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Consiglio Sardegna – Approvate “Norme urgenti per il rilancio delle attività di impulso, coordinamento ed attuazione degli interventi della Giunta regionale e di riorganizzazione della Presidenza della Regione.

Cagliari, 25 Magg 2021 - Aperta la 151ma seduta e concluse le fomalità di rito il presidente del Consiglio ha ricordato l’ordine del giorno che prevede la votazione dell’emendamento n. 1277 (Mula e più) al quale è stato presentato l’emendamento sostitutivo totale n. 1283(firmato solo dal capogruppo Psd’Az, Mula) che ha dunque precedenza nella votazione. Il capogruppo dei Progressisti, Francesco Agus, ha chiesto la votazione segreta e il presidente ha proceduto dunque con la chiama dei consiglieri.

Concluse le operazioni di voto e scrutinio, il presidente ha proclamato il risultato: favorevoli 27, contrari 19 e una scheda nulla.

L’emendamento approvato modifica l’articolo 11 della legge 3/2009 e sostituisce il primo periodo del comma 1) con la seguente dicitura “Il presidente della Regione può avvalersi di un ufficio stampa e informazione, composto da un capo ufficio e da un numero di collaboratori, non superiori a dodici, dei quali fino a otto scelti tra iscritti all’ordine dei giornalisti, e fino a quattro scelti tra esperti qualificati in materia di social media management, digital Pr, video making and editing, illustrazione, grafica digitale o figure equipollenti comunque funzionali all’efficacia della comunicazione complessiva dell’azione di governo”. Il comma 2) stabilisce la durata (massimo il tempo della legislatura) e la natura del contratto: agli iscritti all’ordine è applicato il relativo contratto di lavoro mentre per gli altri servirà una delibera della Giunta. Il comma 3) dell’emendamento recita testualmente: “a decorrere dal 30esimo giorno dell’entrata in vigore della presente legge l’ufficio stampa costituito ai sensi delle previgenti previsioni dell’articolo 11 della legge 3/2009 è soppresso ed i relativi contratti di natura fiduciaria stipulati in vigenza delle stesse sono risolti di diritto”.

Il presidente ha quindi dichiarato decaduti gli emendamenti 1277 e 1282 mentre il capogruppo della Lega, Giagoni, ha annunciato il ritiro dell’emendamento 1268.

Il relatore della maggioranza, Stefano Tunis (Misto), ha proposto alcune precisazioni al testo approvato giustificandone l’introduzione “in sede di coordinamento”. La natura delle “precisazioni” ha provocato le proteste delle minoranze che con i consiglieri Eugenio Lai (Leu) e Massimo Zedda (Progressisti) hanno lamentato la surrettizia introduzione di modifiche tipiche degli emendamenti. Il presidente del Consiglio ha quindi sospeso i lavori per consentire la distribuzione del testo delle modifiche avanzate dal relatore. Alla ripresa, il relatore Tunis si è limitato a proporre al Consiglio due “precisazioni” rispetto alle quattro avanzate in un primo momento e più precisamente quella inerente il testo dell’emendamento 1209 che emenda il 182 e la seconda che riguarda l’emendamento 1078.  

La Giunta, con l’assessore Nieddu ha dichiarato parere conforme a quello del relatore e nonostante le perplessità manifestate dal capogruppo Agus (Progressisti) il Consiglio ha approvato le precisazioni avanzate in sede di coordinamento del testo dal relatore della maggioranza, Stefano Tunis (Misto).

Aperte le dichiarazioni di voto sul testo finale del provvedimento, il primo ad intervenire è stato il consigliere del Pd, Salvatore Corrias, che ha ribadito ferma contrarietà per la norma: «Una legge iniqua, nefasta e dannosa senza alcun beneficio per il sistema regione, le istituzioni e i cittadini».  Contrario anche Massimo Zedda (Progressisti) che ha ribadito le ragioni del no del centrosinistra verso una legge “slegata dai bisogni dell’amministrazione e della Regione”. L’esponente della minoranza ha denunciato il “rischio di impugnativa” per un testo di legge che appalesa violazioni di legge e della Costituzione e che produrrà “più poltrone ma nessun beneficio per i cittadini”. Voto contrario è stato preannunciato dal consigliere 5 Stelle, Roberto Li Gioi, che ha parlato di “legge vergogna, senza copertura finanziaria né copertura morale”. Li Gioi ha confermato le dure critiche al provvedimento ed ha così concluso il suo intervento: «Volete soltanto persone capaci di ammiccarsi chi comanda e tutto questo è immorale ed è anche per questo che votiamo contro questa schifezza». A favore, invece, il relatore Tunis (Misto) che ha difeso metodo e sostanza del provvedimento ed ha ringraziato i commissari e il presidente della Prima commissione, insieme ai colleghi della maggioranza («abbiamo retto alla madre di tutte le battaglie dell’opposizione») ed al consigliere dell’Udc, Giorgio Oppi. «Ringrazio anche l’opposizione – ha concluso Tunis - per aver dato un livello di attenzione e tensione politica che vogliamo rappresentare dalle diverse posizioni che occupiamo in questo emiciclo».

 Laura Caddeo (Progressisti) ha definito il provvedimento “inopportuno, inadeguato e immorale” ed ha confermato il “no” convinto accusando giunta e maggioranza “di aver rinunciato a legiferare con imparzialità e nell’esclusivo interesse della nostra isola”. Voto contrario è stato annunciato da Eugenio Lai (Leu), che ha ricordato “il 99esimo compleanno Enrico Berlinguer” per rilanciare il tema “della questione morale”. «Diciamo no ai sei milioni di euro per i posti di sottogoverno – ha dichiarato Lai – mentre destinate solo poche centinaia di euro per comprare pane e formaggio agli indigenti». L’esponente della minoranza ha quindi invitato 5 Stelle e centrosinistra a lavorare per “una piattaforma programmatica così da costruire l’alternativa a questa maggioranza».

Contrarietà al Dl 107 è stata dichiarata anche da Alessandro Solinas (M5S) che ha definito il provvedimento “una macchia indelebile nella storia autonomistica”. Valter Piscedda (Pd) si è rivolto ai colleghi della maggioranza per rammentare loro “la distanza che li separa dai reali bisogni dei sardi”. «I sardi vi hanno votato per governare – ha dichiarato l’esponente della minoranza - ed è giusto che vi presentiate per quello che siete e quello che fate». Piscedda ha accusato il centrodestra “di non fare gli interessi dei sardi ma quelle dei partiti, ad incominciare da quelli di Lega e Psd’Az”. Desirè Manca (M5S) ha riaffermato contrarietà al provvedimento ed ha intercalato l’intervento con la frase “e chi se ne frega” per rimarcare il concetto che mentre si approva il Dl 107 tutta una serie di interventi in favore dei sardi restano al palo. No al provvedimento è stato annunciato anche da Giuseppe Meloni (Pd) che ha contestato la norma e paventato una “conclusione non naturale della legislatura”.

Piero Comandini (Pd) ha dichiarato “un no forte e chiaro al Dl 107” ed ha accusato la maggioranza di ritornare ai tempi bui della Prima Repubblica “quando la conoscenza del governante determinava la risposta dell’amministrazione”. «Diciamo no a questa politica – ha detto l’esponente della minoranza – ed all’ennesima presa in giro nei confronti dei sardi». «Inopportuno, sbagliato e costoso», sono le parole utilizzate dalla consigliera del Pd, Rossella Pinna, che ha preannunciato voto contrario e confermato critiche al provvedimento nonché all’operato del presidente del Consiglio per la conduzione dei lavori in Aula («Abbiamo visto un presidente del Consiglio fare opposizione all’opposizione»). No al Dl 107 è stato annunciato dalla consigliera dei Progressisti, Maria Laura Orrù, che ha ricordato l’opposizione “dura e ferma” del centrosinistra. L’esponente della minoranza ha quindi denunciato lo stravolgimento dello Statuto e degli stessi concetti dell’Autonomia: «L’Autonomia non si esercita con i muscoli ma con l’autorevolezza e il dialogo tra le istituzioni».

Anche Ciusa (Cinque Stelle) si è detto contrario: “La Regione merita ben altro, una visione di futuro che è assente nelle vostre politiche e che le giovani generazioni pagheranno. Noi abbiamo un’idea di Sardegna diversa e possiamo ambire a ben altro”. Per Cocco (LeU) è “singolare che la maggioranza non abbia ancora detto, come fa sempre, che oggi è una giornata storica. Perché è una storia sbagliata, una storia da non raccontare. Oggi 25 maggio 2021 nasce la legge 107 e nasce senza sua madre, senza nemmeno l‘assessora di riferimento. Questa legge è uno stupro alla democrazia, un piano di reclutamento regionale di amici”.

Dal Pd il capogruppo Gianfranco Ganau ha espresso un giudizio radicalmente negativo: “E’ una legge che non migliorerà l’efficienza dell’apparato regionale e mortificherà migliaia di sardi in attesa dell'esito dei procedimenti concorsuali. All’onorevole Tunis dico che la burocrazia si batte modificando le regole e non nominando soldatini”. “Due mesi estenuanti per colpa delle opposizioni”, li ha definiti dai banchi della maggioranza Giorgio Oppi (Udc). “Ricordo i tempi in cui la Regione funzionava, sotto la presidenza di Giagu o di Soddu”. Poi ha proseguito: “Cosa vuol dire amici? Quando siete al comando non parla nessuno; quando siamo al comando noi avete le notizie prima di noi. E non vanno bene i termini che avete impiegato sino a oggi in questi sessanta giorni di discussione. Voi non potete parlare di risorse finanziarie perché ne avete sperperato in mille modi, cari colleghi dell’opposizione. E avete fatto imbrogli valorizzando gente che non era capace, soprattutto nella Sanità che ancora gestite nelle posizioni cardine”. Segue

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