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Lavori Consiglio Sardegna – Approvato il Documento di economia e finanza regionale (DEFR) relativo alla manovra di bilancio 2021/2023.

Cagliari, 16 Feb 2021 - La seduta è stata aperta dal presidente Michele Pais. Dopo le formalità di rito il Consiglio ha iniziato l’esame dell’ordine del giorno con la discussione congiunta dei documenti economico finanziari della Regione: il Documento di economia e finanza regionale (DEFR) relativo alla manovra di bilancio 2021/2023, il Disegno di legge n.243 – Legge di stabilità regionale (Legge finanziaria 2021) ed il Disegno di legge n.244 (Bilancio di previsione 2021/2023).

Prima di procedere con la discussione il presidente ha sospeso brevemente la seduta, convocando la conferenza dei capigruppo.

Alla ripresa dei lavori, il consigliere di Leu Eugenio Lai ha richiamato l’attenzione della presidenza sulle tante assenze nei banchi della maggioranza, che non consentono il regolare andamento della seduta.

Anche il capogruppo del Psd’Az Franco Mula ha protestato per le assenze ed ha ribadito la sua richiesta di prevedere sanzioni economiche, suggerendo poi una uuova sospensione della seduta, durante la quale i capigruppo dovrebbero adoperarsi per fari rientrare in aula i consiglieri.

Il vice presidente Giovanni Antonio Satta ha sospeso nuovamente la seduta.

Alla ripresa, ha riassunto la presidenza il presidente Pais che ha dato subito la parola al relatore di maggioranza Valerio De Giorgi (Misto). Il presidente della commissione Bilancio ha affermato che la commissione di competenza, così come le altre, hanno lavorato con grande sollecitudine, dati i tempi ristretti, effettuando comunque un ampio ciclo di audizioni. L’emergenza sanitaria e quella econocmica, ha proseguito, hanno indotto le forze politiche a contingentare i tempi rimandando proposte e valutazioni più approfondite al momento successivo della variazione di bilancio. Inoltre, ha spiegato, da tutte le parti è stata aupicata una rapida approvazione della manovra per dar modo di immettere nel tessuto sociale della Regione tutte le risorse disponibili. Di comune accordo, ha concluso De Giorgi, si è deciso infine di rinviare a successivi atti legislativi interventi su sanità, lavoro, e soprattutto i nuovi strumenti di selezione delle priorità e di corretta valutazione dell’impatto delle leggi sulle diverse componenti del sistema regionale.

Prendendo la parola sull’ordine dei lavori, il capogruppo del M5S Michele Ciusa ha osservato che a suo avviso manca il numero legale.

Per la minoranza il relatore Cesare Moriconi, del Pd, ha dichiarato che l’approvazione dei documenti finanziari della Regione con la procedura ristretta che si è voluta scegliere non è in grado di affrontare la crisi né di individuare una strategia di ricostruzione, anche perché la manovra “tecnica” è una fotocopia della precedente e i due mesi di esercizio provvisorio sono stati tempo perso, anche se ridotto solo per senso di responsabilità delle minoranza. Sarebbe stato meglio, ha ricordato Moriconi, seguire la linea di altre Regioni, cioè approvare la finanziaria entro Natale e poi cambiarla con successive con variazioni di bilancio, invertendo la tendenza rispetto ad una prassi negativa che ha fatto diventare definitivo l’esercizio provvisorio. Consiglio e Giunta, secondo l’esponente del Pd, non credono troppo in questi strumenti che invece sono i più importanti dal punto di vista politico ed economico, e sono gli unici che possono consentire un vero cambiamento di fronte ai problemi strutturali della lentezza della spesa pubblica, dell’efficienza della pubblica amministrazione, dell’incapacità di valutare e programmare gli effetti delle misure. I numeri sono impietosi, ha aggiunto Moriconi: abbiamo messo in campo risorse per oltre 400 milioni e poi tutto si è fermato, le misure contro i danni da alluvioni non sono state spese, abbiamo purtroppo un grande volume di fondi in economia non spesi (siamo al 37%) e non ce ne chiediamo nemmeno le ragioni. Alla vigila del Recovery Found, ha concluso il consigliere, questa realtà è ancora più preoccupante perché i fondi europei sono legati a strette scadenze temporali, pena la perdita delle risorse; abbiamo grande occasione ma ci arriviamo senza una strategia, né gli strumenti per cambiare passo come sarebbe necessario ed urgente.

Sull’ordine dei lavori, il capogruppo dei Progressisti Francesco Agus è tornato sul tema delle assenze, la cui responsabilità ricade interamente sulla maggioranza e non ci si può nascondere sull’espediente regolamentare che impedisce il conteggio durante la discussione di una legge. Perciò, ha suggerito, che si sospenda se il numero non c’è.

Il capogruppo di Fdi Francesco Mura, ha ricordato che ci sono molti consiglieri che hanno chiesto congedo per motivi di salute legati al virus e non è giusto speculare. Si vada avanti, ha proposto, perché se c’è accordo sui tempi ci deve essere anche per lavorare.

Il consigliere di Leu Eugenio Lai ha sostenuto che i congedi non c’entrano perché non vengono conteggiati nel numero legale, per cui se non si sospende la seduta pongo una questione pregiudiziale, chiedo che la finanziaria torni in commissione e chiedo che la proposta sia messa ai voti.

Il presidente ha chiarito di non voler giustificare nessuno sulle assenze durante la discussione del provvedimento più importante dell’anno. Si deve restare in aula, ha aggiunto, e comunque il numero legale c’è.

Il capogruppo del Pasd’Az Franco Mula, chiarendo di volere per primo il rispetto delle regole, ha detto che non si possono contare le frazioni, anche perché la verifica si fa semmai al momento della votazione e non prima.

Il presidente ha invitato a ritrovare serenità e serietà nel lavoro del Consiglio.

Proseguendo la discussione, il consigliere dei Progressisti Massimo Zedda ha messo in luce che la relazione di minoranza del collega Moriconi contiene spunti molto interessanti, che però la maggioranza non sembra di voler cogliere. L’esercizio provvisorio che diventa prassi corrente, come dimostra la storia di molte legislature, è ad avviso di Zedda una patologia del sistema che va corretta, perché tutto il sistema Regione e la società sarda perdono mesi in attesa di poter spendere risorse assegnate e la programmazione viene stravolta come se un anno fosse di nove mesi, senza dimenticare che proprio da qui nasce la sottovalutazione delle politiche strategiche che trovano spazio nei documenti economico finanziari. Siamo alla terza approvazione della legge di stabilità che viene chiamata “tecnica”, ha annotato Zedda, ma ciò segnala invece l’incapacità di muoversi secondo una strategia, come se niente nel mondo fosse nel frattempo profondamente cambiato e non in meglio: la pandemia ha causato meno entrate e meno gettito che pure va a coprire formalmente alcune voci di spesa, e già l’anno scorso c’era un buco di 400 milioni. Le conseguenze di tutto questo saranno drammatiche, ha previsto il consigliere dei Progressisti, perché potremmo trovarci senza soldi, e senza i necessari strumenti per programmare la tanto attesa ripartenza, attraverso il Recovery Found.

Elena Fancello, a nome del Psd’Az, ha sottolineato il forte impatto della pandemia sull’economia regionale come dimostra la netta flessione de Pil ed il rallentamento dei consumi, con conseguenze anche sul bilancio impegnato in buona parte negli interventi a sostegno dei settori economici più colpiti e, fra questi, vanno ricordati i giovani che scontano difficoltà storiche ma anche problemi attuali molto forti, dalla perdita del lavoro alla mancanza di occupazione. L’Europa ha un piano molto solido che al tempo stesso rappresenta una sfida generazionale, ha dichiarato la Fancello, ciò che manca invece nella politica del governo che non ha la stessa sensibilità.

Desirè Manca, del M5S, ha “registrato” il secondo anni di finanziaria venduta ai sardi come “recnica”, frutto in realtà della totale incapacità della Giunta, a prescindere dalla pandemia. Ci sono risorse importanti a disposizione che volevamo vedere dopo due mesi di esercizio provvisorio, sotto forma di finanziaria “politica” con progetti forti e scelte coraggiose, per risollevare la sorti della Sardegna come era stato promesso in campagna elettorale. Lo stesso presidente Solinas, ha continuato, ha dichiarato che le risorse erano superiori a quelli del Piano di Rinascita e poi ha proposto 206 progetti per 7 miliardi, riguardanti ferrovie, porti ed edilizia sanitaria, senza far vedere niente ai sardi, e per la verità nemmeno al Consiglio. Dopo Desirè Manca ha preso la parola Maria Laura Caddeo (Progressisti), che ha detto: “Come mai non stiamo ragionando pensando a quello che succederà quando questa crisi terminerà. Avremmo potuto stanziare più soldi e avremmo potuto immaginare cosa ci occorrerà all’inizio del nuovo anno scolastico.

Per ogni studente disabile va progettato un piano educativo individualizzato ma il piano va stilato sulla base di una diagnosi funzionale di uno neuropsichiatra. E per ottenere risultati bisognerebbe tra l’altro mettere a posto gli edifici, che per due terzi sono più agibili”.

Per Cinque stelle Michele Ciusa “questa manovra finanziaria non dà risposte perché è tecnica non politica, prova di una prospettiva di rilancio, visto che l’economia sarda era già in difficoltà prima del Covid. Non è concepibile che la giunta non sia riuscita a presentare un piano di rilancio per la Sardegna, proprio mentre nel 2021 si profila un tracollo peggiore rispetto all’anno che si è chiuso. Ancora una volta questo Palazzo dimostra di essere ben lontano dai problemi reali della società sarda”. L’oratore ha parlato anche di temi turistici: “Mi auguro che la Giunta non faccia gli errori dello scorso anno”.

Dai banchi del Pd Giuseppe Meloni ha detto: “Si parla di manovra tecnica perché più o meno è una riproduzione della manovra 2020 ma siamo davanti a una manovra politica a tutti gli effetti. La vera finanziaria politica dovrebbe essere, secondo voi, la variazione di bilancio di primavera, che avete annunciato. Ma attenzione a non distrarre risorse o a trascurare eventi a scapito di altri, soprattutto nella Sanità. E lo stesso vorrei capire per cosa stiamo stanziando 35 milioni di euro per la nuova continuità territoriale. Assessore, ma non dovrebbe entrare in vigore la nuova continuità territoriale con 120 milioni del governo?”.

Sempre dall’opposizione l’on. Eugenio Lai (LeU) ha parlato apertamente di “senso di responsabilità della minoranza, che sta consentendo alla Sardegna di discutere la Finanziaria e di interrompere l’esercizio provvisorio in un momento di grossa emergenza per l’Isola. Voi però non riuscite nemmeno a spendere le risorse né a far funzionare i bandi di contributi. Quali sono i progetti che la Giunta ha presentato sul tema del fondo di recupero? Credo che manco i capigruppo sappiamo rispondere perché con tutta probabilità non ci sono progetti”.

Sulla stessa linea Gianfranco Ganau, capogruppo del Pd, ha denunciato “i mesi di ritardo di una manovra che poteva essere presentata a novembre senza mettere nei guai il sistema degli enti locali. Siete disorientati e si vede dal ritardo che state consumando per la progettazione europea”. Segue

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