Roma, 9 Dic 2020 - Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte oggi in Parlamento per le comunicazioni in vista del consiglio europeo del 10 e 11 dicembre.
Alle 9 l'intervento a Montecitorio, in un aula quasi completamente piena. A seguire il dibattito e, quindi, il voto sulle risoluzioni. Nel pomeriggio il premier è atteso in Senato alle 16. Dopo le tensioni degli ultimi giorni, e il rischio per la tenuta della maggioranza a causa del dissenso di una pattuglia consistente di pentastellati sulla riforma del Mes, ieri Pd, M5s, Leu hanno trovato una intesa sulla risoluzione da votare dopo l'intervento del premier.
"Porrò con la massima determinazione e urgenza l'esigenza che l'ambizioso programma di riforme 'Next Generation Eu' possa essere avviato nel più breve tempo possibile. I cittadini dei 27 stati membri non perdonerebbero un segnale che contraddica l'accordo raggiunto in sede europea" ha detto Conte in apertura del suo discorso.
"La dimensione sanitaria della risposta europea al Covid deve essere accompagnata da una risposta economica: rimane urgente una soluzione che superi il veto ungherese e polacco. C'è esigenza di un ambizioso programma di riforme con il Next Generation Ue" sottolinea il premier. "Sosteniamo gli sforzi della presidenza tedesca per una soluzione rapida dello stallo" ha aggiunto.
"Com'è noto la riforma del Mes conteneva il backstop che è obiettivo cardine per il nostro Paese. Grazie al contributo italiano l'Eurogruppo ha trovato un'intesa per introdurlo con due anni di anticipo" ha sottolineato Conte. Sulla riforma del Mes "resta la responsabilità delle Camere sulla ratifica" del trattato. Ma "per cambiare l'Ue è decisiva ben altro percorso. L'Italia si farà promotrice di una proposta innovatrice per integrare il nuovo Mes nell'intera architettura europea. Il modello a cui ispirarsi lo abbiamo già adottato, è il Next Geeneration Eu".
Poi a proposito del dibattito all'interno della maggioranza ha ribadito: "Il governo ha bisogno anche della massima coesione delle forze di maggioranza per continuare a battersi in Ue. Il confronto dialettico è segno di vitalità e ricchezza ma è senz'altro salutare che sia fatto con spirito costruttivo e che non ci distragga dagli obiettivi".
Manca solo l'ok dei renziani, già in rivolta per la norma sulla governance del Recovery plan: "Non abbiamo firmato la risoluzione di maggioranza perché prima vogliamo sentire se Conte nel suo intervento alle Camere, rispetta i patti sul Mes", spiega la ministra dell'Agricoltura, Teresa Bellanova, capo delegazione Iv, in una intervista a Repubblica. "Mi auguro - afferma - che la maggioranza sappia dimostrare di avere i numeri in Parlamento. Tutti i voti in più che dovessero arrivare sono assolutamente benvenuti. Ma il problema non si risolve solo con l'approvazione della riforma. Il Mes significa anche utilizzare, e farlo quanto prima, quei 37 miliardi che ci metterebbero in condizione di garantire una maggiore qualità dell'assistenza sanitaria ai cittadini e alle cittadine italiane".
"Io sarei pronta a dimettermi nel momento in cui non avrei più la possibilità di rispondere al giuramento che ho fatto. Ho giurato sulla Costituzione Italiana che prevede un processo democratico che deve essere tutelato e mantenuto. Nel momento in cui non fossi messa nelle condizioni di rispettare questo giuramento, anche per coscienza personale, sì sarei pronta anche a dimettermi". Lo ha detto la ministra alle Pari Opportunità e alla Famiglia Elena Bonetti a Radio Capital rispondendo alla domanda: "Se Conte non ritira la task force lei sarebbe pronta a dimettersi?".












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