Cagliari, 28 Dic 2020 - La seduta del consiglio regionale della Sardegna ha preso inizio alle 10,42 di questa mattina e i lavori riprenderanno alle ore 15.30.
Dopo le formalità di rito, il presidente Pais ha aperto la discussione sulla proposta di legge n. 235 “Modifiche all’art.1 della legge 47 del 2018” per scongiurare il licenziamento di circa 250 Aras, previsto dal 1° gennaio 2021, con il loro passaggio all’Agenzia regionale Laore.
Sull’ordine dei lavori è intervenuto il consigliere del Pd Piero Comandini: £È opportuno che su questa vicenda riferiscano l’assessore all’Agricoltura o al Personale. E’ necessario spiegare come si è arrivati ad adottare un provvedimento a 4 giorni dal licenziamento degli ex dipendenti». Stessa richiesta da parte di Francesco Agus (Progressisti): «La vicenda è stata affrontata attraverso interlocuzioni con la stampa e nelle Conferenze di capigruppo. C’è una proposta di legge entrata in aula con procedura d’urgenza, è giusto che il Consiglio sia informato. E’ necessario capire come si è arrivati alla proposta».
Ai consiglieri di minoranza ha replicato il presidente Pais: «Il tema è stato oggetto di discussione in commissione, c’è una proposta di legge firmata da diversi consiglieri. Ci sono emendamenti per rendere la proposta coerente con quanto si è deciso nella Conferenza di capigruppo. Se c’è necessità di far intervenire l’assessore lo si può fare eccezionalmente. Altrimenti sono previsti prima gli interventi dei consiglieri e poi dell’assessore».
Il presidente ha quindi dato la parola all’assessore all’agricoltura Gabriella Murgia: «Ringrazio l’opposizione per aver accettato di portare in aula il provvedimento con procedura d’urgenza – ha esordito l’assessore – dal primo gennaio gli ex lavoratori Aras rischiavano di andare a casa». Murgia ha poi ricostruito le principali tappe della vertenza: «La Giunta aveva proposto una modifica della legge 47/2018 con un nuovo bando per evitare il ricorso di alcuni lavoratori dell’Agenzia Laore contro il concorso per soli titoli. Ciò non è accaduto e i dipendenti Laore hanno impugnato il bando ritenendosi penalizzati: molti di loro sono stati assunti con concorso pubblico e per 20 anni non hanno avuto la possibilità di fare progressioni in carriera. La legge 47 prevedeva l’assunzione dei dipendenti Aras direttamente nella categoria D. Di fatto scavalcando i dipendenti Laore».
L’esposizione dell’assessore è stata interrotta dal presidente Pais che ha invitato l’esponente dell’esecutivo ad attenersi all’oggetto delle proposta di legge in discussione: la messa in sicurezza dei lavoratori ex Aras attraverso un procedimento giuridico-normativo.
L’assessore Murgia ha replicato al presidente ritenendo necessaria una esposizione circostanziata dei fatti: “È giusto che i lavoratori e il Consiglio abbiamo contezza di ciò che è avvenuto – ha detto – si è ritenuto di proseguire nella strada della legge 47. In un incontro, tenuto a maggio, insieme all’assessore Satta abbiamo ribadito la necessità di correggere la norma. Si sono invece volute prendere altre strade. Per questo abbiamo predisposto gli atti per l’assunzione dei lavoratori, consapevoli del fatto che ci fossero profili di incostituzionalità. Abbiamo atteso la sentenza del Tar che è arrivata qualche giorno fa. Quel provvedimento ha modificato lo scenario giuridico amministrativo. Ora rimane l’esigenza di assumere i dipendenti che svolgono un servizio essenziale».
L’assessore all’Agricoltura ha poi svelato di aver avviato interlocuzioni con altri organi istituzionali: «Ci siamo confrontati anche con la Corte dei Conti. Ci è stato detto che la Corte Costituzionale avrebbe cassato la norma. Per questo abbiamo deciso di proporre l’assunzione degli ex dipendenti Aras nell’agenzia Laore a tempo determinato in attesa di un concorso pubblico per titoli ed esami. C’è un emendamento che stabilisce un’assunzione per 24 mesi prorogabili. In questo modo poi potranno essere fatti i concorsi pubblici». Murgia ha parlato anche della situazione del laboratorio Aras di Oristano che garantisce un servizio essenziale per le certificazioni della qualità del latte: «Ci siamo accordati con il liquidatore di Aras per il nolo delle attrezzature. I periti del Tribunale hanno quantificato il costo del noleggio della strumentazione. Senza quelle attrezzature sarebbe impossibile proseguire l’attività».
È poi intervenuto il presidente della Commissione “Attività Produttive” Piero Maieli (Psd’Az): «Su questa vicenda c’è stato spirito collaborazione da parte della minoranza. Spero che gli accordi presi in Conferenza capigruppo vengano rispettati. E’ necessario approvare subito la legge e velocizzare la sua pubblicazione sul Buras in modo da renderla subito operativa».
Gianfranco Satta (Progressiti) ha espresso un giudizio negativo sul provvedimento in discussione: «Il Consiglio si appresta a sancire con legge il precariato a tempo indeterminato dei 250 ex lavoratori Aras, alcuni dei quali con un’anzianità di servizio di 20/30 anni. Questa anzianità oggi viene cancellata. Si è cercato nel corso delle ultime legislature di restituire dignità a questi lavoratori, prima con la legge n.3 del 2009 e poi con la 47 del 2018. Quest’ultima legge non è stata impugnata dal Governo grazie all’interlocuzione delle precedenti Giunte. Il Tar non ha dichiarato l’illegittimità della legge, ha solo rimandato alla Consulta la decisione sulla presunta incostituzionalità. Di fatto la Giunta ha sposato la posizione di alcune associazioni di categoria, di cui lei assessore è stata anche dirigente, da sempre contrarie al passaggio degli ex dipendenti Aras in Laore». Il consigliere dei Progressisti ha quindi evidenziato le responsabilità dell’esecutivo e della maggioranza di centrodestra: «Lei, assessore, sta cancellando 30 anni di anzianità di servizio riconosciuta ai lavoratori e due legislature di lavoro. Le memorie presentate dall’ufficio legale della Presidenza della Regione fanno capire quale sia stata l’azione della Giunta. Non è vero che per voi c’è un interesse primario. Non ho letto questo nelle argomentazioni dedotte dalla Regione davanti al Tar”.
Stessa richiesta da parte del consigliere del Pd Piero Comandini: «Nei giorni scorsi i sindacati hanno dato giudizi impietosi su questi primi 20 mesi del vostro Governo – ha detto Comandini rivolgendosi all’assessore Murgia – questa vicenda dà ragione a quel giudizio. Quando si parla di impreparazione e incapacità di alcuni assessori lei occupa una parte importante. Non tutti sono tagliati per la politica, per farla bene occorre vocazione, impegno e capacità di risolvere i problemi. Questa vocazione manca, soprattutto nel settore dell’agricoltura». Secondo Comandini, sulla vicenda ci sono chiare responsabilità da parte della Giunta: «Avete pensato di risolvere la questione con un post su facebook. La politica non si fa sui social. Fate meno post e risolvete più problemi. Non sono i like che danno il peso del vostro consenso ma i 225 lavoratori che per oltre 100 giorni hanno bivaccato sotto il Consiglio e che rischiano di essere licenziati. Questa è una vicenda antica, iniziata nel 2009. Si è cercato di intervenire nel 2018 con la legge 47, provvedimento che non è stato impugnato dal Governo perché la precedente Giunta e i consiglieri della maggioranza hanno seguito quella legge passo-passo a Roma per far capire al Governo nazionale che Aras svolgeva una funzione pubblica. Il governo di allora lo capì. Quella legge non è stata impugnata, è ancora valida”.
Critico anche Alessandro Solinas (M5S): «Parliamo di lavoratori di 50/60 anni, precari da una vita che hanno passato qualche mese accampati sotto il Consiglio per vedere riconosciuti i loro diritti – ha detto Solinas – la questione è stata affrontata in modo grossolano. Si scopre oggi che la procedura della legge 47 non può essere perseguita. Si propone una soluzione che va verso il precariato. Spero solo che la Corte Costituzionale non abbia nulla da ridire su questa nuova legge».
Duro anche l’intervento di Eugenio Lai (Leu): “È ingeneroso puntare l’indice nei confronti del solo assessore all’Agricoltura. La responsabilità è dell’intera maggioranza e del presidente Solinas che non ha mai messo la faccia su questa vicenda. Non ha mai detto che intenzioni avesse e cosa volesse fare – ha affermato Lai – abbiamo assistito agli slogan dell’assessore al Personale con un post su facebook. L’unica persona che è sempre stata corretta è l’assessore all’Agricoltura. Ha individuato una marea di scusanti per giustificare la retromarcia della Giunta su Aras. Il provvedimento che si discute oggi farà perdere agli ex dipendenti Aras diritti e posizioni acquisite. Un futuro ancora più precario attende questi lavoratori. L’assunzione a tempo determinato non costituirà un diritto o un canale preferenziale per i lavoratori. State creando nuovo precariato». Lai ha poi negato di aver dato il via libera alla proposta in Conferenza di Capigruppo: «Non è vero che su questa legge c’era unanimità. Assumetevi la vostra responsabilità. Il Commissario di Laore è nel pieno delle sue funzioni? La verità è che avete da risolvere le vostre beghe di maggioranza sulle nomine». Al termine del suo intervento, il consigliere di Leu ha rivolto un invito alla Giunta: «Vorrei vedere il parere della Corte dei Conti. Dove è scritto che la legge sarà dichiarata incostituzionale? Auspichiamo un vostro ripensamento: si applichi la legge 47, difendete quel provvedimento approvato dal Consiglio. Non c’è nessuna sentenza della Consulta, la norma si può applicare. Voi vi assumerete la responsabilità di questa nuova proposta di legge. Noi voteremo contro perché non si riconoscono i diritti dei lavoratori e l’essenzialità del servizio pubblico svolto. Avete il tempo per ripensarci, so che non lo farete. Preferite rischiare di farvi impugnare la norma per poi dare la colpa al Governo. La verità è che tutti sanno che da 20 mesi non siete in grado di dare le risposte che i sardi attendono». Segue.











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