotte svolgeranno missioni come parte di forze armate, gruppi offensivi navali e unita' di navi da sbarco", ha affermato il servizio stampa in una nota.

"Le formazioni navali e le unità delle truppe costiere, così come l'aviazione navale, effettueranno il lancio di missili e artiglieria, nonché eseguiranno attacchi missilistici e bombe su bersagli marittimi, costieri e aerei in varie fasi dell'esercitazione. L'obiettivo dell'esercitazione - è scritto nella nota - è difendere la costa della penisola di Crimea, le basi di forze e truppe, nonché le infrastrutture economiche del Paese, le comunicazioni navali e le aree di attività economica marittima dalle minacce militari del nemico immaginario".  

Le navi hanno lasciato le basi di Sebastopoli e Novorossijsk nella fase iniziale "dopo aver viaggiato in aree designate". Il comandante della flotta del Mar Nero Igor Osipov supervisiona le manovre. L'esercitazione coinvolge fregate, corvette, piccole navi missilistiche e navi missilistiche, navi da sbarco, cacciatorpediniere e navi contromisure.

Le forze e le truppe navali russe, comprese le unità portate da tutto il vasto paese, ora circondano l'Ucraina a sud, est e nord. La Russia, che nega qualsiasi piano per attaccare l'Ucraina, controlla già il territorio della Crimea e sostiene le forze separatiste che controllano la regione ucraina del Donbass a est. Il Cremlino afferma che il suo obiettivo è convincere la Nato ad accettare di non concedere mai l'adesione all'Ucraina e anche a ritirarsi dai paesi dell'Europa orientale già nell'alleanza, ritagliando di fatto l'Europa in sfere di influenza in stile Guerra Fredda.

Gli Stati Uniti e i loro alleati europei respingono le richieste, insistendo sul fatto che la Nato non rappresenta una minaccia per la Russia. In aggiunta alle tensioni, venerdì sono state avviate esercitazioni militari russe su larga scala con la Bielorussia, che si trova appena a nord di Kiev e confina anche con l'Unione Europea.

Il consigliere per la Sicurezza Usa, Sullivan, ha chiarito che gli Stati Uniti si stanno preparando al peggio, compreso un "rapido assalto" alla capitale Kiev. "Se un attacco russo all'Ucraina procede, è probabile che inizi con bombardamenti aerei e attacchi missilistici che potrebbero ovviamente uccidere i civili", ha detto. "Qualsiasi americano in Ucraina dovrebbe partire il prima possibile e comunque nelle prossime 24-48 ore". Gli Stati Uniti potrebbero annunciare nelle prossime ore l'evacuazione di tutto il personale della loro ambasciata a Kiev, secondo l'agenzia Associated Press. Un piccolo numero di funzionari potrebbe rimanere nella capitale ucraina, ma la gran parte dei quasi 200 americani che lavorano alla rappresentanza diplomatica verranno fatti uscire dal Paese o trasferiti nelle zone occidentali, vicino al confine polacco, in modo da mantenere una presenza diplomatica.

Sullivan ha parlato poco dopo che il presidente Joe Biden e sei leader europei, i capi della Nato e dell'Unione Europea, hanno tenuto colloqui sulla peggiore crisi tra Occidente e Russia dalla fine della Guerra Fredda. Il presidente del Consiglio, Mario Draghi, ha partecipato a una videoconferenza, organizzata dagli Stati Uniti, sulla crisi in Ucraina. Secondo quanto conferma Palazzo Chigi, all'incontro è stato approfondito l'esame delle sanzioni che verrebbero adottate in caso di aggressione all'integrità territoriale dell'Ucraina da parte della Russia. E Draghi sostiene l'opportunità di pesanti sanzioni, pur continuando a sperare in un utile dialogo con Mosca.

Il governo francese ha detto che anche il presidente Emmanuel Macron chiamerà il leader russo sabato. Sottolineando le prospettive cupe, una serie di paesi si è unita all'esodo di diplomatici e cittadini dall'Ucraina, mentre i prezzi del petrolio sono aumentati e le azioni statunitensi sono crollate

Nel frattempo i dipendenti della missione diplomatica russa in Ucraina hanno iniziato a lasciare il Paese. Lo riporta Ria Novosti, citando una "fonte informata". "I diplomatici e i funzionari consolari in Ucraina hanno iniziato a tornare in Russia", scrive l'agenzia russa, secondo la quale sullo sfondo degli allarmi lanciati dai Paesi occidentali ai propri cittadini, "Mosca ha deciso d'intraprendere la stessa strada".  

Australia e Nuova Zelanda allertano i connazionali: "Via subito dall'Ucraina"

Via subito dall'Ucraina. Anche Australia e Nuova Zelanda invitano i connazionali a lasciare immediatamente il Paese. Per il premier australiano, Scott Morrison, la situazione è "molto seria". "Sarà un quadro molto volatile se ci sarà un conflitto - ha detto durante una conferenza stampa - Speriamo e preghiamo affinché non sia così". "Da tempo è chiaro il messaggio che gli australiani in Ucraina dovrebbero lasciare il Paese", ha aggiunto.

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