Cagliari, 8 Gen 2021 - Subito dopo si è aperto un breve dibattito sull’emendamento n.762, proposto dal capogruppo della Lega Dario Giagoni, sul quale relatore e Giunta si erano espressi invitando al ritiro. La proposta prevede la realizzazione di strutture zootecniche anche in superfici inferiore all’attaro nelle zone agricole della Sardegna.
Il consigliere dei Progressisti Massimo Zedda ha manifestato netta contrarietà, sostenendo che si tratterebbe di una sanatoria generalizzata.
Il capogruppo della Lega Daio Giagoni ha confermato la sua proposta.
Il capogruppo sardista Franco Mula, ricordando l’importanza di mantenere gli accordi di maggioranza.
L’assessore Sanna ha rinnovato la richiesta di ritiro altrimenti, ha precisato, Giunta darà parere negativo.
Il capogruppo della Lega Dario Giagoni ha chiesto una sospensione per poter parlare con l’assessore.
Alla ripresa, il consigliere Giagoni, dopo un approfondimento con l’assessore, ha annunciato il ritiro dell’emendamento.
Successivamente è iniziata la discussione generale sull’art.2.
Il relatore Giuseppe Talanas ha espresso parere negativo su tutti gli emendamenti fatta eccezione per i seguenti: 750 (favorevole), 763, 760, 742 e 746 (invito al ritiro), emendamenti agli emendamenti 1117 e 782 (favorevole).
La Giunta ha espresso parere conforme. È quindi iniziata la discussione generale.
Il capogruppo del Pd Gianfranco Ganau ha messo in luce che l’articolo rappresenta un punto molto importante della legge e quindi, per il suo gruppo, il punto di maggiore contrasto su tre interventi: premi volumetrici nei centri storici che, se passasse la legge, sarebbero completamente snaturati con bonus di oltre 90 metri cubi, zone F turistiche con bonus di 150 metri cubi anche nella fascia entro i 300 metri ed infine la cessione dei crediti volumetrici trasferibili anche a chi non ha titolo per costruire. Non tifo per l’impugnativa, ha concluso Ganau, ma spero che arrivi per salvare il territorio sardo.
Sempre per il Pd, Valter Piscedda, si è soffermato sull’emendamento della Giunta che cancella i bonus nel 300 metri dandone una valutazione positiva. Ma, ha ricordato, all’art.9/bis invece, si prevedono per le zone F gli stessi bonus. Questa è la mia interpretazione, ha spiegato, e per questo attendo chiarimenti dall’assessore sul punto. Inoltre, Piscedda ha lamentato che sono stati disattesi gli impegni assunti in commissione da autorevoli esponenti della maggioranza, oggetto di precisi emendamenti della minoranza ai quali è stato dato parere negativo. Le zone F, ha detto infine, non sono tutte uguali, perché in molti casi si tratta di zone urbanizzate.
Per i Progressisti, Maria Laura Orrù ha definito l’articolo un provvedimento che “non” governa il territorio, genera confusione, non dà certezze giuridiche, disincentiva i Comuni dal predisporre i Piani urbanistici, indebolisce il patrimonio identitario dei territori, e contraddice molte affermazioni rese in sedi pubbliche dalla maggioranza, dalla Giunta, dall’assessore e dallo stesso presidente della Regione, I bonus, a suo avviso, mettono a rischio la sostenibilità complessiva del patrimonio edilizio esistente (anche in relazione ai “carichi” urbanistici) ed aprono la strada alla proliferazione della seconde case, peraltro vuote per la maggior parte dell’anno.
Sempre per i Progressisti, il capogruppo Francesco Agus ha affermato che il provvedimento determina la cancellazione di ogni certezza del diritto, in una legge riscritta più volte ma sempre peggio, a cominciare dal maldestro tentativo di eliminare con legge regionale il Ppr, cosa che non si può fare se non seguendo l’iter previsto dalla normativa vigente. Da una parte, ha aggiunto, c’è il problema dei 300 metri ma dall’altra c’è anche quello dei terreni oltre quella fascia, dove sono state realizzate le peggiori “brutture”, che saranno ulteriormente peggiorate.
Il consigliere di Leu Eugenio Lai ha incentrato il suo intervento sulle profonde contraddizioni che hanno caratterizzato le dichiarazioni della maggioranza sulla legge e, in particolare, sulle nuove costruzioni nella zona dei 300 metri. L’emendamento della Giunta, nei fatti, secondo Lai sconfessa il presidente della Regione e “riabilita” gli esponenti della maggioranza che avevano da sempre sostenuto l’edificabilità nelle coste. Siamo di fronte ad una stortura che va corretta, ha auspicato Lai, perché la strada delle deroghe delle deroghe grazie alle quali un po’ di cubatura non si nega a nessuno, non è sostenibile. I casi sono due, ha dedotto Lai: o la legge è stata scritta male o siete degli incapaci.
Ancora per i Progressisti, il consigliere Gian Franco Satta ha ribadito la sua posizione fortemente contraria agli incrementi volumetrici che colpiranno la zone di maggior pregio della Sardegna: centri storici, aree turistiche ed agro, compreso il patrimonio artistico che rappresentano. Questi interventi incideranno negativamente, ha aggiunto, sul carico antropico ed urbanistico e sul peso complessivo dei servizi pubblici che dovranno “reggere” i nuovi insediamenti. Satta ha criticato in modo radicale anche il “ripescaggio” di molte lottizzazioni del passato, concepite in un mondo che non esiste più e totalmente prive dei servizi di prima necessità.
Roberto Li Gioi, del M5S, ha parlato dell’art.2 come del “cuore” della legge ma, ha detto, è un cuore matto perché strapazzato da una serie di emendamenti che hanno cambiato qualcosa lasciando inalterato l’impianto fortemente dannoso per la Sardegna. In primo luogo tutti i Comuni vengono delegittimati, ha precisato, perché spogliati del diritto-dovere di pianificare il loro territorio secondo le esigenze delle rispettive comunità. E poi, ha continuato, è quanto mai censurabile la possibilità di fare un mercato dei crediti volumetrici, cosa che non esiste in nessun codice del mondo e, in questa fase storica, potrebbe incoraggiare la movimentazione di capitali di origine sospetta, riconducibili ad organizzazioni criminali.
Ancora per il M5S, Desirè Manca è tornata sulla necessità di chiarimenti da parte dell’assessore perché da una parte lo stesso assessore prima ed il presidente della Regione poi hanno definito le coste sarde un valore “irrinunciabile” e, dall’altra, con un emendamento della Giunta, si spiana la strada proprio alle costruzioni sulle coste, con qualche “foglia di fico” che non riesce a nascondere la verità. I sardi, ha dichiarato la Manca, hanno diritto di sapere come stanno davvero le cose.
Il capogruppo del Psd’Az Franco Mula, sull’ordine dei lavori, ha manifestato l’impressione che il dibattito stia andando per un verso sbagliato. Da tempo, ha ricordato, noi stessi abbiamo individuato un errore fra il testo della commissione e l’emendamento della Giunta che sarà corretto con una votazione per parti, nel senso che nei 300 metri le strutture ricettive potranno realizzare interventi “a saldo zero”, e le residenze niente.
Successivamente, il presidente ha disposto una breve sospensione della seduta per problemi di carattere informatico. Nel frattempo, si terrà anche una riunione dei capigruppo.
Alla ripresa, il presidente ha dichiarato chiusi i lavori ed ha convocato l’Aula per domani, venerdì 8 gennaio, alle 10. Com











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