Lanusei (Nu), 4 Ott 201 – Il due ottobre scorso, i carabinieri della Compagnia di Lanusei e della Stazione hanno notificato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari nei confronti di 7 persone del paese del nord Sardegna della provincia nuorese.
Nello specifico viene contestato il reato di inadempimento e frode in pubbliche forniture con riferimento all’appalto per la sanificazione dei locali dell’Ospedale di Lanusei e degli altri presidi territoriali (tra cui le sedi del Servizio di continuità assistenziale – Guardia Medica) di competenza dell’Assl di Lanusei. Per il referente sul territorio inoltre il reato di minaccia grave.
Gli indagati, Salvatore Polizzi, di 37anni, Sauro Piroddi, di 44, Marcello Orrù, di 36, Massimiliano Stocchino, di 41, Antonello Loi, di 28, Rossano Stocchino, di 47 e Mattia Farci di 37anni, rientrano nelle indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Lanusei (magistrato dr. Gualtiero Battisti) e condotte congiuntamente dai Carabinieri della Compagnia e della Stazione di Lanusei e dai Carabinieri del Nas di Sassari.
Gli accertamenti erano stati avviati all’inizio del mese di gennaio dell’anno corrente – da accuse di minacce compiute da sconosciuti contro i vertici dell’Assl e da denunce incrociate, provenienti per un verso dai lavoratori della Società Cooperativa In Linea di San Cataldo (Provincia di Caltanissetta), la quale era risultata – a fine anno 2020 – aggiudicataria dell’appalto per la sanificazione, per altro verso dai vertici dell’Assl, relative in prima battuta a danneggiamenti dei macchinari utilizzati per la sanificazione, in secondo luogo a condotte gravemente inadempienti degli obblighi assunti – dalla Cooperativa – con l’aggiudicazione dell’appalto.
Informazioni testimoniali sui fatti denunciati, un’attività di perquisizione presso il nosocomio e presso le varie sedi della Guardia Medica, presso le abitazioni di alcuni degli operai locali (tutti quanti residenti a Lanusei o in altri centri dell’Ogliastra) assunti dalla Cooperativa In Linea per svolgere il servizio di sanificazione, il sequestro penale a fini probatori dei macchinari, degli strumenti e delle sostanze usate – per lo svolgimento delle già menzionate attività – dai lavoratori della Cooperativa ed altre attività avevano posto in essere i militari.
Ne era seguita, da parte dell’Assl, inoltre, l’interruzione dei rapporti contrattuali con la Cooperativa In Linea e l’assegnazione del servizio di sanificazione ad altra società.
A conclusione delle attività d’indagine è emerso l’utilizzo di macchinari per la sanificazione con solo acqua, senza l’additivo – denominato Adantium Plus - richiesto dalla stazione appaltante come necessario (e peraltro unico di utilizzo consentito); l’utilizzo di macchinari per la sanificazione diluendo in acqua un quantitativo del disinfettante Adantium Plus molto inferiore a quello previsto nella scheda tecnica per l’utilizzo dello stesso disinfettante e indicato, nelle condizioni di fornitura relative alla gara d’appalto, come di necessario rispetto; l’utilizzo di macchinari per la sanificazione diluendo in acqua, un disinfettante diverso dall’Adantium e denominato Gesan, non previsto dalle condizioni di fornitura ed avente, minore efficacia (con riferimento agli specifici obiettivi perseguiti con la sanificazione ) nonché caratteristiche di maggiore tossicità e conseguente pericolosità ( tra l’altro in quanto il Gesan ha PH basico, e L’Adantium un ph fisiologico) e l’introduzione acqua o Gesan o miscele di questi due prodotti all’interno delle boccette consumate di Adantium, in modo di simulare il versamento nei serbatoi dei macchinari per la disinfezione.
Tutto veniva commesso in una situazione che riguardava beni ed opere destinate ad ovviare al comune pericolo costituito dalla diffusione della pandemia di Covid-19










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