Cagliari, 27 Mar 2021 – La consigliera regionale del M5S della Sardegna Carla Cuccu, con una nota prendere una netta posizione in difesa delle donne, che esprime apertamente la sua contrarietà per la scarsa attenzione alla giornata mondiale dell'endometriosi mostrata dalla struttura organizzativa del Consiglio regionale sardo.
"Nel mese di marzo si celebra la giornata mondiale dell'endometriosi; una malattia cronica ed invalidante a forte impatto sociale perché le problematiche cliniche riguardano il dolore debilitante e la progettualità della maternità coi suoi risvolti psicologici". “È una delle patologie più frequenti nelle donne in età fertile. Infatti, prosegue l’avv. Cuccu - secondo le stime del Ministero della Salute in Italia ne soffrono almeno 3 milioni di donne e cioè circa il 10-15%".
Il 27 marzo l'Italia si illumina di giallo per celebrare la giornata mondiale dell'endometriosi; alcuni monumenti, i palazzi istituzionali, saranno illuminati di giallo, colore simbolo della patologia.
"La Regione Sardegna con la legge n.26 del 2014, rubricata "disposizioni per la prevenzione delle complicanze, la diagnosi, il trattamento e riconoscimento della rilevanza sociale dell'endometriosi", continua la pentastellata segretaria della commissione sanità, "ha sancito una serie di iniziative di cui, purtroppo, a tutt'oggi, non se ne conoscono pubblicamente i risultati. L'amministrazione del Consiglio regionale sardo è assente in questa giornata non avendo nemmeno aderito al semplice segno solidale di illuminare in giallo la facciata del palazzo del Consiglio. Trascuratezza, questa, che denota la poca attenzione e la scarsa propensione alla divulgazione di una problematica tanto rilevante per la salute delle donne. Sarà anche per il fatto che in quelle stanze dei bottoni non vi sono donne?", si domanda la Cuccu. “È mia intenzione promuovere varie iniziative per supportare la rete di solidarietà che, con competenza, appropriatezza ed informazione capillare, individui lo strumento utile ad evitare alle tante donne sarde di dover attraversare il Tirreno per avere una diagnosi precoce ed un approccio terapeutico adeguato. È dovere delle istituzioni e della politica", conclude Carla Cuccu, "dare attuazione a quanto cristallizzato nella legge regionale n.26 del 2014 rimasta, finora, quasi del tutto lettera morta all'interno di un cassetto sigillato". Com










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