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Cna Sardegna – Opere pubbliche: ammonta a 4,7 miliardi il costo delle infrastrutture strategiche e prioritarie di interesse della Sardegna.

Cagliari, 5 Ago 2021 – In un comunicato la Cna Sardegna rende noto che ammonta a 4,7 miliardi di euro il costo aggiornato al 31 dicembre 2020 delle infrastrutture strategiche e prioritarie programmate localizzate in Sardegna. Rispetto al costo complessivo nazionale, pari a 305,286 miliardi, è confermata la quota regionale del 2%, a fronte di quote dell’8% per superficie territoriale e del 3% per popolazione residente. È quanto si evince dall’ultimo rapporto su "Le infrastrutture strategiche e prioritarie – Programmazione e realizzazione”, presentato alla VIII Commissione ambiente, territorio e lavori pubblici della Camera dei deputati nel mese di maggio 2021 ed elaborato da Centro studi della Cna.

Circa il 54% di questi costi - 2,513 miliardi - sono riferiti a infrastrutture prioritarie, ovvero a programmi e interventi prioritari individuati con i DEF 2015, 2017, 2019 e 2020 e a interventi infrastrutturali da sottoporre a commissariamento individuati ai sensi dell’articolo 4 del DL 32/2019 (c.d. decreto sblocca cantieri), come modificato dall’articolo 9 del DL 76/2020 (c.d. decreto semplificazioni); i restanti 2,165 miliardi – il 46% – sono invece riconducibili a infrastrutture strategiche non prioritarie, ovvero a quelle infrastrutture non inserite nei documenti sopra citati ma indicate nell’11° Allegato infrastrutture del DEF 2013 (l’ultimo documento sul quale si è perfezionato l’iter di approvazione ai sensi dell’abrogata disciplina sulla programmazione delle infrastrutture strategiche di cui alla legge n. 443 del 2001). Si tratta di interventi deliberati dal CIPE, in corso di realizzazione o sottoposti a revisione progettuale.

Le risorse complessivamente disponibili al 31 dicembre 2020 per la realizzazione delle infrastrutture strategiche e prioritarie ammontano a 3,983 miliardi, l’85% del costo previsto. Il fabbisogno residuo necessario per completare le infrastrutture programmate ammonta invece a circa 695 milioni (15%). Il contributo pubblico rappresenta l’82% (3,266 miliardi) e quello privato il restante 18% (716,5 milioni). 

Con riferimento al costo delle infrastrutture prioritarie, pari a 2,513 miliardi, le disponibilità finanziarie ammontano complessivamente a 2,024 miliardi di euro (il 51% delle disponibilità totali), con un fabbisogno residuo di circa 488 milioni. Il 100% delle risorse disponibili sono risorse pubbliche provenienti da leggi di bilancio e da altre norme nazionali e da risorse europee, principalmente del Fondo per lo sviluppo e la coesione (FSC) 2014-2020. Nuove risorse dovrebbero arrivare dal Piano nazionale di ripresa e resilienza e coinvolgere progetti maturi la cui ultimazione è prevista entro il 2026. Per le infrastrutture non prioritarie, invece, si osserva una copertura finanziaria del 90%, corrispondente a un importo di circa 1,958 milioni. Il contributo pubblico rappresenta il 63% (1,242 milioni) e quello privato il restante 37% (716,5 milioni).

L’analisi dei costi delle infrastrutture prioritarie per sistema infrastrutturale conferma la centralità delle strade alle quali spetta poco meno della metà del costo complessivo: 2,286 miliardi su 4,678 miliardi totali (49%). La netta prevalenza delle infrastrutture stradali non sorprende in quanto il trasporto su strada è la principale modalità di trasporto dell’isola.

Con l’ultima rilevazione emerge inoltre un nuovo interesse per le infrastrutture idriche per effetto dell’individuazione di nuove priorità con lo schema di DPCM ai sensi dell’art. 4 del DL 32/2019. Al 31 dicembre 2020 il costo complessivo delle infrastrutture idriche ammonta a 816 milioni (il 17% del costo complessivo) di cui 431 milioni relativi a infrastrutture prioritarie commissariate tra le quali rientrano i 161 milioni di costo delle nuove priorità individuate con lo schema di DPCM ai sensi dell’art. 4 del DL 32/2019 (completamento delle dighe Maccheronis e Cumbidanovu in provincia di Nuoro; messa in sicurezza delle dighe sul rio Mannu di Pattada a Monte Lerno in provincia di Sassari, sui rii Olai e Govossai in provincia di Nuoro, Cantoniera sul fiume Tirso e Monte Pranu sul rio Palmas in provincia di Oristano) e i 270 milioni relativi al completamento della realizzazione delle dighe di Monti Nieddu e di Medau Angiu (1 e 2 lotto), opera strategica “storica” della città metropolitana di Cagliari.

Un altro 15% del costo, pari a 717 milioni, spetta alle infrastrutture energetiche rappresentate dal collegamento sottomarino a 500 kV in corrente continua SAPEI (Sardegna-Penisola Italiana).  L’impianto è in esercizio dal mese di novembre 2009 e i lavori sono stati ultimati nel 2011. Nel 2020 è stato approvato dal CIPE il progetto definitivo di un intervento integrativo per il corretto funzionamento, dell’importo di 36,454 milioni. Tale intervento, finalizzato a prevenire i numerosi “fuori servizio” causati da guasti al tratto di cavo sottomarino parallelo alla costa sarda, tra la stazione di conversione di Fiume Santo e l’elettrodotto marino (anodo) di Punta Tramontana, consiste in un nuovo tratto di elettrodotto, di tipo terrestre ed interrato, quale riserva di quello marino già realizzato ed ha una lunghezza totale di circa 40 km, di cui 74 m di linea aerea e circa 39 Km di linea in cavo interrato che, per minimizzare l’impatto ambientale, si svilupperà in affiancamento o sotto strade carraie, strade provinciali e strade statali.

Il costo delle infrastrutture ferroviarie non raggiunge il 10% del costo totale delle infrastrutture strategiche e prioritarie. Si tratta di 425 milioni di euro (con risorse interamente disponibili) per riqualificare e potenziare la direttrice Cagliari-Sassari/Olbia, dei quali 397 milioni relativi a opere prioritarie inserite nell’Allegato al DEF 2020 “#Italia veloce” e quindi conformi alle linee programmatiche del Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili che mirano a uno “sviluppo di sistemi integrati di trasporto per una mobilità sostenibile, a lunga percorrenza e locale, anche al fine di ridurre l’inquinamento nelle città e procedere nel percorso di decarbonizzazione”, per il quale “sono fondamentali lo sviluppo dell’alta velocità delle persone e delle merci e il simultaneo potenziamento del trasporto su base regionale, anche per garantire un vero diritto alla mobilità ai tanti pendolari che ogni giorno utilizzano il trasporto pubblico per recarsi al lavoro”.  Altre infrastrutture ferroviarie potrebbero essere programmate con il PNRR nell’ambito della Missione M3.C1-1.1.7 “Potenziamento, elettrificazione e aumento della resilienza delle ferrovie del Sud”, avente come obiettivo il potenziamento della rete ferroviaria in diversi punti critici del Sud Italia e per la realizzazione di interventi di ultimo miglio ferroviario per la connessione di porti e aeroporti (rientra in questo ambito il collegamento ferroviario per l’aeroporto di Olbia).

Ai sistemi urbani, rappresentati da alcune tratte del sistema tranviario della città metropolitana di Cagliari e dall’opera ferroviaria upgrading infrastrutturale e tecnologico del nodo di Cagliari, spetta il 5% del costo, pari a 224 milioni, e a porti e interporti, rappresentati da interventi nel porto canale di Cagliari e nei porti di Olbia e Porto Torres e da lavori di manutenzione dei porti del nord Sardegna, il restante 4%, pari a 210 milioni.

Rientra inoltre nelle infrastrutture prioritarie la ciclovia della Sardegna, itinerario ad anello attraverso l'intera isola della Sardegna e i centri di Cagliari, Oristano, Macomer, Sassari, Porto Torres, Olbia e Tortolì (1.134 km), per la realizzazione della quale, nonostante non si disponga di informazioni sul costo complessivo, sono previste risorse del PNRR a disposizione del Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili per la "mobilità dolce" ( 600 milioni di euro, dei quali 200 milioni dedicati alla realizzazione di ciclovie urbane e 400 milioni per la realizzazione di ciclovie turistiche).

“Il costo dei lotti ultimati al 31 dicembre 2020 sale a 1,5 miliardi, il 31% delle infrastrutture programmate. Sale a 816 milioni il costo dei lotti in corso di esecuzione (17,5%) e a 2 miliardi quello dei lotti in fase di progettazione (44%). Il restante 7,5% (338 milioni) sono lotti in gara, aggiudicati, contrattualizzati ma con lavori non avviati oppure contratti rescissi dichiarano Francesco Porcu e Antonello Mascia, rispettivamente segretario regionale CNA e presidente della Federazione delle Costruzioni. Si concentrino gli sforzi – continuano i vertici CNA per rendere cantierabili questi 2,4 mld; i processi di semplificazione e accelerazione delle procedure previste dal PNRR, che aggiungerà ulteriori risorse, offrono l’occasione per definire il completamento delle opere in tempi congrui sostenendo e rafforzando la ripresa economica in atto anche in Sardegna” concentrino gli i vertici di Cna.

L’analisi dello stato di avanzamento fisico[1] al 31 dicembre 2020 delle infrastrutture strategiche e prioritarie della Sardegna, viene analizzato attraverso l’aggiornamento di SILOS e tiene conto dello stato di avanzamento di 79 lotti (46 prioritari e 33 non prioritari), tra opere intere o parti di esse. Le opere prioritarie presentano uno stato di avanzamento più maturo rispetto alle non prioritarie. In tale ambito, infatti, escludendo le opere ultimate, è maggiore l’incidenza dei lavori in corso o contrattualizzati ma non avviati (40% per le opere prioritarie e 5% per le non prioritarie). Al contrario per le opere non prioritarie risulta alta la quota della progettazione: 84% contro 54% delle opere prioritarie. Tali dati non sono raffrontabili con i rapporti precedenti in quanto il perimetro di analisi si modifica di anno in anno.

Appare comunque evidente che si stia entrando in una fase in cui, dopo molto tempo rispetto a quanto programmato, diverse infrastrutture strategiche si avviano alla conclusione, per altre è previsto a breve l’avvio della fase di cantierizzazione, anche a seguito delle misure di semplificazione di tutti i passaggi burocratici e amministrativi, nonché in vista dell’impiego delle risorse destinate al finanziamento degli interventi inseriti nel Pnrr. Com


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