Milano, 30 Ago 2021 - Tanta paura per l'incendio scoppiato nel grattacielo "Torre del Moro", complesso residenziale che ospita 60 famiglie. Mentre sono in corso le operazioni di spegnimento in via Antonini, in zona Famagosta a Sud di Milano, rincuora sapere che non c'è alcuna vittima. I vigili del fuoco sono entrati per "sfondare, una dopo l'altra, tutte le porte e accertarsi che le persone fossero uscite", ha dichiarato il presidente della Lombardia Attilio Fontana il giorno dopo la vicenda. I residenti sono stati evacuati o raggiunti telefonicamente, incluso l'artista Mahmood, di cui inizialmente non si avevano notizie.
La drammaticità di quei momenti è testimoniata dagli abitanti e da un altro artista che abita da poco più di un mese accanto allo stabile: "Cadevano i pezzi della facciata e c'era tanto fumo, oltre all'incendio. È stata una scena allucinante, le fiamme erano altissime. Ci siamo spaventati e siamo scappati", racconta Morgan su Instagram: "Stavamo in casa, è scoppiato un incendio, è incredibile c'è un grattacielo che sta andando completamente a fuoco. È una cosa assurda, allucinante, stavamo per andare a fuoco anche noi, stavamo nella casa di fianco. È incredibile, non ho neanche preso le chiavi di casa perché sono scappato subito, appena ho sentito il calore in casa".
Sarà compito della magistratura stabilire le cause delle fiamme, che sembra siano partite dalla facciata, composta, secondo i residenti, da materiale ignifugo. Tema ripreso dal professor Angelo Lucchini, docente di Architettura tecnica al Politecnico di Milano ed esperto di edifici alti e complessi e di questioni legate alla sicurezza e al fuoco: "Posso fare solo delle ipotesi sulla base di quel che vedo e di quel che leggo. Mi viene da dire una cosa: visto che il fuoco pare si sia propagato solo all'esterno, se qualcosa non ha funzionato riguarda esclusivamente l'involucro e in particolare il suo rivestimento. Significa cioè che il sistema di sicurezza interno ha funzionato".
Per Lucchini il palazzo all'esterno si è acceso come un fiammifero "perché il rivestimento è stato realizzato con materiale combustibile, in grado di reagire rapidamente all'innesco che, per quanto è dato sapere, pare sia avvenuto a un piano alto" sottolinea l'esperto, facendo notare che per le facciate "è inappropriato e non si concilia con i requisiti di sicurezza rispetto al fuoco previsti dal ministero dell'Interno per gli edifici civili". Un obbligo non esiste, rimarca ancora Lucchini: "Le linee guida preparate dai vigili del fuoco per il ministero, fatte peraltro molto bene, hanno valore di raccomandazione. È però auspicabile che, anche alla luce di questo caso milanese, si acceleri il passaggio a un livello obbligatorio".
Tra il grattacielo di via Antonini e la Grenfell Tower di Londra, che si era incendiata velocemente "c'è una forte analogia - conclude Lucchini -. Nel caso milanese fortunatamente non vi sono stati problemi di evacuazione grazie al probabile rispetto delle regole costruttive sulla compartimentazione che hanno evitato alle fiamme di aggredire i piani interni. A Londra invece no ed è stata una tragedia".
“Ci avevano detto che i pannelli che ricoprivano il palazzo erano ignifughi, invece sono bruciati rapidamente come fossero burro". Così ha raccontato all'Ansa una delle condomine del palazzo. "Saranno i tecnici a fare una verifica, ma ricordo perfettamente che ci avevano detto che i pannelli erano resistenti al fuoco”. “Abbiamo sentito odore di fumo e siamo subito scappati via, non pensavo fosse così grave". È il racconto di un’altra inquilina sfuggita alle fiamme. "I Vigili del fuoco mi hanno detto che sarebbe partito dall'altro lato del mio piano - ha continuato la donna - dove vive un ragazzo che dovrebbe essersi messo in salvo".











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