Cagliari, 23 Dic 2020 – Ieri la seduta è stata aperta dal presidente Pais che subito dopo le formalità di rito ha aperto la discussione sul primo punto all’ordine del giorno: il disegno di legge n.231/A “Approvazione del Rendiconto generale e del rendiconto consolidato della Regione per l’esercizio finanziario 2019”.
Ha quindi preso la parola il relatore di maggioranza Valerio De Giorgi, presidente della Commissione Bilancio: «Dal rendiconto generale risulta che sono state accertate entrate per 8597 milioni di euro e spese per 8370 milioni. Il saldo positivo è di circa 227 milioni di euro – ha evidenziato De Giorgi – ciò significa che c’è stata una notevole riduzione del disavanzo rispetto all’esercizio precedente, come rilevato dalla Corte dei Conti nel giudizio di parificazione. Se si legge il bilancio al netto di accantonamenti e vincoli di legge, la riduzione sale a oltre 700 milioni di euro».
De Giorgi si è poi soffermato sulla mancata istituzione del collegio dei Revisori dei Conti: «La Regione si è attivata e presto il Collegio sarà istituito. Il Governo ha già trasmesso uno schema di decreto che sarà sottoposto all’attenzione del Consiglio regionale».
La presidenza è stata assunta dal vicepresidente Giovanni Antonio Satta che ha dato la parola al relatore di minoranza, il consigliere dei Progressisti Massimo Zedda: «La proposta di Rendiconto è arrivata in Commissione solo nei giorni scorsi. Non abbiamo avuto tempo di depositare la relazione di minoranza e di studiare a fondo il documento. Ci viene però in aiuto la relazione del procuratore generale della Corte dei Conti. Vale la pena ribadire la necessità di procedere al più presto alla nomina del Collegio dei Revisori. Prendiamo atto dall’assessore che la costituzione di questo organismo è in itinere. Ce lo auguriamo».
Zedda ha poi richiamato un altro rilievo dei giudici contabili: «I ritardi nella pubblicazione dei documenti hanno creato problemi nel giudizio di parifica della Corte. È un abitudine della Giunta pubblicare delibere “camicia” senza però renderne visibili tutti i contenuti. In alcuni casi bisogna attendere settimane per conoscerli. Spesso le delibere sono state trasmesse con fortissimo ritardo. La Corte dei Conti segnala il rispetto della tempistica nell’approvazione dei documenti come il Def o le dichiarazioni programmatiche, compreso l’eco-bilancio 2020 richiesto espressamente dalla nuova normativa europea che chiede conto della spesa sulle politiche ambientali previste dalle Agende 2020 e 2030. La programmazione europea su fonti rinnovabili, tutela ambientale, sviluppo ecosostenibile fa parte ormai in modo stabile dei bilanci delle amministrazioni pubbliche tanto che se ne occupa la Corte dei Conti».
Zedda è poi tornato su un aspetto già evidenziato dal relatore di maggioranza: la necessità di accompagnare i provvedimenti di spesa con un’adeguata relazione tecnico-finanziaria. «La Corte lo ha detto chiaramente – ha affermato Zedda - l’analisi tecnico-finanziario è necessaria anche sulle indicazioni delle spese future. Questo aspetto è carente sotto diversi punti di vista. Sulla nomine assessoriali lo abbiamo segnalato: nella relazione si diceva genericamente che le spese sarebbero state coperte dal bilancio della Regione, non c’era evidentemente la possibilità di individuare una legge di riferimento. Lo segnalo all’assessore: non sono più accettabili leggi presentate senza il supporto di una puntuale e veritiera analisi tecnica e finanziaria. Serve a noi tutti sapere quanto e come vengono utilizzate le risorse pubbliche. Solo nel 2020 la Regione pare abbia perso oltre 400 milioni di entrate. Non ci troviamo gambe all’aria solo perché il Governo ha concesso alle Regione di utilizzare gli accantonamenti per coprire il mancato gettito. Nel 2021 le minori entrate fiscali saranno di gran lunga superiori a causa della pandemia. Per questo sarà ancora più importante stare attenti alle dinamiche di spesa dei singoli assessorati».
Il vicepresidente Satta ha quindi dato la parola all’assessore al bilancio Giuseppe Fasolino che si è detto soddisfatto per l’approvazione del Rendiconto da parte della Corte dei Conti: «I giudici contabili hanno attestato che la Sardegna ha un bilancio sano. Ci sono criticità su cui intervenire, alcune storiche. I confronto avuto durante la verifica della Corte dei Conti è stato importante per la valutazione di alcuni aspetti e l’individuazione delle strade da intraprendere».
Fasolino ha poi assicurato che presto sarà istituito il Collegio dei Revisori dei conti. «La Giunta, grazie anche alle segnalazioni della minoranza, ha subito avviato l’iter che ha portato oggi a uno schema di decreto legislativo che il Consiglio dovrà approvare nelle prossime settimane».
Sulla necessità di provvedere a un’attenta analisi tecnico-finanziaria per i provvedimenti di spesa, Fasolino si è detto d’accordo: «Non si potranno più accettare disegni di leggi senza un’adeguata relazione. È fondamentale che sia così. Ci sono però altri aspetti importanti: nel 2015 la Regione aveva un debito di 1,5 miliardi. Doveva essere ripianato in 30 anni. Oggi ci troviamo nella condizione di ripianarlo nei prossimi 4. Questo fa capire che il bilancio è sano e che si stanno facendo sacrifici per migliorarlo ulteriormente».
Il vicepresidente Satta ha quindi messo in votazione il passaggio agli articoli che è stato approvato. L’aula ha poi approvato in rapida successione i dieci articoli del rendiconto: art. 1 “Approvazione del Rendiconto generale della Regione Sardegna per l'esercizio 2019”; art. 2 “Gestione della competenza dell'esercizio finanziario 2019”; art. 3 “Gestione dei residui dell'esercizio finanziario 2019”; art.4 “Fondo pluriennale vincolato”; art.5 “Situazione di cassa”; art.6 “Risultato di amministrazione”; art.7 “Stato patrimoniale e Conto economico”; art. 8 “Destinazione del risultato economico dell'esercizio”; art. 9 “Approvazione del Rendiconto Consolidato per l'esercizio 2019”; art 10 “Entrata in vigore”.
Il testo finale del Rendiconto generale e consuntivo è stato approvato, a scrutinio elettronico, con 25 voti favorevoli e 21 astenuti.
Si è poi passati al secondo punto all’ordine del giorno: il dl n. 232 “Assestamento del bilancio per l'esercizio finanziario 2020 ed del bilancio pluriennale 2020/2022 alle disposizioni del decreto legislativo n. 118 del 2011, e successive modifiche e integrazioni e disposizioni varie”.
Come relatore di maggioranza è intervenuto ancora il presidente della Commissione Bilancio Valerio De Giorgi che ha auspicato una rapida approvazione del provvedimento: «Contiene disposizioni dirette all’aggiornamento dei dati del bilancio di previsione a seguito dell’approvazione del Rendiconto generale».
Per la minoranza, ha preso la parola il consigliere del Pd Cesare Moriconi: «La parificazione della Corte dei conti ci consente di discutere dell’assestamento del bilancio e offre lo spunto anche per alcune riflessioni – ha detto Moriconi – la prima è sul fondo di cassa. Nell’art. 2 si dice che al 1 gennaio il fondo è rideterminato anche a seguito della variazione di bilancio recentemente approvata con la quale si attua l’accordo di programma del novembre 2019. E’ uno spunto interessante perché per effetto di questo provvedimento nel 2020, grazie agli accordi con il Governo per le minori entrate causate dalla pandemia, si potrebbero recuperare circa 40 milioni di euro. Noi avevamo fatto una proposta per varare un grande piano di interventi per affrontare alcuni grandi temi: trasporti, istruzione, spopolamento delle zone interne. Ne parliamo da tempo, quell’accordo era lo strumento per recuperare risorse». Moriconi ha poi concluso il suo intervento parlando di sanità: «Con l’art. 6 si richiede la proroga dei termini di efficacia della legge di riforma sanitaria. Noi avevamo espresso dubbi sin dall’inizio. Voi ci avete chiamato a discuterla con urgenza. Si diceva che avrebbe avuto efficacia in termini di contenimento della pandemia. Noi sostenevamo il contrario. La legge doveva essere attuata entro il primo mese, tra le cose da fare c’era la nomina dei commissari delle Asl. Ciò evidenzia che fin dall’inizio c’era difficoltà di attuazione. Oggi si chiede il rinvio di un anno». Sull’ordine dei lavori è intervenuto il capogruppo del Psd’Az, Franco Mula, che ha chiesto una sospensione di 10 minuti per un confronto con le opposizioni. Richiesta accolta dalla presidenza. La seduta è stata sospesa.
Alla ripresa dei lavori ha riassunto la presidenza il presidente Pais.
Il consigliere del Pd Piero Comandini, sull’ordine dei lavori, ha sostenuto la necessità di conoscere l’esito del confronto in riferimento alla vicenda dei lavoratori ex Aras.
Il presidente Pais ha risposto che sono ancora in corso verifiche tecniche al termine delle quali il Consiglio sarà tempestivamente informato.
Il consigliere dei Progressisti Massimo Zedda, ricordando la necessità del Consiglio di essere puntualmente informato sui progetti della Regione sul fondo di recupero che riguarda la Sardegna oggetto di una proposta inviata al Governo dal presidente della Regione, ha lamentato che, mentre del piano si discute da tempo in Europa ed anche a livello nazionale si è aperto un grande dibattito sulle direttrici principali su cui è articolato il Fondo non altrettanto è accaduto in Sardegna. Perché, ha precisato, la Giunta si è limitata a trasmettere una proposta al Governo senza consultare, oltre al Consiglio, i portatori di interesse. Come esempio di progetti che potrebbero essere datati e comunque non coerenti con la programmazione europea, Zedda ha citato il collegamento ferroviario Sassari – Alghero. Inoltre, ha proseguito, c’è un progetto di 500 milioni per la Lanusei-Oristano che, oggettivamente, non rappresenta una priorità. Occorre dunque evitare errori, ha concluso il consigliere, concentrando sforzi e risorse su opere immediatamente realizzabili.
Francesco Agus, capogruppo dei Progressisti, si è soffermato sulle caratteristiche dell’assestamento che contiene anche alcune proroghe. Fra queste, ha detto, mancano le Province ma lo stesso discorso può essere applicato anche al caso Aras. È opportuno quindi, ha sollecitato, utilizzare appieno il provvedimento in discussione per inserire eventuali necessità. In materia sanitaria, ha continuato Agus, emergono forti contraddizioni, duplicazioni ed incongruenze anche sulle date che dovevano scandire altrettanti passaggi della riforma, con le scadenze temporali collegate. È necessario dunque, ha concluso Agus, evitare ulteriori problemi ed intervenire tempestivamente per evitare pesanti contraccolpi negativi sul sistema sanitario già sottoposto allo stress della pandemia.
Il consigliere della Lega Pierluigi Saiu ha ripreso i temi sollevati dai colleghi Zedda e Agus. Sul fondo di recupero ha messo l’accento sulla necessità di coinvolgere in modo ampio il Consiglio regionale, senza però appiattirsi sulla contrapposizione maggioranza-opposizione. La Sardegna ha una grande opportunità che rischia di essere vanificata dai ritardi del Governo nazionale sul progetto complessivo ed è questo, secondo Saiu, il vero problema sul tappeto, anche in relazione ai rapporti con l’Europa. La nostra Regione, ha concluso, non deve commettere lo stesso errore. Per quanto riguarda le proroghe, il consigliere della Lega ha ammesso che la pandemia si è abbattuta su un sistema sanitario regionale che oggettivamente non funzionava; la riforma tuttavia era ed è necessaria così come non è rinviabile il ricambio della classe dirigente del settore, anche attraverso una indispensabile fase di transizione.
Il Consiglio ha poi approvato il passaggio agli articoli. Segue











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