Cagliari, 29 Dic 2020 - La consigliera dei Progressisti, Maria Laura Orrù, ha espresso “totale dissenso rispetto al testo esitato dalla commissione Urbanistica”. «Smettetela di lavorare in solitaria – ha dichiarato l’esponente dell’opposizione- perché il governo del territorio non è una procedura imperiosa ma una conquista democratica». La Orrù ha criticato il ricorso alle deroghe rispetto alle previsioni delle norme urbanistiche vigenti ed ha invitato l’esecutivo regionale a considerare “il Piano casa per migliorare la qualità dell’abitare e per garantire il diritto all’abitazione”. «Il testo – ha aggiunto la consigliera – è stato bocciato da tutti i maggiori esperti del settore e sono un grave errore le disposizioni riferite ai territori rurali». Critiche sono state inoltre rivolte “all’introduzione di un mercato delle premialità” ed alla “compravendita dei volumi”. In conclusione del suo intervento l’onorevole dei Progressisti ha ribadito il concreto rischio di impugnativa ed ha invitato la Giunta e la maggioranza a “congelare” il disegno di legge e procedere con la semplice proroga del vigente Piano casa.
Per Laura Caddeo (Progressisti) in questo Disegno di Legge manca un’idea di fondo, una visione dello sviluppo urbanistico. Esiste solo un’economia del mattone a uso e consumo del turismo con grande rischio per il paesaggio rurale che rischia di essere stravolto. Insomma, una visione suicida per gli anni a venire che creeranno una terra martoriata dagli egoismi e dall’avidità di pochi. Per Laura Caddeo questo DL non individua i veri problemi e non offre soluzioni valide. Per questo la Giunta dovrebbe fermarsi e bloccare questa legge che non nasce certo dal confronto.
Anche il consigliere Diego Loi (Progressisti) è critico su questo Disegno di Legge che nasce con un proposito visionario ma poi in sostanza si trasforma in una somma di interventi spesso particolaristici. Non si tratta quindi di una legge organica ma si interviene senza una visione complessiva generando disorientamento. Diego Loi ha invitato la maggioranza a ragionare e a proporre un provvedimento che entri veramente nei problemi della comunità sarda. Loi non ha negato che alcuni provvedimenti contenuti nel testo siano interessanti, ma sono troppi quelli dietro i quali si nasconde l’esigenza di curare alcuni piccoli interessi particolari. Come per i territori rurali in cui dietro l’esigenza di riqualificare si traduce un aggiramento di alcune norme e non la reale esigenza di soddisfare i bisogni di pianificazione delle realtà comunali.
Roberto Li Gioi (M5S) ha paragonato l’iter di questa legge a un film fantasy dal titolo: “Christian nell’isola delle meraviglie” dove non sono stati risparmiati i colpi di scena lasciando i poveri cittadini sardi con il fiato sospeso. Ma il finale è ancora tutto da scrivere viste anche le dichiarazioni del Presidente della Regione che di fatto sconfessa l’operato della sua maggioranza.
Fausto Piga (Fratelli d’Italia) ha detto di voler tranquillizzare i sardi: le coste, l’agro e il paesaggio non saranno devastati dal cemento e dal mattone. La precisazione – ha detto - è d’obbligo. L’ambiente sta a cuore alla maggioranza che non può però essere d’accordo con i NO ideologici dell’opposizione. Noi non siamo cementificatori, come ci accusa la minoranza, la tutela dell’ambiente è un dovere per tutti, in primis per chi governa. Non bisogna, però, più perdere tempo, è necessario coniugare la difesa del territorio con lo sviluppo sostenibile. Per Piga il testo che è arrivato in aula è stato integrato e modificato dopo aver ascoltato e discusso i vari portatori di interesse. Il risultato è un Disegno di Legge che ha molti spunti per rilanciare l’edilizia e il turismo.
Critico il consigliere del Pd, Roberto Deriu che ha domandato alla maggioranza: «Come fate a non comprendere che appena approvata la legge, la gente si precipiterà a costruire prima dell’impugnazione da parte del Governo?». A giudizio del consigliere dell’opposizione il provvedimento proposto dal centrodestra non è né urgente e né è connesso ad alcun piano di sviluppo: «È soltanto un grande spot e il pegno che pagate a quell’elettorato scontento dal Ppr di Soru». Con l’approvazione del nuovo Piano casa, ha proseguito Deriu, ci saranno più ecomostri, più non finito sardo, e un più elevato consumo del suolo. Il consigliere dei democratici ha definito il nuovo piano casa “una legge sbagliata” ed “un errore” la decisione del centrodestra di procedere con la sua approvazione. «Con queste norme – ha insistito l’onorevole Pd – create una bolla speculativa e non ci sarà nessuna valorizzazione del patrimonio edilizio esistente e commettete così un grande “peccato” per la Sardegna ed il Governo dovrà impedirvelo».
A favore del provvedimento si è dichiarato il consigliere dei Riformatori, Giovanni Antonio Satta, che l’ha definito “una soluzione tecnica a tanti problemi edilizi”. L’esponente della maggioranza ha respinto le accuse dei gruppi dell’opposizione circa gli intenti cementificatori («il nuovo piano casa è lo strumento adeguato per scongiurare tale pericolo») ed ha definito “un No ideologico” la contrarietà della sinistra e del M5S.
Di tutt’altro tenore l’intervento della consigliera del Pd, Rossella Pinna che ah definito il nuovo Piano casa “il nuovo gioco delle tre carte”. «Un sofisticato raggiro – ha spiegato l’esponente dell’opposizione – che tra modifiche promesse e annunciate tra Giunta e Commissione, lascerà fregata soltanto la Sardegna e il suo paesaggio». «Nella relazione al testo – ha aggiunto l’onorevole dei democratici – ci sono tante buone intenzioni che restano però solo parole perché non trovano riscontro nel testo che invece prevede ulteriore consumo del suolo e le costruzioni in agro». Rossella Pinna ha quindi concluso il suo intervento con un nuovo invito alla Giunta e alla maggioranza perché si sospenda la discussione e l’approvazione del nuovo piano casa.
Sulla stessa lunghezza d’onda l’intervento di Salvatore Corrias (Pd) che ha criticato forma e sostanza del provvedimento: «Col grimaldello dell’edilizia si cerca di scardinare l’urbanistica». L’esponente della minoranza ha insistito sullo scarso coinvolgimento degli Enti Locali, dei territori, delle comunità ed anche degli ordini professionali, sui contenuti di un testo che “si spinge oltre l’edilizia”. Corrias ha ricordato che soltanto 18 Comuni costieri su 102 hanno approvato il piano urbanistico nel rispetto del Ppr ed ha definito lo stesso Ppr “non un testo sacro” per poi affermare: «Se il Ppr non è la Bibbia questo piano caso è un pessimo apocrifo».
«La nostra sfida è proprio la revisione del Ppr», ha attaccato la consigliera del Psd’Az, Elena Fancello che ha evidenziato gli obiettivi del piano casa con riferimento al rilancio dell’economia. «Auspico – ha concluso l’esponente della maggioranza – che si possa lavorare, fin dall’indomani dell’approvazione del nuovo piano casa, per modificare il piano paesaggistico regionale».
A favore del provvedimento l’intervento del consigliere Alfonso Marras (Riformatori) che ha insistito sulla duplice valenza del nuovo piano casa: tutelare l’ambiente e dare nuovo impulso all’economia. «Non siamo cementificatori – ha dichiarato l’esponente della maggioranza – e puntiamo allo sviluppo ragionevole e intelligente del territorio, perché vogliamo dare ai cittadini risposte chiare e più semplici». Marras ha quindi insistito sulla semplificazione delle procedure e dell’iter burocratico ed ha definito il nuovo piano casa “come il giusto compromesso, tra la necessità di rilancio dell’economia turistica e la tutela dell’ambiente”.
Critico l’intervento del consigliere dei Progressisti, Gianfranco Satta («ciò che viene detto a parole è diverso da quello che ritroviamo negli atti») che ha puntato il dito contro il centrodestra: «Continuate a fare politica solo con gli slogan e i luoghi comuni». L’esponente della minoranza ha parlato di “balletto di incongruenza” con riferimento alle dichiarazioni del presidente della Regione e a quanto esitato dalla commissione urbanistica fino a spingersi ad affermare: «C’è del malessere in maggioranza».
Per Massimo Zedda (Progressisti) “è interessante notare che i nuraghi di Barumini e le chiese romaniche, il carcere di Alghero e altri beni sono da voi esclusi da ampliamenti volumetrici. Meno male che lo avete scritto, con il vostro pressapochismo che non conosce confini. Meno male anche che avete vietato la costruzione di soppalchi che mettono a rischio la statica di un edificio. Avete fatto bene a precisarlo, complimenti”. L’oratore ha proseguito: “Non c’è traccia nella vostra legge di pianificazione urbanistica, è un testo senza criteri che non porterà sviluppo. E vorrei anche capire cosa pensate dell’abitabilità degli scantinati, come quelli nei quali morirono a Olbia quattro persone qualche anno fa. Il capo della protezione civile, il prefetto Gabrielli, ha detto che è da criminali consentire l’abitabilità degli scantinati. Voi che dite?”.
Ha preso poi la parola a Ignazio Manca (Lega): “Assistiamo ormai da mesi alla pratica degli slogan ma il mio passato civico da ambientalista non mi impedisce di ricercare il giusto equilibrio tra la necessità di far ripartire le costruzioni, che in dieci anni hanno perso 36 mila addetti in Sardegna, e la necessità invece della tutela ambientale”.
Dai banchi dei Progressisti è intervenuto Antonio Piu, che ha ringraziato l’assessore Sanna per aver risposto in commissione alle domande dell’opposizione. “Non possiamo però essere soddisfatti perché negli uffici urbanistici dei Comuni sardi ci sono migliaia di pratiche inevase, che dopo questo testo di legge resteranno inevase. Questa norma non dà risposte: vorrei capire se avete chiaro che gli amministratori comunali non apprezzano questo testo che volete approvare. Volete spiegarglielo voi? Saranno contenti gli albergatori che da domani si potrà costruire una casa con un solo ettaro di campagna. E magari affittarla in nero ai turisti. Una cosa però è chiara: nei prossimi tre anni non parleremo più di urbanistica perché vi limiterete a questa legge che serve a soddisfare qualche pancia e nulla di più. Ecco perché attacco politicamente questo provvedimento sbagliato, di cui tutti pagheremo le conseguenze a prescindere dall’ideologia politica”.
Per la maggioranza l’on. Antonello Peru (Udc) ha detto che “i sardi hanno bocciato in modo chiaro le scelte urbanistiche del passato. I sardi ci hanno chiesto discontinuità e anche se ci definite cementificatori e antropizzatori i sardi non ascoltano e non credono più a questa filastrocca. Da troppi anni sentiamo queste affermazioni false e ve lo dimostriamo con i dati: la legge 4 del 2009, il cosiddetto primo piano casa che definivate come il “male assoluto”, ha prodotto 46 mila istanze presentate e un miliardo di euro di investimenti senza provocare colate di cemento. La Sardegna ha la percentuale più bassa del consumo di territorio d’Italia, poco più del 3 per cento contro il 12 della Lombardia e del Veneto. Anche nella fascia dei 300 metri la Sicilia arriva al 27,8 e noi ci fermiamo al 9 per cento. Siamo i meno antropizzati di Italia e qualcuno di voi deve dirci dunque dov’è questa Sardegna cementificata”. Per l’on. Peru “è abbastanza chiaro che nessuno vuole cementificare oggi né domani: questa maggioranza ha a cuore l’ambiente e le zone interne, non solo le case e gli alberghi del perimetro costiero”. Segue











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